Tra un tuffo e un tramonto, adotta una tartaruga: un gesto che difende la nidificazione sulle spiagge

Con l’arrivo dell’estate, le nostre coste si popolano di turisti in cerca di relax, tramonti indimenticabili ed acque cristalline. Dietro a questo scenografico paesaggio, tuttavia, si nasconde una realtà meno idilliaca: il turismo di massa – e spesso incontrollato – può rendere le spiagge un luogo ostile per le tartarughe marine, che proprio in questi mesi estivi risalgono la riva per deporre le uova. Ogni anno, lungo il litorale italiano, i volontari WWF individuano già da giugno decine di nidi di “Caretta caretta”, la tartaruga più comune nel Mediterraneo. Ed il 2025 non è da meno: solo nella prima metà di giugno infatti, sono già state protette 26 tracce di deposizione, con il potenziale di oltre 2.000 piccoli in arrivo dalla schiusa.

Tuttavia, la presenza prolungata di bagnanti, lettini, ombrelloni e mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge, costituisce una grave minaccia per i nidi e per le piccole tartarughe in uscita dal nido. Il calpestio della sabbia, l’illuminazione notturna dei litorali ed i rifiuti lasciati incustoditi per giorni possono compromettere l’intero ciclo riproduttivo. Proprio per questo – anche quando siamo in vacanza – diventa fondamentale conoscere il problema ed agire con responsabilità. In tal senso, il WWF offre a chiunque la possibilità di adottare simbolicamente una tartaruga, sostenendo i suoi progetti di tutela e conservazione della specie.

MINACCE PER CARETTA CARETTA E SPECIE AUTOCTONE

La Caretta caretta non è l’unica specie a subire le pressioni estive sui nostri litorali. Le più rare tartarughe verdi (Chelonia mydas) e le tartarughe liuto (Dermochelys coriacea) subiscono anch’esse gravi minacce, aggravate dal “Bycatch” (la cattura accidentale in reti da pesca) e dall’inquinamento luminoso, che confonde le femmine in cerca di spiagge adatte per deporre. Ogni anno, oltre 150.000 tartarughe vengono intrappolate in attrezzi da pesca, mentre il cambiamento climatico altera le temperature di incubazione, determinando il sesso dei piccoli: climi più freddi favoriscono i maschi e quelli più caldi le femmine. Proprio per mitigare questi effetti, il progetto europeo LIFE ADAPTS – avviato nel 2025 in Italia, Grecia e Cipro – studia strategie per tutelare tartarughe e foche monache in un ambiente sempre più ostile.

ADOTTA UNA TARTARUGA: UN GESTO CHE CONTA

Adottare una tartaruga con il WWF significa diventare parte attiva della conservazione di questa specie. Con un contributo, si finanziano le attività di protezione dei nidi, le attività CRAS (che ogni anno salvano migliaia di tartarughe marine ferite) e la ricerca scientifica. Per ringraziarti della tua adozione, riceverai un certificato di adozione personalizzato e, nel caso scegliessi di ricevere il welcome kit con peluche, anche un tenere peluche della specie adottata. Adotta una tartaruga sul sito WWF ed unisciti a centinaia di sostenitori che, ogni estate, scelgono di fare la differenza per le nostre spiagge e le creature che le abitano. Tra un tuffo e un tramonto sul mare, ricorda che ogni azione – perfino la più banale – può aiutare a garantire un futuro più sicuro per questi straordinari animali. Anche in questo periodo di vacanze e di spensieratezza, proteggere la tartaruga marina significa prendersi cura della biodiversità mediterranea e del futuro del Pianeta. Non essere soltanto uno spettatore: diventa il custode di un tesoro naturale immenso che merita di prosperare.

LE INIZIATIVE WWF PER LA CONSERVAZIONE

Da oltre vent’anni, il WWF Italia coordina attività di monitoraggio, recupero e protezione dei nidi, coinvolgendo volontari, centri di recupero e comunità locali. Il “Network tartarughe” del WWF copre regioni chiave come Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto e Toscana, dove vengono gestiti i nidi individuati, messi in sicurezza e condotte sessioni di formazione per i volontari. I Centri di Recupero Tartarughe Marine invece – come quelli di Molfetta e Policoro – curano ogni anno centinaia di tartarughe ferite da reti o intrappolate nella plastica. La maggior parte degli esemplari dopo le cure vengono poi liberati nel loro habitat.

L’ABC DELLA TARTARUGA MARINA

La Caretta caretta – nota anche come tartaruga marina comune – è un rettile marino che può raggiungere i 90 cm di lunghezza ed un peso fino a 135 kg negli esemplari più grandi. Il suo carapace (di colore bruno-rossastro), presenta placche ossee regolari e dà protezione alle costole e alla spina dorsale. L’alimentazione è onnivora: mentre i giovani individui si cibano principalmente di crostacei, meduse e molluschi, gli adulti prediligono crostacei più grandi e ricci di mare. La maturità sessuale si raggiunge intorno ai 20-30 anni, dopo i quali le femmine risalgono le spiagge per deporre da 80 a 120 uova in buche scavate nel terreno, ripetendo questo ciclo di deposizione 2/3 volte a stagione. Dopo la deposizione, la femmina ricopre di terra le uova e attende la schiusa.

Questo momento vitale così lento e complesso, rende la specie particolarmente vulnerabile a qualsiasi interferenza. Ogni fase – dalla ricerca della spiaggia all’emersione dei piccoli – richiede condizioni ambientali ideali: temperatura della sabbia, assenza di luci artificiali, quiete. Qualsiasi disturbo può ridurre drasticamente il tasso di sopravvivenza dei neonati, sottraendo preziosi alleati dell’ecosistema marino.