La Milano Design Week rappresenta uno degli eventi più attesi ogni anno a livello internazionale, oltre che nazionale, per gli amanti del settore. Comprende sia la storica fiera dedicata al mobile – il Salone del Mobile – e il cosiddetto Fuorisalone, all’interno del quale confluiscono mostre, pop-up e installazioni esposti nei diversi quartieri della metropoli.
Ed è proprio nel contesto dinamico e all’avanguardia del Fuorisalone che si è svolto uno degli eventi più interessanti, frutto della combinazione di design e automobilismo: un binomio vincente, capace di unire tecnologia, performance ed estetica.
Ci riferiamo allo spazio ufficiale predisposto dalla concessionaria Alpine Milano in via Amerigo Vespucci 8, nel cuore dell’area di Gae Aulenti, il quale ha permesso di rendere più accessibile e persino concreto, potremmo dire, il mondo della nota casa automobilistica d’Oltralpe, famosa anche per la partecipazione ai circuiti della Formula 1.
Ma l’Atelier Alpine è stato capace di fare molto di più, mostrando la declinazione pratica delle soluzioni di design nel panorama automotive, rivelandosi uno dei trend emergenti di maggiore qualità della manifestazione andata in scena nell’aprile del 2025.
Quando il design incontra l’automotive
Si tende spesso a pensare al design come a qualcosa che interessa unicamente l’arredamento in senso stretto e dunque la creazione di oggetti per spazi a uso abitativo, destinati quindi agli immobili residenziali, commerciali e lavorativi.
In realtà non è così. Il design è molto di più e va oltre la realizzazione di una sedia capace di conquistare per la sua comodità e la sua estetica – abbiamo citato la sedia come esempio di questa metafora solo perché è l’oggetto simbolo di questo ambito capace di unire arte, artigianato e know how industriale.
Questa concezione del design è quella che sta alla base dell’automotive ed è dunque percepibile nelle forme dei mezzi motoristici come in qualsiasi altra soluzione di volta in volta progettata, frutto di considerevoli investimenti nell’ambito R&S, di una storia che parte da lontano e di uno sguardo attento alle esigenze di chi si trova alla guida in quel preciso momento storico.
L’automotive è tradizione e modernità, studio e audacia – nel creare soluzioni che spiazzano, ma potrebbero convincere e stupire – cura dei dettagli, senza perdere di vista l’insieme né tanto meno la sicurezza. Tratti che ritroviamo anche nel design.
Il lato nascosto (emozionale e luminoso) dell’automotive
Il Fuorisalone ha mostrato un lato per molti versi inedito del binomio automotive e design. Che in realtà esiste da sempre, fin dalla stessa idea di creare un’automobile, persino.
La novità più interessante è forse quella del “Lightness & Design”, come è stata definita nel talk condotto da Luca Casadei e che ha visto la partecipazione del designer Daniele Daminelli e del fotografo Mathieu Cesar.
Ecco allora che il design, nell’automotive, si trasforma in qualcosa capace di evocare riflessioni e stimolare emozioni, rendendo ogni singolo oggetto fonte di un’esperienza originale, e non solo basata sugli sviluppi tecnologici. Non è forse – o dovrebbe essere – l’esperienza di guida proprio questo, e dunque emozione allo stato puro?
Un aspetto che è possibile raggiungere soltanto curando ogni dettaglio con la dedizione di un artigiano, coniugando comfort, estetica, innovazione e persino un tocco che sa di arte.