1 miliardo e 500 milioni di metri quadri di Eternit, come difendersi?

Si calcola che solo in Italia dagli anni ’90 siano stati impiegati 1 miliardo e 500 milioni di metri quadri di Eternit per realizzare tetti e coperture. Il dato è allarmante se si pensa che nel 94′ la fibra cemento era stata messa al bando sia nel mondo dell’edilizia che nella commercializzazione del materiale.
Le coperture che ancora contengono eternit (una fibra mista di cemento e amianto) devono fare i conti con l’età, si staranno deteriorando ed il processo di rilascio di fibre dannose nell’ambiente è accelerato.

A regolarizzare il trattamento dell’eternit ci pensa il decreto del 20 agosto del 99 emanato dal Ministero della Sanità che indica, fra l’altro, le prestazioni minime per eseguire l’incapsulamento delle lastre.

Questa tecnica permette di trattare le lastre, lasciandole in loco, ma nello stesso tempo bloccando la dispersione dannosa delle fibre nell’aria. Se la copertura non è troppo danneggiata con l’incapsulamento si può impermeabilizzare senza smantellarla.

Se invece secondo le direttive espresse nel decreto la copertura deve essere necessariamente rimossa, esistono tecniche professionali in grado di smantellare la copertura senza disperdere oltre fibre e fibrille tossiche. Un metodo di smaltimento eternit è ad esempio questo.

Si tratta di una ditta operante nel settore del trattamento amianto ed eternit nel frusinate e dintorni. Gli interventi di estendono nella provincia di Latina, di Rieti e a Roma.

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