La nuova figura dell’agente immobiliare nel mondo dei Big Data

Ecco l’identikit del nuovo agente immobiliare secondo le ultime indagini svolte in Italia e uno sguardo agli scenari futuri del settore della compravendita di case.

Da un’indagine svolta da Nomisma per conto di Fimaa nel 2019 il 48% degli italiani si è rivolto ad un agente immobiliare per trovare casa. Quindi la figura dell’agente immobiliare svolge ancora un ruolo centrale nella compravendita di case e proprietà nel nostro paese.

Ma negli ultimi anni il settore ha subito importanti cambiamenti, per ciò che concerne il ruolo dell’agenzia e dell’agente immobiliare. La tecnologia è stata la protagonista indiscussa di questo cambiamento, e ha fatto nascere nuovi modelli di business attorno al settore immobiliare.

E’ il caso delle protech, agenzie che si avvalgono di una grande quantità di dati, i famosi Big Data, per elaborare valutazioni immobiliari precise e strategie di business. Come lo fanno?

Lo abbiamo chiesto a Paola, agente che vende case in housefy.it l’impresa nata sotto il segno del nuovo modello di agenzia immobiliare digitale, cambiando il concetto di commissione. Secondo Paola – “Il mercato è saturo, la gente si sta stancando di pagare commissioni esagerate sulla percentuale del valore dell’immobile. Il nostro modello prevede un costo fisso. Siamo riusciti a tagliare le spese gestendo tutto da un ufficio, i proprietari stessi fanno vedere la casa ai potenziali acquirenti e noi ci occupiamo di tutto il resto dalla sede centrale, utilizzando ogni strumento informatico e tecnologico per fare rete.”

Sono questi i modelli che stanno emergendo negli ultimi anni e che stanno trovando terreno fertile negli ambienti online. Raccolgono consensi per la promessa del risparmio e dei tempi veloci di vendita, e per offrire un servizio personalizzato.

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L’agente immobiliare si è adattato a tali cambiamenti, iniziando dall’approccio con la tecnologia e i nuovi strumenti che il web mette a disposizione. Se prima i portali immobiliari online venivano visti con sospetto dalle agenzie, oggi sono un valido strumento di supporto per il business. I social network sono un altro mezzo che l’agente immobiliare ha imparato ad utilizzare per stabilire un approccio diretto e vicino con il proprio pubblico.

Secondo l’indagine svolta da RE/MAX Italia che ha coinvolto 558 agenti in tutta Italia l’identikit dell’agente immobiliare è un “professionista sociale”, cioè un utilizzatore frequente delle rete sociali a scopi professionali. Facebook è quello che prevale con 33,1% di utilizzatori; Linkedin in seconda posizione con il 23.6%; You Tube con 11,12% ed infine Twitter con 11.2%.

I social consentono di arrivare ai clienti in forma diretta, da ogni luogo ed in qualsiasi momento. L’attività del porta a porta sta lasciando quindi spazio a nuove forme di acquisizione, e sicuramente a nuovi modelli di business in grado di offrire un servizio innovativo e a costi inferiori rispetto ai modelli delle agenzie immobiliari tradizionali, o meglio rispetto a come si lavorava 10 anni fa.

C’è da chiedersi in questo scenario cosa accadrà nel futuro, in quale direzione andrà il settore dei servizi di intermediazione immobiliare. Vincenzo Albanese, presidente FIMAA, sostiene che l’agente del futuro utilizzerà piattaforme ibride, e che la tecnologia non va temuta. Ma la persona rimarrà ancora al centro delle intermediazioni e non potrà in alcun modo sostituirsi alla macchina.