Perché un apparecchio trasparente può migliorare la vita di una persona

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Il ricorso a un apparecchio per i denti può essere visto in modo ostile da molte persone che pure ne avrebbero bisogno, magari per rimediare a un difetto estetico o per limitare i danni di un trauma. Le ragioni di questo ostracismo possono essere molteplici: per esempio di natura economica, oppure perché si ha paura che il risultato estetico sia poco gradevole, o addirittura in grado di compromettere le relazioni sociali. Proprio per questo motivo, si può ipotizzare di impiegare un apparecchio trasparente, una soluzione grazie a cui il fattore estetico è destinato a non costituire più un problema. In questo modo si può dire addio ai classici elastici colorati e alle piastrine in argento che nell’immaginario collettivo corrispondono a un apparecchio tradizionale.

L’evoluzione dell’ortodonzia

L’ortodonzia si è evoluta e si sta evolvendo ancora oggi, per fortuna: ecco perché oggi si può scegliere un apparecchio trasparente o comunque optare per un apparecchio molto discreto che è difficile – se non addirittura impossibile – notare da fuori. L’ortodonzia, come noto, è la specialità odontoiatrica che riguarda la diagnosi delle malocclusioni dentali e il loro trattamento: sono proprio queste malocclusioni a provocare un allineamento dei denti non corretto, sia per l’arcata inferiore che per l’arcata superiore.

Per correggere le imperfezioni ci si serve, appunto, di un apparecchio ortodontico, grazie a cui è possibile migliorare il sorriso dal punto di vista estetico, raddrizzare i denti storti e beneficiare di una masticazione più efficace. Non ci sono limiti di età da rispettare per l’applicazione di un apparecchio trasparente, che dunque può essere usato da chiunque. L’apparecchio fisso è quello che assicura una maggiore versatilità, in quanto consente ai denti di spostarsi anche su distanze importanti e in tutti i piani dello spazio. Per ancorarlo ai denti c’è bisogno di un cemento speciale, ma è bene tener presente che il dispositivo non può essere tolto fino al momento in cui la terapia non si conclude. Viceversa, se si opta per un apparecchio mobile, lo strumento può essere rimosso tutte le volte che ce n’è bisogno. Una terza strada può essere individuata nell’impiego di un apparecchio invisibile: si tratta di mascherine trasparenti senza elementi in metallo.

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Gli apparecchi per i bambini

Non è possibile definire a priori quale sia l’apparecchio più adatto da utilizzare, in quanto ogni soggetto ha caratteristiche e necessità specifiche che devono essere prese in esame. I trattamenti che possono essere messi in pratica per raddrizzare i denti sono di vario tipo, ma gli apparecchi servono anche ad altri scopi: per esempio chiudere delle fessure tra i denti o allargare il palato, ma anche regolare la posizione della mascella e della mandibola.

Quanto tempo ci vuole?

Nel momento in cui si decide di utilizzare un apparecchio per i denti, è bene essere preparati a tempistiche lunghe: il lavoro non può essere improvvisato ma va pianificato, ovviamente con l’assistenza del dentista, anche per verificarne i costi. Per esempio, se si opta per un apparecchio fisso tradizionale, l’applicazione potrebbe durare fino a due o tre anni, ma ciò non vuol dire che non vi siano casi in cui essa si estende solo per pochi mesi; per quel che riguarda i costi, invece, si può andare da un minimo di 2mila euro a un massimo di 4mila euro e oltre. Un apparecchio invisibile a mascherine, d’altro canto, può basarsi su una terapia di otto o dieci mesi, per una spesa complessiva non inferiore ai 2mila euro.