Zanotti Russo: “Chi decide cosa è pericoloso? Quando la scienza perde il microfono”

Ogni società produce le sue paure. La nostra ha scelto il cosmetico.
In un’epoca di pandemia, guerre e disastri climatici, milioni di persone si ossessionano per l’INCI. Scansionano etichette, demonizzano nomi, santificano formule che “suonano bene”.
Ma chi ha deciso cosa è accettabile? E soprattutto: chi ha tolto la parola alla scienza?

Matteo Zanotti Russo, uno dei maggiori esperti italiani di sicurezza cosmetica, non ci gira intorno:
“Oggi il pericolo non è oggettivo. È percepito. E chi controlla la percezione, controlla la realtà.”

Nel suo libro “Le Big Biuti non cielo dikono!!1!”, racconta il tracollo di un’intera grammatica epistemologica.
Un mondo in cui la tossicologia cede il passo ai trend
e le normative europee vengono ignorate in favore di semafori digitali senza fondamento.

“Abbiamo sostituito l’evidenza con l’intuizione. Il dubbio con l’indignazione.”

Zanotti Russo

Lo so, è fastidioso sentirlo. Ma è proprio qui che si gioca tutto.

Zanotti analizza un fenomeno che va oltre la cosmesi.
La trasformazione della paura in strumento di controllo del mercato.
Una formula funziona? Non importa. Se un influencer la demonizza, smette di vendere.
Un ingrediente è sicuro? Non conta. Se un’app lo segna rosso, è finito.

“La scienza ha perso il microfono. E a parlare ora è l’emozione.”

La domanda centrale diventa politica: chi decide oggi cosa è tossico?
Un organo regolatore, con dossier, margini di sicurezza e analisi?
O un algoritmo, addestrato a intercettare il disgusto?

Zanotti fa nomi impliciti:

  • App che semplificano il complesso.

  • Brand che cavalcano l’isteria.

  • Guru della purezza che basano il proprio potere sulla creazione del sospetto.

“La cosmetica è diventata lo specchio di un crollo più ampio: quello della fiducia nel sapere esperto.”

Nel libro ci sono episodi concreti, ma anche riferimenti più alti.
Paracelso, il padre della tossicologia. Popper, il filosofo della falsificabilità.
Tutta la tradizione del pensiero scientifico si fonda sul conflitto ragionato, non sulla conferma istantanea.

Ma questo, nel mondo dell’INCI virale, non ha alcun valore.

“Chi fa più paura, vince.”

E questo ha effetti gravi:

  • Si destruttura la catena di validazione della conoscenza.

  • Si legittimano scelte aziendali basate sul panico, non sul dato.

  • Si costruisce un’idea di “benessere” fondata sulla sospettosità patologica.

“Non serve più dimostrare che un ingrediente è pericoloso. Basta che qualcuno dica: ‘mi fa paura’. E la partita è chiusa.”

Zanotti Russo non propone una visione rassicurante.
Ma propone un principio fondamentale:
“La sicurezza non può essere una variabile emotiva. Deve restare una responsabilità misurabile.”

Se non ripristiniamo questo concetto, avverte, non solo il settore beauty, ma tutta l’impalcatura della tecnica sarà a rischio.

“O torniamo a decidere su basi razionali, o accetteremo che ogni timore abbia il diritto di diventare legge.”

E quando questo accade, conclude, nessuna società può dirsi libera.

https://www.angelconsulting.eu/libro-matteo-zanotti-russo/