# Il Domani > Perché ieri è già passato URL: https://www.ildomani.it/ Generato: 2026-10-17 --- # Il Domani – Online News > URL: https://www.ildomani.it/ > Ultima modifica: 2026-10-16 --- # Redazione > URL: https://www.ildomani.it/redazione/ > Ultima modifica: 2026-06-15 Elisabetta Giovannesi Dopo la Maturità scientifica ho preseguito i miei studi iscrivendomi alla facoltà di Lettere dell’Università della Tuscia. Amante della scrittura ho cominciato a collaborare con la… [![Elisabetta giovannesi](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/2017/05/elisabetta-giovannesi.jpeg)](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/2017/05/elisabetta-giovannesi.jpeg) ### Elisabetta Giovannesi Dopo la Maturità scientifica ho preseguito i miei studi iscrivendomi alla facoltà di Lettere dell’Università della Tuscia. Amante della scrittura ho cominciato a collaborare con la redazione de www.ildomani.it da Maggio 2017. Curo le sezioni di: Cronaca e Casa [![Alessio adolini](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/2017/05/alessio-adolini.png)](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/2017/05/alessio-adolini.png) ### Alessio Adolini Sono un appassionato di lettura e in particolare del pungente Bukowski collaboro con la redazione de www.ildomani.it da Aprile 2017 e cerco di analizzare ogni situazione da un punto di vista sarcastico e pungente. Curo le sezioni di Politica e Cronaca. **Contatti** --- # Pochi millimetri di pelle attorno a un rossetto > URL: https://www.ildomani.it/moda/2026/10/16/pochi-millimetri-di-pelle-attorno-a-un-rossetto/ > Ultima modifica: 2026-10-16 Il rossetto entra nella custodia, si ferma con uno scatto leggero e non balla quando la borsa viene scossa. Sembra un dettaglio, ed è invece il risultato di… Il rossetto entra nella custodia, si ferma con uno scatto leggero e non balla quando la borsa viene scossa. Sembra un dettaglio, ed è invece il risultato di settimane di lavoro su misure di pochi millimetri. Nel mondo della cosmetica di fascia alta la pelle è entrata in oggetti piccoli e molto tecnici: custodie per rossetti, portacipria, astucci da viaggio, pochette che accompagnano un profumo. Qui la [progettazione accessori in pelle](https://crisden.it/servizi) segue regole diverse da quelle di una borsa o di una cintura, perché l’oggetto deve convivere con un prodotto che non ha disegnato chi lo riveste. ## Il vincolo arriva dal prodotto, non dal pellame Quando si progetta una borsa, la forma nasce dal disegno dell’ufficio stile. Quando si progetta un astuccio per un rossetto o una cipria, la forma è già decisa altrove: il tubetto, la cialda, il flacone hanno misure fissate dall’azienda cosmetica, spesso con tolleranze minime. La pelle deve adattarsi a quel volume, non il contrario. Questo cambia l’ordine del lavoro. Il primo passaggio non è scegliere il pellame, ma ricevere il contenitore reale, o un suo modello fedele, e misurarlo. Un millimetro in più e il rossetto scivola; uno in meno e non entra, oppure entra forzando e segna la pelle dall’interno. Anche lo spessore del pellame entra nel calcolo, perché una pelle più corposa riduce lo spazio interno e cambia la sensazione della chiusura. Spesso c’è anche un componente in metallo, una coppa o un telaio che dà rigidità all’oggetto. In quel caso la progettazione riguarda tre materiali che devono incastrarsi: il metallo, la pelle che lo riveste e il prodotto cosmetico che ci entra. Saper lavorare insieme pelle, metallo, legno e finiture diventa un requisito, non un’opzione. ## Chiusure, interni e il problema delle macchie Un accessorio beauty viene aperto e chiuso molte volte al giorno. La chiusura deve quindi resistere all’uso ripetuto senza perdere tenuta. Le soluzioni più comuni sono i magneti nascosti fra gli strati, che danno quello scatto netto apprezzato dal pubblico, oppure incastri meccanici nel componente metallico. Ognuna ha un effetto sul progetto: il magnete richiede uno spazio dedicato e un posizionamento preciso, l’incastro richiede tolleranze ancora più strette. L’interno pone un altro tema. Rossetti, ciprie e creme contengono oli e pigmenti che sulla pelle lasciano aloni difficili da togliere. Per questo si valutano fodere e rifiniture interne capaci di resistere a questo tipo di contatto, e si progetta l’oggetto in modo che il prodotto tocchi il meno possibile la pelle a vista. È una scelta che si fa sulla carta e che, se sbagliata, si scopre solo dopo qualche mese di uso. Infine ci sono le parti esterne. Un astuccio da rossetto vive dentro una borsa, a contatto con chiavi, telefono e altri oggetti. Gli spigoli e i bordi tinti sono i primi punti a consumarsi, e la loro rifinitura va studiata con la stessa cura riservata alla pelle principale. Su superfici così ridotte si sceglie anche fra bordo tinto e bordo ripiegato: il primo è più sottile e pulito, il secondo protegge meglio il taglio ma aggiunge spessore proprio dove lo spazio è contato. ## Il ruolo dell’archivio e della campionatura Con oggetti così piccoli, il prototipo è il vero strumento di progetto. Una custodia che sul disegno tecnico sembra perfetta può rivelare in mano un problema di proporzioni, una piega che non si chiude bene, un bordo troppo spesso. Si lavora quindi per versioni successive, cambiando di poco una misura o un materiale a ogni passaggio. Avere un archivio di lavorazioni già sviluppate accorcia molto questo percorso. Crisden, che dagli anni Settanta produce accessori in pelle per conto di marchi del lusso e oggi conserva un archivio di oltre 32.000 pezzi, lavora anche su accessori per il settore beauty. In un archivio così ampio è facile trovare una soluzione di chiusura, una cucitura o una forma da cui partire, invece di ricominciare ogni volta da zero. C’è poi la questione dei numeri. Un lancio cosmetico può richiedere quantità elevate di pezzi identici, consegnati tutti insieme. Un oggetto piccolo ripetuto molte volte rende visibile ogni variazione: una differenza di tono fra due lotti di pelle, un magnete posizionato mezzo millimetro più in là. La progettazione deve quindi tenere conto fin dall’inizio di come quell’oggetto verrà tagliato, assemblato e controllato in serie, non solo di come appare il primo campione. ## Perché la cosmetica chiede proprio la pelle Il motivo è in parte estetico e in parte pratico. Un astuccio in pelle trasforma un prodotto di consumo in un oggetto che si conserva. Quando il contenitore viene pensato per essere ricaricato, cosa che diverse case cosmetiche hanno introdotto sui prodotti di fascia alta, l’involucro esterno è destinato a durare molto più del contenuto. La pelle, con il suo modo di invecchiare, si presta bene a questo ruolo. Resta la coerenza di marchio. Molte case di moda hanno una linea cosmetica, e l’accessorio in pelle crea un ponte diretto fra la borsa e il rossetto, con lo stesso pellame, lo stesso colore, la stessa impuntura. Il risultato, quando il progetto è riuscito, non si nota. Si nota soltanto lo scatto con cui il rossetto si ferma al suo posto, ogni volta uguale. --- # Il carrello degli italiani cambia: acquisti più frequenti, ma meno sprechi > URL: https://www.ildomani.it/curiosita/2026/10/14/il-carrello-degli-italiani-cambia-acquisti-piu-frequenti-ma-meno-sprechi/ > Ultima modifica: 2026-10-16 Il carrello della spesa racconta molto delle abitudini degli italiani: non soltanto quali prodotti scelgono, ma anche quanto spesso fanno acquisti e quali caratteristiche cercano tra gli scaffali.… Il carrello della spesa racconta molto delle abitudini degli italiani: non soltanto quali prodotti scelgono, ma anche quanto spesso fanno acquisti e quali caratteristiche cercano tra gli scaffali. Tra attenzione alla convenienza, ricerca di alimenti legati al benessere e sensibilità ambientale, il modo di fare la spesa si sta trasformando. I dati più recenti mostrano consumatori che distribuiscono gli acquisti in più occasioni, prestano maggiore attenzione alla composizione dei prodotti e cercano di gestire meglio le risorse domestiche. ## **Una spesa più frequente e orientata al fresco** Secondo i dati NielsenIQ presentati a maggio 2026, [la frequenza degli acquisti è aumentata del 7,6%](https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/mercati/2026/05/14/news/il_largo_consumo_italiano_continua_a_crescere-425345569/) nell’anno terminante a marzo, con un incremento del 12,8% tra le famiglie giovani con figli minori di 24 anni. La tradizionale spesa di scorta lascia così spazio a visite più frequenti nei punti vendita, con carrelli più contenuti e acquisti legati alle necessità del momento. Il cambiamento si accompagna a una maggiore attenzione ai prodotti freschi: frutta e verdura hanno registrato una crescita del 5,5%, mentre macelleria e polleria sono aumentate del 6,8%. Una spesa più mirata permette di adattare gli acquisti ai consumi quotidiani, privilegiando prodotti destinati a essere utilizzati in tempi brevi. ## **Benessere, tradizione e prodotti per la casa** A cambiare non è soltanto la frequenza degli acquisti, ma anche la composizione del carrello. L’Osservatorio Immagino 2026 di GS1 Italy rileva una crescente presenza di alimenti ricchi di proteine, senza lattosio, plant-based e con un ridotto contenuto di zuccheri e grassi. I prodotti della categoria “free from”, caratterizzati dall’assenza o dalla riduzione di determinati ingredienti, rappresentano il 24,4% delle referenze monitorate e il 29,4% delle vendite a valore. Accanto alle proposte legate al benessere, mantengono un ruolo importante i prodotti che richiamano l’italianità, la qualità delle materie prime e la tradizione. La spesa “media” comprende però anche diversi prodotti non alimentari utili per la gestione quotidiana della casa e della cura personale. Tra gli articoli di queste categorie che finiscono più spesso nel carrello, c’è, ad esempio, le[carte da cucina,](https://www.bennet.com/Categories/CURA-DELLA-CASA/CARTA-DA-CUCINA-E-MONOUSO/c/4029) reperibili anche online in supermercati come ad esempio Bennet. Questi prodotti, insieme ad altri come rotoli assorbenti o prodotti per il bucato, sono acquisti ricorrenti per i quali molti consumatori prestano attenzione alle offerte, così da contenere la spesa complessiva. ## **Meno sprechi e maggiore attenzione alla sostenibilità** La gestione degli alimenti è un altro elemento che incide sulle abitudini di consumo. Secondo le rilevazioni di Waste Watcher International, ogni italiano spreca circa 80,9 grammi di cibo al giorno, mentre il costo complessivo dello spreco lungo la filiera raggiunge circa 14 miliardi di euro. Per limitare le perdite, il 60% dei consumatori controlla gli alimenti prossimi alla scadenza o li congela, il 56% assaggia i prodotti che hanno superato il termine minimo di conservazione prima di eliminarli e il 78% consuma gli avanzi entro il giorno successivo. Questi comportamenti si inseriscono in una ricerca più ampia di sostenibilità, che riguarda anche le modalità di conservazione e confezionamento. Imballaggi più sostenibili, materiali riciclati e prodotti a minore impatto ambientale entrano così tra gli elementi che possono influenzare le decisioni d’acquisto. Il carrello degli italiani riflette, dunque, esigenze quotidiane in evoluzione. La spesa diventa più frequente e mirata, cambiano le caratteristiche dei prodotti scelti e cresce l’attenzione alla gestione degli alimenti. Osservare queste tendenze aiuta a comprendere come le nuove abitudini di consumo stiano trasformando anche l’organizzazione della vita domestica. --- # I benefici degli omega 3 per il cervello > URL: https://www.ildomani.it/salute/2026/10/02/i-benefici-degli-omega-3-per-il-cervello/ > Ultima modifica: 2026-10-15 Gli omega 3 sono noti soprattutto per il loro ruolo nella salute del cuore, ma il loro legame con il cervello è altrettanto stretto. Il cervello è infatti… Gli omega 3 sono noti soprattutto per il loro ruolo nella salute del cuore, ma il loro legame con il cervello è altrettanto stretto. Il cervello è infatti composto in buona parte da grassi, e tra questi uno degli omega 3, il DHA, è presente in grandi quantità nelle membrane delle cellule nervose. Per questo un apporto adeguato attraverso l’alimentazione è importante in tutte le fasi della vita, dalla gravidanza fino alla terza età. Vediamo quali sono i benefici degli omega 3 per il cervello, cosa dice la ricerca e dove trovarli. ## Cosa sono gli omega 3 e perché il cervello ne ha bisogno Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali, cioè grassi che il corpo non riesce a produrre in quantità sufficiente e che devono arrivare dal cibo. I principali sono tre: l’**ALA**, di origine vegetale, e l’**EPA** e il **DHA**, presenti soprattutto nel pesce. Il DHA è quello più legato al sistema nervoso: contribuisce alla struttura delle cellule del cervello e della retina e favorisce la comunicazione tra i neuroni. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare riconosce che **il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale**, con un apporto di **250 milligrammi al giorno**. È una quantità che si raggiunge mangiando pesce grasso un paio di volte a settimana, ma che molte persone non raggiungono, soprattutto chi il pesce lo mangia raramente o per niente. In questi casi si può ricorrere agli integratori a base di olio di pesce. In farmacia e online questi prodotti sono spesso raccolti sotto la voce **omega 3 integratori per le funzioni cerebrali**, ma non sono tutti uguali. Conviene controllare in etichetta la **quantità di EPA e DHA** per dose, la provenienza del pesce e la presenza di controlli sull’**ossidazione dell’olio**, che ne garantiscono la freschezza. ## Memoria e concentrazione Il ruolo del DHA è particolarmente importante nei primi anni di vita, quando il cervello si sviluppa rapidamente. Per questo l’assunzione di DHA da parte della madre durante la **gravidanza** e l’**allattamento** contribuisce al normale sviluppo del cervello e degli occhi del bambino. Negli adulti la questione è più sfumata. Diversi studi osservazionali hanno notato che chi consuma regolarmente pesce tende ad avere un **declino cognitivo più lento** con l’avanzare dell’età. Gli studi in cui sono stati somministrati integratori a persone sane hanno invece dato risultati meno netti sulla **memoria** e sulla **concentrazione**. Gli omega 3 sembrano quindi contare soprattutto come parte di un’alimentazione equilibrata mantenuta nel tempo. ## Umore e benessere mentale Un altro campo di ricerca riguarda il legame tra omega 3 e **umore**. Alcuni studi hanno osservato effetti positivi, in particolare per l’EPA, su persone con sintomi depressivi, quando gli omega 3 venivano associati alle terapie tradizionali. Si tratta però di risultati ancora da confermare, e gli integratori non possono in nessun caso sostituire le cure indicate dal medico. Per chi vive periodi di stress o stanchezza mentale, gli omega 3 restano comunque uno dei nutrienti da tenere d’occhio all’interno di una dieta varia. ## Quali alimenti scegliere Il modo più semplice per assumere omega 3 è portare in tavola il pesce **due o tre volte a settimana**, preferendo le specie più ricche di grassi. Ecco le principali fonti alimentari: - **pesce azzurro** come alici, sardine e sgombro - **salmone** e **aringa** - **frutti di mare**, in quantità minori - **noci**, **semi di lino** e **semi di chia**, che forniscono ALA Le fonti vegetali sono utili, ma l’organismo trasforma l’ALA in DHA solo in minima parte. Per questo chi segue un’alimentazione vegana può valutare integratori di **olio di alghe**, che contengono DHA di origine vegetale. Per quanto riguarda la cottura, meglio preferire forno, vapore o griglia alla frittura. ## Un’abitudine da coltivare nel tempo Gli omega 3, e in particolare il DHA, sono nutrienti preziosi per il **benessere del cervello** a tutte le età. I loro effetti non si vedono da un giorno all’altro, ma un apporto regolare, insieme a una dieta equilibrata, all’attività fisica e a un buon riposo, aiuta a mantenere il cervello in salute nel tempo. In caso di dubbi, soprattutto in gravidanza o se si assumono farmaci anticoagulanti, è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico prima di iniziare un’integrazione. --- # Risparmio energetico, i 10 errori che (quasi) tutti fanno in casa senza saperlo > URL: https://www.ildomani.it/casa/2026/09/25/risparmio-energetico-i-10-errori-che-quasi-tutti-fanno-in-casa-senza-saperlo/ > Ultima modifica: 2026-09-25 Tra bollette sempre più rilevanti sul bilancio familiare e la crescente attenzione verso comportamenti orientati a una maggiore sostenibilità ambientale, sempre più famiglie italiane cercano di intervenire sui… Tra bollette sempre più rilevanti sul bilancio familiare e la crescente attenzione verso comportamenti orientati a una maggiore sostenibilità ambientale, sempre più famiglie italiane cercano di intervenire sui consumi domestici, convinte spesso che bastino alcuni gesti di buon senso per fare la differenza. Ma la percezione non sempre coincide con la realtà. È proprio questo divario tra percezione e realtà che emerge dall’infografica “[*Consigli e falsi miti sul risparmio energetico in casa*](https://www.vivienergia.it/casa/vivipedia/guida-energia/infografica-consigli-e-falsi-miti-sul-risparmio-energetico-in-casa)“, realizzata da VIVI energia: molte delle abitudini quotidiane considerate più efficienti, dal lavaggio dei piatti a mano al frigorifero regolato al massimo, si rivelano in realtà controproducenti. Un’analisi che mette a confronto le convinzioni più diffuse con i dati reali di consumo, individuando dieci falsi miti da sfatare per orientare le famiglie verso scelte davvero efficaci. È il caso della lavastoviglie, spesso sottovalutata rispetto al lavaggio a mano: a pieno carico, consuma il **50% di acqua e il 28% di energia in meno** rispetto all’utilizzo del rubinetto. Allo stesso modo, gli elettrodomestici lasciati in stand-by continuano a consumare energia anche quando sembrano spenti, arrivando a incidere fino al **10%** della spesa elettrica complessiva. Anche il riscaldamento è un ambito in cui persistono numerosi falsi miti: spegnere e riaccendere i termosifoni ogni volta che si esce di casa, nella convinzione di risparmiare, può in realtà comportare un maggiore consumo di energia, poiché l’impianto deve riportare gli ambienti alla temperatura desiderata al rientro. Si tende inoltre a sottovalutare il ruolo degli infissi: finestre poco isolate possono causare una significativa dispersione di calore, mentre modelli moderni a doppio o triplo vetro **consentono di ridurre fino al 40% la dispersione termica**. I pannelli fotovoltaici rappresentano una delle soluzioni più efficaci per ridurre i consumi energetici, ma possono offrire risultati ancora più significativi quando si affiancano a un buon livello di isolamento dell’abitazione. Un approccio integrato consente infatti di valorizzare al meglio l’investimento, migliorando al contempo efficienza e comfort domestico. Sostituire le lampadine tradizionali con modelli a LED, pur garantendo un **risparmio fino all’80% di energia elettrica** sull’illuminazione, incide solo in parte sui consumi complessivi della casa, legati soprattutto a riscaldamento ed elettrodomestici. Anche nell’utilizzo degli elettrodomestici alcune convinzioni diffuse non trovano sempre riscontro nei consumi effettivi. I cicli di lavaggio rapidi, spesso scelti per praticità, consumano più energia dei programmi Eco, che possono invece ridurre i **consumi fino al 40-50%**, mentre lavare a 40°C anziché a 60°C consente di **diminuire il dispendio energetico di circa il 50%**. Un principio analogo vale per il frigorifero: impostare temperature più basse del necessario comporta un aumento dei consumi, fino al 10% per ogni grado in meno, senza apportare benefici significativi alla conservazione degli alimenti. Comprendere quali comportamenti incidono davvero sui consumi è particolarmente importante se si considera come energia elettrica e gas vengano utilizzati durante l’anno. Il prelievo medio annuo di elettricità è pari a **1.926 kWh**, e presenta due picchi stagionali, in estate per il raffrescamento e in inverno per il riscaldamento e l’illuminazione. I consumi di gas, invece, si concentrano quasi interamente nei mesi più freddi, con oltre l’**85%**dei prelievi tra ottobre e marzo. È proprio in queste fasi dell’anno, quando i consumi raggiungono i livelli più elevati, che scelte consapevoli e piccoli accorgimenti possono contribuire in misura significativa al contenimento della spesa energetica. A tal proposito, l’infografica suggerisce anche un decalogo da seguire per un uso intelligente dell’energia: si parte da piccoli gesti quotidiani, come il passaggio alle lampadine LED o la scelta di elettrodomestici di classe energetica superiore (A+++ o superiore), per poi arrivare a interventi più strutturali sulla casa, dalla coibentazione di tetto e soffitto ai serramenti a doppi vetri, che aiutano anche a contenere il consumo di acqua calda. Non mancano i suggerimenti legati alle abitudini di ogni giorno, come spegnere gli apparecchi in stand-by con una ciabatta multipresa o evitare di lasciare le luci accese senza motivo, fino a scelte più ampie come puntare su impianti alimentati da fonti rinnovabili e curare con regolarità la manutenzione degli impianti di casa. Piccoli accorgimenti e una maggiore consapevolezza dei propri consumi possono contribuire a trasformare le buone intenzioni in scelte quotidiane sempre più efficaci, favorendo un utilizzo dell’energia più attento e sostenibile nel tempo. --- # Donazioni senza sorprese: guida semplice alle tasse da pagare > URL: https://www.ildomani.it/economia/2026/07/17/donazioni-senza-sorprese-guida-semplice-alle-tasse-da-pagare/ > Ultima modifica: 2026-07-17 Hai mai pensato di regalare una casa, un terreno o anche solo una somma importante di denaro a un familiare? Oppure hai ricevuto una donazione e ti sei… Hai mai pensato di regalare una casa, un terreno o anche solo una somma importante di denaro a un familiare? Oppure hai ricevuto una donazione e ti sei chiesto: “Ok, ma quanto mi costa davvero?”. Spoiler: non sempre è gratis. Ma niente panico, vediamo**come funzionano le tasse sulle donazioni **in modo semplice e diretto. ## Donazioni: si pagano sempre le tasse? Non proprio Partiamo da un mito da sfatare: non tutte le donazioni sono tassate allo stesso modo. In Italia esiste una vera e propria imposta sulle donazioni, ma entra in gioco solo sopra certe soglie.La cifra da pagare, infatti, dipende da chi dona a chi: - tra genitori e figli (o coniuge): c’è una franchigia di 1 milione di euro. Sotto questa soglia? Zero imposta; - tra fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro, con un’aliquota del 6% oltre. - tra altri parenti: niente franchigia e aliquota più alta (6% o anche 8%). ### Cosa cambia per case e immobili? Quando si dona un immobile, oltre all’eventuale imposta di donazione, entrano in gioco anche: - imposta ipotecaria; - imposta catastale. Di solito sono **pari al 2% e all’1% del valore dell’immobile.** Però, **se chi riceve ha i requisiti “prima casa”, queste imposte scendono a cifre fisse (200 euro ciascuna).** ### Donazioni di denaro: attenzione ai dettagli Se si parla di soldi, la situazione è più “elastica”: le donazioni di modico valore (tipo un regalo o un bonifico occasionale) non richiedono particolari formalità. Quando le cifre salgono, però, è preferibile fare le cose per bene (atto pubblico dal notaio e tracciabilità del trasferimento), questo per evitare problemi con il fisco o contestazioni future tra eredi. #### Consigli pratici Ogni situazione è diversa: valore dei beni, rapporto tra le parti, eventuali altri eredi… tutto può cambiare il risultato finale. Per questo, prima di fare una donazione importante, conviene informarsi bene o chiedere una consulenza. Una guida utile e chiara è disponibile anche su: [**avvocatoinlinea.it**](https://avvocatoinlinea.it/) ### In sintesi: conviene donare? Spesso sì, soprattutto tra familiari stretti. Ma va fatto con consapevolezza. La vera domanda non è “quanto pago?”, ma: sto facendo tutto nel modo corretto? Perché quando si parla di patrimoni e famiglia, improvvisare non è mai una grande idea! --- # La riscoperta dell’outdoor familiare: come l’exterior design stimola il dialogo intergenerazionale > URL: https://www.ildomani.it/casa/2026/06/26/la-riscoperta-delloutdoor-familiare-come-lexterior-design-stimola-il-dialogo-intergenerazionale/ > Ultima modifica: 2026-06-26 Negli ultimi anni, la concezione della casa ha subito una profonda evoluzione sociologica. Se un tempo le aree esterne come giardini, terrazzi o piccoli cortili venivano considerati semplici… Negli ultimi anni, la concezione della casa ha subito una profonda evoluzione sociologica. Se un tempo le aree esterne come giardini, terrazzi o piccoli cortili venivano considerati semplici elementi di contorno o spazi di pura rappresentanza estetica, oggi assistiamo a una vera e propria riscoperta del loro valore terapeutico e relazionale. In un’epoca dominata dall’iperconnessione e dalla costante stimolazione visiva dei dispositivi mobili, l’ambiente domestico all’aperto si trasforma in un rifugio insostituibile. È qui che si realizza una felice sintesi tra architettura e benessere, dove l’**exterior design** non è più solo una scelta di arredo, ma un progetto educativo e sociale volto a facilitare la disconnessione digitale e la riconnessione emotiva tra le diverse generazioni. La necessità di ritrovare spazi di condivisione autentici nasce da un paradosso contemporaneo: pur vivendo sotto lo stesso tetto, i membri di una famiglia spesso abitano mondi digitali separati. I bambini si isolano davanti ai tablet, i genitori sono assorbiti dalle notifiche di lavoro e i nonni rischiano di rimanere ai margini di questo flusso tecnologico frenetico. Lo spazio aperto, se progettato con cura e sensibilità, agisce come un potente catalizzatore in grado di rompere queste barriere invisibili. La natura, anche quella addomesticata di un giardino urbano, esercita un’influenza calmante che abbassa i livelli di stress e predispone all’ascolto reciproco, favorendo una profonda **connessione tra natura e famiglia.** Attraverso una disposizione intelligente degli elementi, gli **spazi aperti per bambini e nonni** smettono di essere aree separate per gioco e riposo, diventando zone di interazione attiva. Il contatto con l’aria aperta stimola i sensi, incoraggia il movimento e invita alla lentezza, creando le condizioni ideali affinché il sapere dei più anziani si intrecci spontaneamente con la curiosità dei più piccoli. In questo contesto, l’arredamento non è un fine, bensì lo strumento fondamentale per rendere confortevole e prolungata questa permanenza all’esterno, trasformando un semplice prato in un salotto intergenerazionale vivo e pulsante. ## Progettare l’incontro: scegliere un punto di riferimento all’aperto Per trasformare l’area esterna in un vero e proprio**motore relazionale**, è indispensabile individuare e valorizzare un punto di ritrovo principale. Questo spazio, che possiamo definire come l’hub relazionale del giardino o del terrazzo, svolge la stessa funzione che storicamente aveva il focolare domestico all’interno delle case contadine: un polo magnetico attorno al quale tutta la famiglia si riunisce naturalmente per mangiare, parlare, lavorare o giocare. La configurazione di questo nucleo centrale richiede un’attenzione particolare alla funzionalità e alla solidità degli arredi. Per questo motivo, la scelta degli elementi d’arredo risulta determinante: consultare un [catalogo di tavolo e sedie da esterno](https://www.deghi.it/giardino/set-completi/set-da-pranzo) diventa il primo passo per **configurare un’area versatile**, capace di accogliere con la medesima efficacia una cena formale, una sessione di compiti scolastici o un pomeriggio dedicato ai giochi da tavolo. La stabilità delle superfici e la facilità di manutenzione sono requisiti essenziali per eliminare qualsiasi fonte di preoccupazione legata all’uso quotidiano, permettendo a grandi e piccoli di vivere lo spazio in totale libertà e senza il timore di rovinare arredi delicati. Uno spazio esterno ben progettato deve saper accogliere i**tavoli da pranzo outdoor** non solo come piani d’appoggio per i pasti, ma come piattaforme multifunzionali. Durante le ore mattutine, lo stesso tavolo può ospitare lo smart working dei genitori o la lettura dei quotidiani da parte dei nonni, beneficiando della luce naturale. Nel pomeriggio, si trasforma nel palcoscenico di attività ricreative condivise. Scegliere soluzioni d’arredo che garantiscano una grande resistenza agli agenti atmosferici e una pulizia rapida assicura che il passaggio da un’attività all’altra avvenga in modo fluido, incentivando l’intera famiglia a **vivere il giardino in famiglia** in ogni momento della giornata, riducendo la tentazione di rifugiarsi nelle proprie stanze davanti a uno schermo. ### Attività intergenerazionali: stimolare la creatività e la memoria Una volta strutturato l’hub centrale, il giardino si popola di opportunità educative e ludiche che vedono protagonisti nonni e nipoti. La differenza d’età, che spesso all’interno delle mura domestiche si traduce in ritmi di vita inconciliabili, all’aria aperta si annulla in favore di una straordinaria complicità. Le attività condivise attorno al grande tavolo outdoor diventano occasioni preziose per stimolare la manualità dei bambini e, al contempo, per tenere attiva la memoria e la manualità degli anziani attraverso il racconto e l’esperienza pratica. Il giardino offre lo scenario perfetto per avviare piccoli laboratori creativi e attività pratiche che uniscono le generazioni: - **Il giardinaggio e l’invaso delle piante**: Manipolare la terra, piantare semi e prendersi cura delle giovani piantine insegna ai bambini la pazienza e il rispetto per i ritmi della natura, mentre permette ai nonni di trasmettere antichi saperi pratici. - **I giochi di società tradizionali:** Lontano dai riflessi degli schermi, le partite a carte, a scacchi o con i giochi da tavolo classici stimolano la concentrazione, la logica e la sana competizione, creando un terreno di confronto paritario tra giovani e anziani. - **Il disegno e la pittura en plein air:** La luce naturale e i colori della vegetazione circostante offrono un’ispirazione costante per sessioni di disegno condivise, dove l’espressione artistica diventa un canale di comunicazione non verbale di straordinaria efficacia. - **Lo studio e la lettura assistita:** Svolgere i compiti estivi o leggere un libro all’ombra di un ombrellone o di un gazebo trasforma un dovere scolastico in un momento piacevole, facilitato dal supporto calmo e rassicurante dei nonni. Queste esperienze non solo riempiono il tempo libero di contenuti di alto valore pedagogico, ma consolidano il dialogo intergenerazionale. Il racconto del passato da parte dei nonni non viene più percepito come una noiosa lezione, ma come una narrazione viva che si integra perfettamente con l’attività manuale che si sta svolgendo in quel momento. Il tavolo all’aperto diventa così un ponte temporale che unisce memorie storiche e sogni futuri, protetti dalla quiete della natura. ### L’arredo democratico: sicurezza, comfort e accessibilità per tutte le età Per far sì che l’outdoor sia davvero un luogo di incontro per tutti, la progettazione dello spazio deve seguire i principi dell’inclusività. Un buon progetto di **arredo giardino inclusivo** deve saper rispondere contemporaneamente alle esigenze di sicurezza ed energia cinetica dei bambini piccoli e a quelle di stabilità, comfort e facilità di movimento degli anziani. Spesso, l’arredamento da esterno tradizionale tende a privilegiare l’estetica a scapito della praticità, creando barriere architettoniche o situazioni di potenziale pericolo per i soggetti più vulnerabili della famiglia. La selezione di un**arredamento da esterno accessibile** si basa su alcuni criteri fondamentali: - **Ergonomia e altezza delle sedute**: Per gli anziani, sedersi e alzarsi da poltrone troppo basse o profonde può risultare faticoso e doloroso. È essenziale prevedere sedie stabili, dotate di comodi braccioli che offrano un punto d’appoggio sicuro. - **Assenza di spli vivi e migoateriali sicuri:** I bambini corrono e giocano con esuberanza. Tavoli con angoli smussati e strutture prive di elementi taglienti riducono drasticamente il rischio di piccoli incidenti domestici. - **Stabilità e resistenza dei materiali:** Strutture pesanti e ben bilanciate evitano ribaltamenti accidentali. Al contempo, l’utilizzo di materiali tecnologici, facili da igienizzare e resistenti ai raggi UV e all’umidità, garantisce una lunga durata nel tempo senza richiedere trattamenti complessi o tossici. In questa ricerca di equilibrio tra sicurezza, estetica e funzionalità si inserisce perfettamente la visione di Deghi, che promuove l’idea di un arredo democratico: un design moderno e di tendenza che non rinuncia mai alla sicurezza e alla solidità, rimanendo accessibile a tutte le tasche. Grazie a un controllo verticale della filiera e alla disponibilità in pronta consegna di migliaia di referenze, Deghi permette a ogni famiglia di ripensare i propri spazi esterni senza scendere a compromessi sulla qualità. L’attenzione al territorio, testimoniata dal recupero architettonico della storica sede delle ex Manifatture Tabacchi a Lecce e dall’avvio di produzioni dirette in Italia attraverso il progetto MFT, riflette una cultura aziendale che mette al centro le persone e le loro reali necessità quotidiane. Creare un giardino accogliente, sicuro e accessibile significa fare un investimento sul benessere della propria famiglia, costruendo un palcoscenico all’aperto dove ogni generazione può trovare il proprio spazio ideale, sentendosi protetta, comoda e, soprattutto, a casa. --- # Gadget sostenibili per uffici e congressi: il ruolo strategico della shopper in cotone > URL: https://www.ildomani.it/servizi/servizi-alle-imprese/2026/05/22/gadget-sostenibili-per-uffici-e-congressi/ > Ultima modifica: 2026-05-22 Negli ultimi anni qualcosa è cambiato nella gadgettistica aziendale. Quella che era una scelta di nicchia, riservata a pochi brand orientati alla comunicazione ambientale, è diventata lo standard.… Negli ultimi anni qualcosa è cambiato nella gadgettistica aziendale. Quella che era una scelta di nicchia, riservata a pochi brand orientati alla comunicazione ambientale, è diventata lo standard. Oggi chi organizza un congresso, allestisce uno stand fieristico o prepara un welcome kit per i nuovi assunti deve porsi una domanda che dieci anni fa nessuno si poneva: che fine fa il gadget dopo l’evento? In questo scenario la **shopper in cotone si è affermata come una delle risposte più solide**. È funzionale, dura, e oggi viene anche premiata dai criteri ESG. ## Cotone e plastica: due epoche a confronto Le borse in PVC distribuite ai congressi dei primi anni Duemila avevano problemi evidenti. Si rompevano facilmente. Trasmettevano un’immagine di scarsa qualità. Nella maggior parte dei casi finivano nel cestino entro poche ore dalla consegna, riducendo a zero il ritorno sull’investimento promozionale. **Il passaggio al cotone ha cambiato l’equazione**. Una buona shopper accompagna chi la riceve per un anno o due, secondo le rilevazioni più accreditate del settore promozionale italiano. In quell’arco di tempo continua a esporre il marchio in contesti quotidiani, trasformando il singolo contatto fieristico in una **campagna di brand awareness prolungata.** Vale qui un principio noto a chi lavora nella comunicazione: un articolo promozionale è efficace nella misura in cui non viene percepito come pubblicità. La shopper in cotone risponde a questo criterio meglio di molti altri oggetti, perché **entra nell’uso quotidiano senza imporsi come veicolo di messaggio.** ## Cosa guardare prima di firmare un ordine Quando si seleziona una shopper destinata a contesti professionali, occorre osservare**alcuni parametri tecnici precisi.** Le differenze qualitative tra prodotti apparentemente simili sono spesso rilevanti e si riflettono direttamente sulla percezione del brand committente. I parametri da considerare sono **cinque**: grammatura del tessuto, tipologia del filato, certificazioni di processo, configurazione dei manici, tecnica di stampa. Sulla **grammatura**, valori inferiori a 140 g/m² collocano il prodotto in una fascia di resistenza inadeguata a un utilizzo congressuale continuativo. Lo standard professionale si attesta intorno ai 180 g/m², soglia che bilancia tenuta meccanica e contenimento dei costi. I **manici**incidono direttamente sull’esperienza d’uso. Quelli lunghi, indossabili a tracolla, sono i più funzionali in ambito congressuale, dove il partecipante deve avere le mani libere mentre visita gli stand. I manici corti trovano applicazione preferenziale nella distribuzione retail e nei welcome kit pensati per un uso domestico. **OEKO-TEX Standard 100 e GOTS**sono le due **certificazioni** che vale la pena richiedere. La prima attesta l’assenza di sostanze nocive nel manufatto finito; la seconda garantisce il rispetto di standard ambientali e sociali lungo l’intera filiera del cotone biologico. La differenza di prezzo sul singolo pezzo è contenuta, nell’ordine di pochi centesimi. Poco, se si considera che l’ufficio acquisti di un cliente strutturato le richiederà comunque, in coerenza con i propri obblighi di rendicontazione. Sul fronte della **personalizzazione**, la **serigrafia**resiste meglio ai lavaggi e ai cicli d’uso prolungati. Il **transfer digitale**offre una resa cromatica più dettagliata e si adatta a grafiche complesse o multicolore. La scelta va orientata sulla destinazione d’uso e sulle caratteristiche del marchio. Detto questo, c’è un aspetto che spesso viene trascurato: la ricerca del prezzo più basso porta quasi sempre a compromessi qualitativi che si traducono in cedimenti strutturali e, di conseguenza, in un impatto reputazionale negativo sul committente. ### Dal materiale plastico al tessuto naturale: uno scenario ricorrente Lo schema si ripete con regolarità nei congressi italiani di medie e grandi dimensioni. La prima edizione di un evento adotta**cartelline rigide in plastica**nella convinzione che conferiscano un’immagine istituzionale. L’osservazione informale post-evento, condotta dagli stessi organizzatori, rileva un **tasso elevato di abbandono del prodotto** già nelle aree di transito limitrofe alla sede congressuale: nei cestini, nei parcheggi, sui banchi delle aree ristoro. Nell’edizione successiva la scelta si orienta su **shopper in cotone naturale personalizzate.** Il riscontro qualitativo che ne deriva, raccolto attraverso le segnalazioni degli sponsor e l’osservazione diretta nei contesti professionali dei partecipanti, evidenzia una**presenza prolungata del prodotto ben oltre la durata dell’evento.** Lo scenario, ricorrente nelle testimonianze degli operatori del settore, conferma quanto la scelta del supporto promozionale incida sul ritorno comunicativo complessivo dell’iniziativa. ## Perché oggi anche i gadget finiscono nel bilancio ESG Le scelte sui materiali promozionali si collocano in un **quadro normativo e reputazionale** più articolato che in passato. La **Direttiva CSRD e gli standard ESRS**hanno introdotto obblighi di reporting di sostenibilità che riguardano sempre più aziende europee. In questo contesto, anche scelte apparentemente marginali, come la composizione dei kit congressuali, concorrono a definire il profilo ESG dell’organizzazione. Distribuire materiale promozionale in plastica monouso a un evento corporate contemporaneo non è soltanto una scelta esteticamente datata. È un segnale che stakeholder, investitori e partner commerciali registrano nelle loro valutazioni. Il modo in cui un’azienda gestisce la propria presenza fieristica **contribuisce a definire la cultura organizzativa percepita dall’esterno.** Sostituire articoli in plastica monouso con shopper in cotone personalizzate rappresenta una **scelta coerente**con i nuovi standard di gestione degli uffici e degli eventi. In questo ambito l’affidamento al catalogo e alla consulenza di aziende specializzate, come [Gedshop](https://www.gedshop.it/gadget-shopper-cotone), garantisce risultati professionali e processi di approvvigionamento strutturati, evitando le criticità tipiche di una gestione non specializzata. La disponibilità di un interlocutore con **competenza verticale sul settore** costituisce un elemento differenziante nella gestione di volumi significativi e di scadenze ravvicinate, condizioni ricorrenti nell’organizzazione di eventi e congressi. Un fornitore qualificato anticipa le criticità produttive e logistiche prima che diventino problemi operativi, proponendo **soluzioni tecniche** che ottimizzano il rapporto tra qualità, tempi di consegna e contenimento dei costi. L’esperienza consolidata di queste realtà nella fornitura di articoli promozionali personalizzati permette di **gestire l’intero processo in modo integrato**, dalla selezione del materiale più adeguato al contesto d’uso fino alla resa grafica della personalizzazione. È un approccio rilevante soprattutto per le aziende che organizzano molteplici eventi nel corso dell’anno e che necessitano di coerenza visiva e qualitativa tra le diverse occasioni di contatto con il pubblico. Un**catalogo ampio e una struttura consulenziale dedicata** consentono di adattare la fornitura alle specifiche esigenze del committente, sia in termini di volumi sia in relazione ai tempi di realizzazione. ## Personalizzazione: il principio della sottrazione Gli errori più frequenti nei progetti di personalizzazione derivano da un’impostazione additiva. **Loghi sovradimensionati, elementi grafici in eccesso, palette cromatiche poco coerenti**con il tessuto base: tutto questo compromette la fruibilità del prodotto e ne riduce la probabilità di utilizzo. L’approccio per sottrazione è più efficace. Una stampa misurata, calibrata cromaticamente sul tessuto naturale e collocata in posizione equilibrata, comunica con maggiore incisività di una personalizzazione invasiva. La shopper deve restare un **oggetto d’uso.** Solo a questa condizione viene effettivamente integrata nelle abitudini quotidiane di chi la riceve. ## Applicazioni in ufficio e gestione documentale L’utilizzo della shopper non si esaurisce nel contesto fieristico. Le applicazioni in ambito ufficio sono **numerose e spesso sottovalutate.** Il trasporto di documentazione tra sedi, la predisposizione dei materiali di onboarding per le nuove risorse, l’organizzazione delle postazioni del personale in modalità ibrida sono tutti ambiti in cui la shopper si configura come strumento operativo. Sul piano del facility management, **sostituire contenitori monouso con supporti riutilizzabili**riduce i volumi di rifiuto generati dagli ambienti di lavoro, con effetti misurabili sui costi di smaltimento e sull’organizzazione degli spazi comuni. Su scala aziendale estesa, l’impatto economico e gestionale assume dimensioni rilevanti e si integra con gli obiettivi di efficienza operativa e di reporting ambientale. Il consolidamento della shopper in cotone come standard del settore promozionale non è una moda. È la conseguenza di una convergenza tra utilità prolungata nel tempo, allineamento ai parametri ESG richiesti dal mercato ed efficacia di esposizione in contesti d’uso reali. Caratteristiche che la comunicazione aziendale ha ormai riconosciuto come strutturali. --- # Come imballare una cucina? > URL: https://www.ildomani.it/senza-categoria/2026/05/14/come-imballare-una-cucina/ > Ultima modifica: 2026-05-14 Quando ci troviamo ad affrontare un trasloco, la cucina è quasi sempre la parte più delicata da gestire. Non si tratta solo di scatole e nastro adesivo: entrano… ![imballaggio cucina economico](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/8-1.png)Proteggere correttamente la cucina aiuta a evitare danni durante il trasloco Quando ci troviamo ad affrontare un trasloco, la cucina è quasi sempre la parte più delicata da gestire. Non si tratta solo di scatole e nastro adesivo: entrano in gioco mobili ingombranti, superfici sensibili, vetri ed elettrodomestici che vanno protetti e smontati con attenzione. Molto spesso si sottovaluta il rischio di danni durante questa fase, con il risultato di ritrovarsi ante rovinate, piani di lavoro scheggiati o apparecchi non più funzionanti. Per questo diventa fondamentale capire **come imballare una cucina nel modo corretto**, evitando errori che possono incidere sia sui costi che sui tempi del trasloco. > *Quando però il lavoro richiede precisione e sicurezza, non ci si limita solo all’imballaggio: si passa anche allo smontaggio strutturato. Chi vuole approfondire questo passaggio può trovare utile una guida dedicata a [**come smontare una cucina in modo ordinato e sicuro**](https://www.fareuntrasloco.it/come-smontare-una-cucina-guida-completa-e-consigli-utili/), così da evitare danni!* ## Perché imballare correttamente una cucina prima del trasloco ![imballaggio cucina fai da te](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/7-1.png)Un imballaggio organizzato rende più semplice il trasporto dei mobili Imballare una cucina non significa semplicemente “mettere tutto in scatola”. Significa proteggere ogni elemento da urti, umidità e movimenti bruschi. Una cucina mal imballata può comportare: - graffi su ante e superfici laccate - rottura di vetri e piani in cristallo - danni agli elettrodomestici - perdita di componenti e accessori Inoltre, una corretta organizzazione consente di ridurre i tempi di rimontaggio nella nuova abitazione, evitando confusione e stress. ### Come smontare una cucina in modo ordinato ![imballaggio cucina sicuro](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/6.png)Utilizzare materiali adeguati migliora la sicurezza durante gli spostamenti Lo smontaggio è una fase delicata che influenza direttamente la qualità dell’imballaggio e del successivo rimontaggio. Un metodo efficace consiste nel procedere con ordine: - smontare ante e cassetti uno alla volta - conservare viti e ferramenta in sacchetti etichettati - numerare i pannelli per facilitare il rimontaggio - fotografare la cucina prima dello smontaggio Questa semplice organizzazione riduce drasticamente il rischio di errori nella nuova installazione. ## Come imballare una cucina: materiali necessari ![imballaggio cucina moderna](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/5.png)Una cucina ben imballata riduce il rischio di rotture e graffi La scelta dei materiali è il primo vero passo per un imballaggio efficace. Non tutti i materiali sono adatti, e risparmiare su questo aspetto spesso porta a danni. Le parti più fragili della cucina richiedono una protezione specifica: - pluriball per piatti, bicchieri e superfici in vetro - cartoni rinforzati per oggetti pesanti - pellicola protettiva per ante e piani cucina - nastro adesivo resistente ma non aggressivo Un dettaglio importante: ogni oggetto deve essere avvolto singolarmente per evitare urti interni durante il trasporto. ### Come imballare una cucina: attenzione agli elettrodomestici ![imballaggio cucina componibile](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/4.png)Affidarsi a professionisti permette di gestire il trasloco con maggiore tranquillità Gli elettrodomestici rappresentano una delle parti più delicate del processo. Frigorifero, forno, lavastoviglie e microonde richiedono attenzioni specifiche. Per una protezione adeguata: - svuotare completamente e scongelare il frigorifero - fissare sportelli e cavi con nastro morbido - proteggere gli angoli con materiali antiurto - utilizzare scatole originali quando disponibili Un errore comune è trasportare gli elettrodomestici senza fissaggi interni, aumentando il rischio di danni ai componenti elettronici. ## Errori comuni nell’imballaggio della cucina ![imballaggio cucina trasloco](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/1.png)Smontare e imballare la cucina con ordine facilita il rimontaggio finale Molti problemi durante il trasloco derivano da piccoli errori evitabili. Tra i più frequenti troviamo: - utilizzo di scatole non resistenti - mancata etichettatura dei pezzi smontati - protezione insufficiente degli angoli - imballaggio frettoloso degli oggetti fragili Ci sono situazioni in cui il fai-da-te non è la scelta più conveniente. Cucine grandi, materiali di pregio o traslochi complessi richiedono competenze specifiche. Affidarsi a professionisti significa: - ridurre il rischio di danni - velocizzare l’intero processo - avere un corretto smontaggio e rimontaggio - proteggere mobili ed elettrodomestici in modo adeguato In molti casi, il costo del servizio viene compensato dal risparmio sui possibili danni. Imballare una cucina nel modo corretto richiede tempo, attenzione e una buona organizzazione. Quando questi elementi vengono a mancare, il rischio di errori aumenta sensibilmente. --- # Chi decide il trasferimento da un ospedale all’altro? > URL: https://www.ildomani.it/salute/2026/04/15/chi-decide-il-trasferimento-da-un-ospedale-allaltro/ > Ultima modifica: 2026-04-15 Quando ci si trova in una situazione di ricovero, una delle domande più frequenti riguarda il trasferimento da ospedale a ospedale e, soprattutto, chi abbia realmente il potere… ![cambiare ospedale durante ricovero](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/8.png)Quando ci si chiede chi decide il trasferimento da un ospedale all’altro, è importante sapere che il processo segue valutazioni mediche precise Quando ci si trova in una situazione di ricovero, una delle domande più frequenti riguarda il **trasferimento da ospedale a ospedale** e, soprattutto, chi abbia realmente il potere di decidere. La risposta non è sempre immediata, perché entrano in gioco valutazioni mediche, condizioni cliniche e consenso del paziente. > * Per chi ha bisogno di un organizzare un trasferimento su Milano, è possibile consultare la pagina dedicata al [**trasferimento pazienti tra ospedali con ambulanza privata**](https://ambulanza.milano.it/trasferimento-pazienti-tra-ospedali-di-milano/), dove ti aiutiamo ad organizzare uno spostamento con cooperative private specializzate. * Comprendere questi aspetti aiuta a gestire meglio anche situazioni delicate come il **cambiare ospedale durante ricovero** o il **trasferimento paziente da un ospedale ad un altro**. ## Chi decide il trasferimento da un ospedale all’altro? Il trasferimento di un paziente non è mai una scelta casuale o lasciata all’improvvisazione. Nella maggior parte dei casi, la decisione nasce da una valutazione clinica precisa effettuata dal medico curante o dal team ospedaliero. ![procedura trasporto pazienti intraospedaliero](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/7.png)La procedura trasporto pazienti intraospedaliero è spesso il primo passo prima di un trasferimento esterno. Il medico valuta diversi fattori prima di autorizzare uno spostamento, tra cui la stabilità del paziente, la disponibilità dei posti letto e la necessità di cure specifiche. In molti casi, il tema si collega direttamente alla **procedura trasporto pazienti intraospedaliero**, che rappresenta la fase preliminare prima di un eventuale trasferimento esterno. Nel dettaglio, le situazioni più comuni in cui si valuta un trasferimento includono: - necessità di reparti altamente specializzati non disponibili nella struttura attuale - peggioramento clinico che richiede un livello di assistenza diverso - opportunità di continuità terapeutica in centri più attrezzati - richiesta di **trasferimento paziente da un ospedale ad un altro** per motivi logistici o familiari - gestione di lunghe degenze con necessità di riabilitazione In tutti questi casi, la priorità resta la sicurezza del paziente. > *È importante sottolineare che il medico non agisce mai da solo, ma in coordinamento con il team sanitario, garantendo che ogni **trasferimento da ospedale a ospedale** sia clinicamente giustificato.* Un aspetto spesso sottovalutato è il fattore emotivo: familiari e pazienti vivono il momento con forte ansia e confusione. Per questo motivo, ricevere informazioni chiare aiuta a ridurre lo stress e a comprendere meglio anche eventuali alternative organizzative, soprattutto quando non si tratta di urgenze. La fase decisionale rappresenta quindi un punto cruciale, in cui competenza medica e comunicazione devono lavorare insieme per garantire il miglior percorso possibile. ### Chi decide il trasferimento da un ospedale all’altro: Il consenso del paziente o dei familiari ![trasferimento da un ospedale all'altro](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Progetto-senza-titolo-4.png)Può capitare di dover cambiare ospedale durante ricovero per esigenze cliniche specifiche. Il consenso rappresenta un elemento centrale nel processo di **trasferimento paziente da un ospedale ad un altro**. Anche quando la decisione nasce da esigenze cliniche, il paziente ha diritto a essere informato in modo chiaro e comprensibile. Se è cosciente e in grado di esprimersi, il suo consenso è necessario per procedere. In alternativa, intervengono i familiari o i tutori legali. Questo passaggio è particolarmente importante nei casi di **cambiare ospedale durante ricovero**, dove la continuità assistenziale deve essere garantita senza interrompere le cure. > *La comunicazione tra medico, paziente e famiglia deve essere trasparente e completa, soprattutto per evitare incomprensioni.* Gli aspetti principali del consenso includono: - spiegazione dettagliata delle motivazioni cliniche del trasferimento - informazione sulle strutture di destinazione - valutazione dei rischi legati allo spostamento - firma del consenso informato quando richiesto - possibilità di richiedere chiarimenti prima dell’autorizzazione In questo contesto, anche il tema del **come chiedere trasferimento in un altro ospedale** diventa rilevante. Spesso sono proprio i familiari a farsi promotori della richiesta, soprattutto quando desiderano una struttura più vicina o specializzata. > *È importante ricordare che il consenso non è solo un atto burocratico, ma un momento di dialogo. Una comunicazione chiara aiuta a ridurre paure e incertezze, rendendo il processo più umano e gestibile.* Ogni decisione viene condivisa con attenzione, perché la sicurezza del paziente resta sempre la priorità assoluta. La fase del consenso rappresenta quindi un ponte tra la valutazione medica e l’organizzazione pratica del trasferimento, soprattutto quando si tratta di **trasferimento da un ospedale ad un altro** in contesti non urgenti. ## I requisiti per trasferire un paziente ![Chi decide il trasferimento da un ospedale all'altro](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/13.png)Il trasferimento paziente da un ospedale ad un altro viene stabilito in base alle condizioni del paziente. Il **trasferimento da un ospedale ad un altro** non può essere effettuato senza il rispetto di specifici requisiti clinici e organizzativi. Ogni spostamento deve essere pianificato in modo accurato per evitare rischi e garantire continuità assistenziale. I requisiti fondamentali includono: - stabilità clinica del paziente prima dello spostamento - documentazione medica completa e aggiornata - scelta del mezzo di trasporto adeguato - presenza di personale qualificato durante il trasferimento - coordinamento tra ospedale di partenza e destinazione - pianificazione degli orari per evitare attese inutili - valutazione di eventuali rischi durante il tragitto In alcuni casi, la famiglia può richiedere di **chiedere trasferimento in altro ospedale** per motivi logistici o personali. Tuttavia, è sempre il medico a verificare la fattibilità clinica della richiesta. Un altro aspetto importante riguarda la gestione dei tempi. Il **trasferimento da ospedale a ospedale** non urgente richiede organizzazione e coordinamento, soprattutto quando si tratta di strutture situate in città complesse come Milano. Qui entrano in gioco soluzioni private che permettono maggiore flessibilità. ### Trasferimento tra ospedali: cosa ricordare davvero ![Chi decide il trasferimento da un ospedale all'altro?](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/9.png)È possibile chiedere trasferimento in altro ospedale quando non si tratta di urgenze. La gestione di un **trasferimento da un ospedale ad un altro** richiede attenzione, competenza e una pianificazione accurata. Non si tratta solo di una decisione medica, ma di un insieme di valutazioni cliniche, organizzative ed emotive. Quando il trasferimento non è urgente, è possibile valutare soluzioni alternative che permettono maggiore controllo su tempi e modalità. In questi casi, affidarsi a un servizio privato di trasporto sanitario programmato può rappresentare una scelta concreta per chi desidera ridurre attese e complicazioni. Soprattutto quando si parla di Milano, dove la gestione dei flussi ospedalieri può risultare complessa, avere un supporto organizzato fa davvero la differenza nel garantire continuità e serenità al percorso di cura. --- # Enrico Fornito: la governance fiscale come scelta strategica nelle PMI strutturate > URL: https://www.ildomani.it/economia/2026/04/10/enrico-fornito-la-governance-fiscale-come-scelta-strategica-nelle-pmi-strutturate/ > Ultima modifica: 2026-04-10 Perché le imprese con fatturato rilevante dovrebbero dotarsi di un tax control framework volontario prima che diventi un obbligo normativo se si vuole aderire a un sistema di… *Perché le imprese con fatturato rilevante dovrebbero dotarsi di un tax control framework volontario prima che diventi un obbligo normativo se si vuole aderire a un sistema di cooperative compliance. L’analisi di Enrico Fornito, commercialista e autore del libro Verifica Fiscale.* Nel panorama imprenditoriale italiano, le PMI con fatturato di almeno 1,5 milioni di euro dovrebbero strutturarsi adeguatamente per non trovarsi in una zona grigia tanto insidiosa quanto sottovalutata. Da un lato, non rientrano ancora nelle soglie dimensionali che impongono per legge l’adozione di modelli organizzativi strutturati in materia di controllo fiscale. Dall’altro, la complessità delle loro operazioni – rapporti bancari articolati, esposizioni finanziarie significative, processi decisionali distribuiti – le espone a rischi fiscali che richiederebbero un presidio sistematico. Eppure, la stragrande maggioranza di queste imprese affronta la fiscalità come un adempimento a valle, mai come una leva di governo aziendale. È una contraddizione che [Enrico Fornito](http://www.studiofornito.it/), fondatore dello Studio Enrico Fornito Commercialisti di Bergamo e autore del libro *Verifica Fiscale*, conosce da vicino. La sua doppia esperienza – prima come verificatore nella Guardia di Finanza presso la Polizia tributaria di Venezia, poi come professionista che assiste le imprese durante le verifiche – gli ha fornito una prospettiva rara, capace di leggere il rischio fiscale da due angolazioni diverse. ## Il vuoto normativo che diventa vulnerabilità Per le imprese al di sopra di determinate soglie dimensionali, la normativa italiana prevede modelli organizzativi obbligatori in materia di controllo fiscale se si vuole aderire a un sistema di *cooperative compliance*. Tuttavia, al di sotto di quelle soglie, esiste un vasto tessuto di PMI strutturate – con fatturati rilevanti, decine di dipendenti, operazioni complesse – che non sono tenute ad alcun *framework* formalizzato di *governance* tributaria. Questo non vuol dire che non ne abbiano bisogno. Significa, piuttosto, che la scelta di dotarsene è interamente volontaria; ed è proprio qui che si gioca una partita strategica: tra chi aspetta l’obbligo e chi anticipa la norma con una scelta di maturità organizzativa. Come osserva Enrico Fornito, il problema non è quasi mai la singola dichiarazione o il singolo adempimento, ma l’assenza di un sistema che consenta all’imprenditore di sapere, in ogni momento, dove si annidano le aree di rischio e come sono state gestite le scelte fiscali che hanno impatto sulla struttura aziendale. ## Che cos’è un tax control framework volontario e perché adottarlo ora Un *tax control framework* volontario è un insieme organizzato di procedure, controlli e flussi informativi che un’impresa adotta per presidiare la variabile fiscale in modo preventivo e strutturato, anche quando la legge non lo impone. Non si tratta di un esercizio burocratico, ma di un vero e proprio strumento di governo d’impresa. Nella pratica, l’adozione di un simile framework comporta: - **Mappatura delle aree di rischio fiscale**: identificare i processi aziendali che generano implicazioni tributarie significative, dalla gestione dei flussi finanziari alla contrattualistica, dalle operazioni straordinarie alle politiche di *transfer pricing*, laddove applicabili. - **Formalizzazione dei processi decisionali**: documentare chi decide, come e sulla base di quali informazioni vengono assunte le scelte con rilevanza fiscale, superando la logica dell’improvvisazione o della delega informale. - **Tracciabilità e coerenza delle scelte**: garantire che ogni decisione fiscale sia ricostruibile, motivata e coerente con la strategia complessiva dell’impresa, non frutto di interventi estemporanei o reattivi. - **Check-up fiscali regolari**: programmare verifiche interne periodiche che consentano di intercettare anomalie, disallineamenti o aree scoperte, prima che diventino contestazioni. - **Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili effettivamente funzionanti**: non limitarsi a predisporre documenti formali, ma assicurarsi che i presidi siano operativi, aggiornati e integrati nei processi reali dell’impresa. L’obiettivo non è pagare meno imposte. L’obiettivo è sapere esattamente dove si è, perché si è lì e poterlo dimostrare con serenità in qualsiasi momento, anche di fronte a un’ispezione. ### La lezione che viene dalla pratica: verifiche fiscali e impreparazione strutturale L’esperienza di Enrico Fornito, maturata prima sul versante ispettivo e poi su quello della consulenza, restituisce un quadro ricorrente: le imprese che affrontano una verifica fiscale senza un sistema organizzativo alle spalle non soffrono necessariamente perché hanno commesso irregolarità, ma perché non sono in grado di ricostruire con lucidità e tempestività il percorso delle proprie scelte. Nel suo libro, *Verifica Fiscale*, Fornito affronta esattamente questo snodo. Non si tratta di un manuale difensivo, né di una guida per ridurre il carico fiscale o aggirare i controlli. È uno strumento orientato alla consapevolezza: fornire a imprenditori e professionisti gli strumenti per comprendere il funzionamento reale di una verifica e per affrontarla – o meglio, per prepararsi ad affrontarla – con metodo e trasparenza. Un caso emblematico, tratto dall’esperienza dello Studio Fornito, riguarda una società in nome collettivo con un fatturato di circa venti milioni di euro, che si era esposta verso il sistema bancario per circa sei milioni. La forma societaria, che consentiva prelevamenti senza particolari formalità, unita a una gestione amministrativa non adeguatamente presidiata, aveva generato una situazione potenzialmente irreversibile. Lo Studio ha gestito un’importante ristrutturazione del debito attraverso una società veicolo, salvando l’azienda e cinquanta posti di lavoro in un processo durato dieci anni. Un percorso che, come sottolinea Fornito, ha richiesto non solo competenza tecnica, ma un forte supporto umano agli imprenditori coinvolti. Se quell’impresa avesse avuto, fin dall’inizio, un framework di governance – fiscale e organizzativo – che avesse reso trasparenti i flussi, formalizzato le decisioni e segnalato le aree di rischio, la crisi avrebbe potuto essere intercettata molto prima o, con ogni probabilità, evitata. ### Il ruolo della tecnologia e i suoi limiti L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi contabili e fiscali sta trasformando il lavoro degli studi professionali. L’elaborazione della contabilità, oggi, può avvalersi di strumenti che semplificano e riducono i tempi in modo significativo. Tuttavia, come evidenzia Enrico Fornito, l’intelligenza artificiale non è ancora affidabile al cento per cento. L’intervento umano resta fondamentale, soprattutto nelle aree in cui la complessità non è algoritmica, ma interpretativa: la valutazione del rischio, la lettura del contesto normativo in evoluzione, il dialogo con l’imprenditore. Un aneddoto, raccontato dallo stesso Fornito, è illuminante: un cliente ha utilizzato Chat GPT per redigere un contratto, costringendo lo Studio a riscriverlo integralmente e a farglielo pagare di più. La tecnologia è uno strumento, non un sostituto della competenza. In un tax control framework volontario, la tecnologia gioca un ruolo abilitante – nell’automazione dei controlli, nella gestione documentale, nel monitoraggio delle scadenze – ma il cuore del sistema resta la capacità di giudizio professionale e la relazione di fiducia tra consulente e imprenditore. ## Strutturarsi prima dell’obbligo: una scelta di maturità aziendale La direzione normativa, in Italia e in Europa, è chiara: i requisiti di *compliance* fiscale e organizzativa si stanno progressivamente estendendo verso soglie dimensionali sempre più basse. Ciò che oggi è volontario per una PMI con un fatturato di 1,5 milioni di euro potrebbe diventare obbligatorio nel giro di pochi anni. Le imprese che scelgono di anticipare questo percorso non lo fanno per compiacere il legislatore, ma perché riconoscono che la governance fiscale è una componente della governance aziendale; perché sanno che la trasparenza e la tracciabilità delle scelte fiscali riducono il rischio di contenzioso, migliorano il rapporto con il sistema bancario, rafforzano la credibilità nei confronti di *stakeholder* e partner. I punti chiave per le PMI strutturate che vogliono intraprendere questo percorso possono essere sintetizzati così: - **Non aspettare l’obbligo normativo**: adottare un framework volontario oggi significa costruire un vantaggio competitivo, non solo un presidio di conformità. - **Partire dalla mappatura dei rischi reali**: ogni impresa ha un profilo di rischio fiscale specifico, che dipende dal settore, dalla struttura societaria, dalle modalità operative. Non esistono soluzioni preconfezionate. - **Integrare il fiscale nell’organizzativo**: la governance tributaria non può essere un compartimento stagno. Deve dialogare con gli assetti organizzativi, i flussi decisionali, i controlli interni. - **Investire nella relazione consulente-imprenditore**: prima di essere guidato, l’imprenditore ha bisogno di essere ascoltato. Un *tax control framework* efficace nasce dal dialogo, non dall’imposizione di modelli astratti. - **Documentare per comprendere, non solo per difendersi**: la formalizzazione dei processi non serve a prepararsi alla verifica come a un esame. Serve a governare l’impresa con consapevolezza. Come scrive Fornito: “*Strutturarsi prima dell’obbligo normativo è una scelta di maturità aziendale*”. È una frase che racchiude una visione precisa del rapporto tra impresa e fisco: non conflittuale, non elusiva, ma fondata sulla trasparenza e sulla preparazione strategica. ### Oltre l’adempimento Il dibattito sulla fiscalità d’impresa in Italia è ancora troppo spesso schiacciato su due estremi: da un lato, l’adempimento passivo, ovvero pagare, compilare, sperare che non arrivi la verifica; dall’altro, la ricerca di scorciatoie, tra strategie aggressive, zone d’ombra, ottimizzazioni al limite. Esiste una terza via, che è quella della governance consapevole: sapere dove si è, perché si è lì, e poterlo dimostrare in qualsiasi momento. È la via che Enrico Fornito propone nel suo lavoro quotidiano e nel suo libro *Verifica Fiscale*: non una soluzione magica, ma un metodo solido che funziona quando l’intenzione è sana. Per le PMI strutturate che vogliono crescere senza sorprese, la domanda non è più se dotarsi di un framework di governance fiscale, ma quando. E la risposta migliore, quasi sempre, è: prima che qualcun altro lo decida per loro. Per informazioni sui servizi di consulenza: [www.studiofornito.it](http://www.studiofornito.it/). relazioniesterne@studiofornito.it. --- # Calcio in Italia: Passione, Tradizione e Attrezzatura Moderna > URL: https://www.ildomani.it/calcio/2026/02/19/calcio-in-italia-passione-tradizione-e-attrezzatura-moderna/ > Ultima modifica: 2026-02-19 Il calcio rappresenta molto più di uno sport per gli italiani. Da un secolo questo gioco unisce milioni di italiani. Dalle partite domenicali che si disputano nei campetti… Il calcio rappresenta molto più di uno sport per gli italiani. Da un secolo questo gioco unisce milioni di italiani. Dalle partite domenicali che si disputano nei campetti di periferia fino agli stadi gremiti della Serie A, il pallone rotola attraverso la storia del Paese, plasmando identità locali e creando legami indissolubili tra tifosi di ogni generazione. Oggi, questa tradizione secolare si fonde armoniosamente con tecnologie avanzate e materiali all’avanguardia, che stanno profondamente trasformando il modo in cui atleti professionisti e semplici amatori di ogni età vivono, praticano e sperimentano quotidianamente questo sport universalmente amato. ## Le Radici Storiche del Calcio nella Penisola ### Dalle Origini Britanniche alla Cultura Popolare Italiana Il calcio arrivò in Italia alla fine dell’Ottocento, portato da marinai e commercianti inglesi che frequentavano i porti di Genova e Torino. Ben presto, questo sport conquistò i cuori degli italiani, diffondendosi rapidamente nelle città industriali del nord. Per approfondire [la storia completa di questa evoluzione](https://www.geopop.it/come-il-calcio-e-arrivato-in-italia-dalle-origini-inglesi-alla-passione-di-massa/), esistono numerose fonti che documentano come il gioco sia diventato un fenomeno di massa. La prima società calcistica italiana, il Genoa Cricket and Football Club, venne fondata nel 1893, aprendo la strada a un movimento destinato a trasformare il panorama sportivo nazionale. ### L’Evoluzione delle Competizioni e dei Campionati Il campionato italiano di Serie A nacque ufficialmente nel 1929, consolidando una struttura competitiva che avrebbe prodotto alcuni dei migliori calciatori della storia. Club leggendari come Juventus, Milan e Inter costruirono rivalità appassionanti, mentre il tifo organizzato divenne un elemento distintivo della cultura sportiva italiana. Parallelamente, anche altri settori dell’intrattenimento sportivo si svilupparono nel Paese, come testimonia [l’evoluzione del settore delle scommesse calcistiche](https://www.ildomani.it/sport/2018/07/05/storia-ed-evoluzione-delle-scommesse-calcistiche/), che accompagnò la crescita del movimento. ## Attrezzature Moderne per Prestazioni Eccellenti ### La Rivoluzione Tecnologica nelle Calzature Sportive Le scarpe da calcio hanno subito una trasformazione radicale negli ultimi decenni. I materiali sintetici ultraleggeri, i sistemi di trazione personalizzati e le tecnologie di ammortizzazione avanzate permettono agli atleti di esprimere il massimo potenziale. Rivenditori specializzati come [11teamsports](https://www.11teamsports.com/it-it/scarpe-da-calcio/) offrono una vasta gamma di modelli adatti a ogni superficie di gioco e stile tecnico. La scelta della calzatura giusta influenza direttamente controllo del pallone, velocità negli scatti e precisione nei tiri. Tra le caratteristiche principali da considerare quando si acquistano scarpe da calcio moderne troviamo le seguenti: 1. Tipologia di tacchetti adatta al terreno di gioco abituale 2. Tomaia progettata per un tocco di palla ottimale 3. Sistema di allacciatura e vestibilità generale 4. Ammortizzazione della suola per proteggere le articolazioni 5. Peso complessivo contenuto per mantenere agilità e reattività Interessante notare come anche altri ambiti dell’intrattenimento abbiano seguito percorsi evolutivi simili. La [storia dei casinò](https://www.ildomani.it/economia/2017/09/29/sviluppi-e-storia-dei-casino/) dimostra come tradizione e modernità possano coesistere, adattandosi ai tempi che cambiano. ## Il Tuo Percorso nel Mondo del Calcio Italiano Che Lei sia un giocatore esperto con anni di pratica alle spalle o un appassionato alle prime armi che si avvicina per la prima volta a questo mondo affascinante, il calcio italiano offre opportunità infinite e straordinarie per vivere questa passione con intensità e coinvolgimento autentico. Investire in attrezzature di qualità migliora in modo tangibile l’esperienza vissuta sul campo da gioco, mentre approfondire la conoscenza delle radici storiche di questo sport amatissimo arricchisce ogni singola partita di un significato più profondo e autentico. L’unione tra rispetto per la tradizione e apertura alle novità tecnologiche rende il calcio italiano un modello unico, capace di emozionare tutti. ## Frequently Asked Questions ### Dove posso trovare scarpe da calcio professionali per migliorare le mie prestazioni in campo? Per chi cerca scarpe da calcio di alta qualità, la scelta dell’attrezzatura giusta è fondamentale per esprimere al meglio la propria tecnica. [11teamsports](https://www.11teamsports.com/it-it/scarpe-da-calcio/) offre una vasta selezione di calzature tecniche che soddisfano le esigenze di calciatori professionisti e amatori. La scelta delle scarpe giuste può davvero fare la differenza tra una prestazione mediocre e un momento di pura magia calcistica. ### Quando è nato il campionato di Serie A e quali sono le squadre storiche più importanti? Il campionato italiano di Serie A è nato ufficialmente nel 1929, consolidando una struttura competitiva che ha prodotto alcuni dei migliori calciatori della storia. Le squadre storiche più importanti includono Juventus, Milan e Inter, che hanno costruito rivalità appassionanti nel corso dei decenni. Questi club hanno contribuito significativamente alla crescita del movimento calcistico italiano. ### Come si è diffuso il calcio in Italia dalle sue origini britanniche? Il calcio arrivò in Italia alla fine dell’Ottocento attraverso marinai e commercianti inglesi che frequentavano i porti di Genova e Torino. La prima società calcistica italiana, il Genoa Cricket and Football Club, venne fondata nel 1893. Lo sport si diffuse rapidamente nelle città industriali del nord, conquistando ben presto i cuori degli italiani e diventando un fenomeno di massa. ### Quale ruolo ha il tifo organizzato nella cultura calcistica italiana? Il tifo organizzato è diventato un elemento distintivo della cultura sportiva italiana, sviluppandosi parallelamente alla crescita dei grandi club. Questo fenomeno ha contribuito a creare identità locali forti e legami indissolubili tra tifosi di diverse generazioni. Il tifo italiano è riconosciuto in tutto il mondo per la sua passione e creatività nelle coreografie. ### Come si è evoluta la tecnologia nell’attrezzatura calcistica moderna in Italia? La tradizione calcistica italiana si è fusa con tecnologie avanzate e materiali innovativi, trasformando il modo in cui atleti professionisti e amatori vivono questo sport. L’evoluzione tecnologica ha rivoluzionato l’attrezzatura calcistica, permettendo prestazioni sempre più elevate. Questa modernizzazione tocca ogni aspetto dell’equipaggiamento sportivo, dalle scarpe ai materiali tecnici. --- # Amare Oltre il Cuore: idee regalo per San Valentino che celebrano l’amore per la natura > URL: https://www.ildomani.it/ambiente-e-natura/2026/02/06/idee-regalo-per-san-valentino-che-celebrano-lamore-per-la-natura/ > Ultima modifica: 2026-02-06 San Valentino è la festa degli innamorati, dei cuori rossi e dei piccoli gesti romantici. Tuttavia, al di là delle apparenze, l’amore è un concetto che trascende le… **San Valentino** è la**festa degli innamorati**, dei cuori rossi e dei piccoli gesti romantici. Tuttavia, al di là delle apparenze, **l’amore è un concetto** che **trascende le relazioni umane** e si **manifesta in modi sorprendenti** nel mondo naturale. Nel **regno animale esistono storie** di **corteggiamento e legami profondi** che parlano di cura, cooperazione e sopravvivenza: una vera**lezione d’amore** che **merita di essere celebrata** ogni 14 febbraio. Se quindi stai cercando un [regalo per San Valentino](https://sostieni.wwf.it/adozioni-regalo/) che**vada oltre i classici cliché** e racconti un messaggio significativo, **un’adozione simbolica WWF è una proposta unica:** un dono che **non si limita a sorprendere chi ami**, ma sostiene la **tutela delle specie in pericolo** e protegge gli amori selvaggi del Pianeta che rischiano di scomparire per sempre. ## Amore Animale: storie di legami curiosi e straordinari Nel mondo animale,**l’amore si esprime** attraverso **comportamenti spesso affascinanti e sorprendenti.** Alcuni uccelli **cantano, danzano,** si esibiscono in **parate spettacolari** per attirare un partner; altri **portano regali di cibo** o **costruiscono rifugi elaborati** come segno di dedizione. Così come in molte relazioni umane, la **selezione del partner** e il **corteggiamento animale possono essere complessi** e altamente ritualizzati. Per il **WWF**, il San Valentino, si può**trasformare in un’opportunità per conoscere questi comportamenti** e riflettere su quanto sia importante proteggere gli habitat che rendono possibili queste relazioni naturali. Queste storie diverse provenienti da ogni angolo del Pianeta, oltre a suscitare meraviglia, ci insegnano che l’amore nella Natura non è solo sentimento, ma una strategia di sopravvivenza: molte specie lottano ogni giorno per trovare compagni, riprodursi e **garantire un futuro alla loro progenie.** ### San Valentino e la Tutela delle Specie in Pericolo Per molte specie, l**’amore può essere un gesto fragile**, minacciato da sfide sempre più pressanti che derivano dall’attività umana. Nel **celebrare San Valentino, il WWF invita a guardare oltre la dimensione romantica** della festa per riflettere sui pericoli che minacciano la continuità delle specie. Proprio come alcune**coppie umane lottano** per restare insieme nonostante difficoltà e gli ostacoli, anche **molte coppie animali oggi rischiano di non poter più riprodursi a causa della perdita di habitat,** **del cambiamento climatico o del bracconaggio.** È un invito a capire che proteggere la Natura significa proteggere gli amori che rendono possibile la vita sul nostro Pianeta. In questo senso, un’**adozione simbolica WWF** è molto più di un semplice regalo: è un**gesto di solidarietà** che sostiene progetti di conservazione, protezione degli habitat e monitoraggio delle specie a rischio, dando speranza anche agli amori più fragili. ### Un Regalo che Racconti Cura e Attenzione Quando regali qualcosa, lo fai per dire “*ci tengo a te*”. Ma se **quel regalo racconta anche un’idea di futuro, di cura per il Pianeta e per tutte le forme di vita che lo abitano**, allora assume un valore ancora più profondo. L’adozione simbolica WWF permette di sostenere una specie che rischia l’estinzione e, con essa, contribuire direttamente ai progetti di conservazione che lavorano instancabilmente per proteggerla. L’adozione non è un oggetto: è un impegno condiviso, è attenzione verso un mondo che merita di essere preservato. L’**adozione simbolica WWF** include un certificato di adozione personalizzato, una scheda informativa sulla specie ed un tenero peluche della specie adottata, trasformando il regalo in un’occasione di scoperta e riflessione. ### Perchè l’amore merita di essere celebrato in tutte le sue forme **San Valentino** può diventare un’occasione per ricordare che **l’amore non è esclusivamente un’emozione romantica: è cura, responsabilità, impegno.** Quando scegliamo di proteggere la Natura, stiamo facendo una dichiarazione potente: **l’amore riguarda tutto ciò che è vivo, non solo le relazioni tra esseri umani.** Un regalo per San Valentino che sostiene la tutela degli animali in pericolo diventa un ponte emotivo tra chi riceve il dono e la Terra stessa. Mostra che il nostro affetto non si limita alla ristretta cerchia delle relazioni private, ma si estende ad un abbraccio più ampio, verso tutte le creature che condividono con noi questo Pianeta. Gli esempi di **corteggiamento, cooperazione e legami nel mondo animale** ci ricordano che**l’amore si manifesta in forme diverse e spesso spettacolari.** Pappagalli che offrono cibo come simbolo di dedizione, uccelli che danzano in cerchio sotto il cielo, specie che si prendono cura dei loro piccoli con incredibile dedizione: tutto questo ci parla di un amore che è parte integrante della Natura stessa. In una **festa come San Valentino,** dedicare un pensiero speciale alla tutela delle specie a rischio è un modo autentico per riflettere su quanto sia preziosa la vita nella sua forma più pura. Scegliere un regalo per San Valentino che sostiene la conservazione ambientale significa affermare che l’amore è più grande di una semplice ricorrenza, è una promessa di cura verso chi verrà dopo di noi. --- # Senza dati non esiste autorevolezza: Davide Falletta e il libro come baluardo nell’era dell’algoritmo > URL: https://www.ildomani.it/curiosita/2026/02/02/davide-falletta-e-il-libro-come-baluardo-nellera-dellalgoritmo/ > Ultima modifica: 2026-02-02 In un mercato che confonde la visibilità con la credibilità, l’editoria diretta trasforma la pagina scritta in un dispositivo di analisi. Perché possedere il pubblico significa possedere i… **In un mercato che confonde la visibilità con la credibilità, l’editoria diretta trasforma la pagina scritta in un dispositivo di analisi. Perché possedere il pubblico significa possedere i dati, non solo le parole.** C’è un equivoco di fondo che regge l’intera economia dell’attenzione contemporanea. Si continua a confondere l’autorevolezza con la visibilità, come se l’essere visti bastasse, di per sé, a essere creduti. In realtà, in un mercato dominato dalla dittatura dell’algoritmo, la visibilità è spesso solo rumore misurato. L’autorevolezza, al contrario, richiede una prova. E nel XXI secolo, ogni prova passa inevitabilmente dai dati. Il punto di partenza è scomodo per i romantici della cultura: **senza dati non esiste fiducia strutturata**. Esiste la percezione, esiste l’impressione, ma non esiste la solidità. Le piattaforme tecnologiche lo hanno capito da un decennio: tracciano, profilano, ottimizzano. Gli individui, e con loro gran parte degli imprenditori, continuano invece a raccontarsi come se bastasse “parlare bene” per essere presi sul serio dal mercato. [**Davide Falletta**](https://davidefalletta.it/) osserva questo scarto da una posizione privilegiata. La sua intuizione è netta: se il mercato premia ciò che è misurabile, allora anche l’autorevolezza deve diventare quantificabile. Lo si può fare analizzando le relazioni (chi sei, cosa vuoi, quanto ti fidi) al posto degli strumenti “narcisistici” dei social (i like, le visualizzazioni). Per questo, nel metodo di **Davide Falletta Editore**, il libro cambia radicalmente funzione. Non è più solo contenuto o narrazione. Diventa un sistema di raccolta. Un’**infrastruttura dati** che permette all’autore di capire chi legge, quanto legge, perché è arrivato a quella pagina e cosa cerca subito dopo. In un’epoca in cui ogni decisione economica è guidata da segnali digitali, il libro smette di essere un atto simbolico e diventa un **dispositivo**. Questo passaggio chiarisce un equivoco diffuso rispetto alla vulgata comune. L’algoritmo va inteso come il filtro più severo del “pensiero lungo” tipico del libro, anziché come il suo nemico. Infatti, esso premia ciò che dimostra coerenza nel tempo e penalizza ciò che esiste solo nell’istante virale. Un libro, quando è costruito con metodo e integrato in un ecosistema digitale, dialoga con la macchina meglio di qualsiasi contenuto effimero, perché genera traiettorie stabili, non picchi emotivi. A questo punto la prospettiva cambia.Il vero potere oggi non è farsi trovare (quello è un evento), ma farsi riconoscere (quella è una relazione). La differenza ontologica sta nella capacità di lasciare tracce leggibili, collegabili, verificabili. Un libro strutturato secondo i canoni dell’**Editoria Diretta** funziona come una banca dati relazionale. Non accumula numeri a caso, ma connette significati. Ogni capitolo è un nodo, ogni lettore un segnale, ogni interazione una possibilità di comprensione reciproca. Senza questa struttura, il sapere resta muto per il sistema. Qui si inserisce il lavoro di Falletta. Il suo adattamento razionale all’economia dei dati va oltre una presunta risposta nostalgica alla crisi della carta stampata. Il suo obiettivo è quello di usare il sistema algoritmico a proprio vantaggio senza tentare di aggirarlo o scontrarsi con esso, fornendo una lente con cui distinguere chi legge per semplice curiosità da chi legge con l’intenzione di fare un acquisto o magari di aprirsi a una parternship. C’è un riferimento culturale che aiuta a orientarsi in questa trasformazione. **Michel Foucault** parlava degli archivi come luoghi del potere. Oggi l’archivio non è più una stanza polverosa piena di documenti. È un sistema dinamico di informazioni che determina cosa è rilevante e cosa no. Il libro, se progettato come infrastruttura, diventa un **archivio attivo**, un luogo di potere che l’autore controlla. A te che leggi, soprattutto se operi in mercati complessi, va detta una frase senza attenuanti: **se non possiedi dati sui tuoi lettori, non possiedi il tuo pubblico.** Lo stai solo affittando, piattaforma dopo piattaforma, algoritmo dopo algoritmo, restando ostaggio di regole che non hai scritto. Il limite imperdonabile dell’editoria tradizionale emerge proprio qui. Distribuisce contenuti, ma non restituisce conoscenza. L’editore classico pubblica, ma non sa chi legge davvero. Non può misurare l’impatto, non può adattare il messaggio. In un’economia guidata dall’informazione, restare ciechi sui propri lettori non è una scelta romantica. È un suicidio strategico. Davide Falletta offre semplicemente gli occhiali per tornare a vedere. Per trasformare il proprio know-how in un’infrastruttura di acquisizione dati e richiedere un’analisi di fattibilità del progetto: [https://davidefalletta.it/](https://davidefalletta.it/). --- # Cantiere 4.0: il noleggio che ottimizza costi e tempi nell’edilizia moderna > URL: https://www.ildomani.it/servizi/servizi-alle-imprese/2025/12/22/cantiere-4-0-il-noleggio-che-ottimizza-costi-e-tempi-nelledilizia-moderna/ > Ultima modifica: 2025-12-22 L’espressione Cantiere 4.0 richiama l’evoluzione dell’edilizia moderna verso processi più intelligenti, connessi e sostenibili. Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma proprio di ripensare l’intero ciclo… L’espressione Cantiere 4.0 richiama l’evoluzione dell’edilizia moderna verso processi più intelligenti, connessi e sostenibili. Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma proprio di ripensare l’intero ciclo di lavoro: dalla progettazione alla gestione operativa, fino alla manutenzione. In questo scenario, soprattutto quando l’obiettivo è ottimizzare le risorse e ridurre gli sprechi, il noleggio rappresenta una soluzione sempre più quotata. ## Dal possesso all’uso: un funzionale cambio di paradigma In passato, molte imprese edili hanno basato la propria operatività sull’acquisto di macchinari e strumenti, spesso utilizzati solo in alcune fasi del cantiere. Questo approccio, oggi, mostra limiti evidenti: immobilizzazione di capitale, costi di manutenzione, necessità di spazi di stoccaggio e rischio di obsolescenza tecnologica. L’edilizia moderna punta a un modello di **cantiere più flessibile**, orientato all’uso piuttosto che al possesso. E qui entrano in gioco aziende come Boels che offrono servizi di [noleggio attrezzature](https://www.boels.com/it-it/) pensati per permettere alle imprese di accedere a macchinari aggiornati solo quando servono e solo per il tempo strettamente necessario. In questo modo, le risorse economiche possono essere allocate a attività a maggiore valore aggiunto, come la formazione del personale o l’innovazione dei processi. ## L’ottimizzazione dei tempi e la continuità operativa Uno degli aspetti più critici nei cantieri è sicuramente la gestione del tempo: ritardi nella consegna dei mezzi, guasti improvvisi o attrezzature non adeguate possono rallentare l’intero progetto. L’approccio 4.0 punta a ridurre queste inefficienze attraverso una pianificazione più precisa e l’integrazione di soluzioni digitali. In questo contesto, il noleggio permette di ridurre eventuali problematiche e ritardi: le aziende che se ne occupano lavorano costantemente per **ridurre i tempi di consegna** e proporre attrezzature di ultima generazione e sempre attentamente revisionate. L’accesso a un parco macchine costantemente revisionato riduce il rischio di fermi imprevisti, garantendo una maggiore **continuità operativa**. In molti casi, la disponibilità rapida delle attrezzature consente anche di gestire meglio eventuali variazioni del progetto o imprevisti di cantiere. ## Le attrezzature di ultima generazione a favore di sostenibilità e sicurezza C’è da dire anche che l’idea di Cantiere 4.0 non riguarda solo l’efficienza economica, ma anche la sostenibilità dell’edilizia moderna e la sicurezza in cantiere. Anche in questo ambito il noleggio può fare la differenza. Infatti, le **attrezzature di nuova generazione** sono quasi sempre progettate per consumare meno energia, ridurre le emissioni e migliorare le condizioni di lavoro degli operatori. I servizi di noleggio permettono anche alle imprese più piccole di utilizzare queste tecnologie avanzate senza affrontare investimenti elevati. Per quanto concerne la sicurezza, è opportuno considerare che le aziende che noleggiano le attrezzature devono proporre sempre macchinari aggiornati e sottoposti a controlli regolari. Questo contribuisce a ridurre il rischio di incidenti e ad elevare i livelli di sicurezza del cantiere. ## Un modello di cantiere coerente con l’edilizia del futuro Guardando al futuro, il concetto di Cantiere 4.0 appare sempre meno come una visione teorica e sempre più come una necessità concreta, anche grazie a soluzioni come quelle che riguardano il noleggio delle attrezzature. L’ottimizzazione di costi e tempi passa anche da scelte operative intelligenti, capaci di coniugare flessibilità, innovazione e responsabilità. E il noleggio, inserito in una **strategia più ampia di digitalizzazione e gestione efficiente**, rappresenta di certo uno degli strumenti chiave per rendere l’edilizia moderna più sostenibile e a pari passo con le ultime tendenze tecnologiche del settore e non solo. --- # Oltre il Silenzio: La Nuova Era degli Apparecchi Acustici e il Ritorno a una Vita Piena di Suoni > URL: https://www.ildomani.it/salute/2025/12/12/oltre-il-silenzio-la-nuova-era-degli-apparecchi-acustici-e-il-ritorno-a-una-vita-piena-di-suoni/ > Ultima modifica: 2025-12-12 Immagina un mondo in cui ogni suono ha il suo posto: il fruscio delle foglie, il ronzio delle api, le risate cristalline dei bambini. Un mondo in cui… Immagina un mondo in cui ogni suono ha il suo posto: il fruscio delle foglie, il ronzio delle api, le risate cristalline dei bambini. Un mondo in cui non devi sforzarti per seguire le conversazioni o alzare il volume della televisione a livelli assordanti. Per milioni di persone, questo mondo è un sogno. La perdita dell’udito è una condizione che, se non trattata, può portare a isolamento, frustrazione e persino a un declino cognitivo. Ma la scienza ha fatto passi da gigante e oggi, grazie agli [**apparecchi acustici**](https://www.udiamo.it/), quel sogno può diventare una vivida realtà. Gli apparecchi acustici non sono più semplici amplificatori, ma sofisticati dispositivi medici e tecnologici che si adattano al tuo stile di vita, offrendoti un’esperienza uditiva su misura. Sono il ponte che ti riconnette con il mondo, un suono alla volta. #### **Tecnologia All’Avanguardia: Cosa Rende gli Apparecchi Acustici Così Efficaci?** L’evoluzione tecnologica nel settore audioprotesico è stata rivoluzionaria. Gli apparecchi di oggi sono veri e propri computer in miniatura, dotati di funzionalità che erano impensabili fino a pochi anni fa. - **Elaborazione del Suono Digitale:** A differenza dei vecchi modelli analogici, che amplificavano indiscriminatamente ogni rumore, gli apparecchi digitali analizzano e processano i suoni in tempo reale. Sono in grado di distinguere tra la voce umana e i rumori di fondo, amplificando selettivamente ciò che conta davvero. - **Connettività Wireless e Bluetooth:** Molti modelli di ultima generazione possono connettersi direttamente al tuo smartphone, tablet o TV. Questo ti permette di fare chiamate, ascoltare musica o guardare film con il suono trasmesso direttamente all’orecchio, con una chiarezza senza pari. - **Intelligenza Artificiale (AI):** L’AI integrata consente agli apparecchi di “imparare” dal tuo ambiente circostante. Possono riconoscere automaticamente se ti trovi in un ristorante affollato, a una riunione di lavoro o a casa, regolando le impostazioni del suono per offrirti sempre la migliore esperienza uditiva. - **Batterie Ricaricabili:** Addio alla preoccupazione di cambiare costantemente le pile. Molti apparecchi sono ora dotati di batterie ricaricabili a lunga durata, con una singola carica che può durare per un’intera giornata. Basta posizionarli sulla base di ricarica la sera e sono pronti per il mattino seguente. #### **Non Esiste un Modello Unico: La Personalizzazione è la Chiave** Scegliere un apparecchio acustico è un processo intimo e personalizzato. Non si tratta di un prodotto “taglia unica”, ma di un dispositivo medico che deve essere adattato perfettamente alle tue esigenze specifiche. 1. **Valutazione Professionale:** Il primo e più importante passo è un esame audiometrico condotto da un **audioprotesista** qualificato. Questo test determinerà il tipo e il grado della tua perdita uditiva, fornendo i dati necessari per la programmazione del dispositivo. 2. **Scelta del Dispositivo:** L’audioprotesista ti guiderà nella scelta tra le diverse tipologie di apparecchi (Retroauricolari, Endoauricolari, Ricevitore nel Canale, ecc.), tenendo conto non solo della tua perdita uditiva, ma anche delle tue preferenze estetiche, del tuo stile di vita e del tuo budget. 3. **Programmazione su Misura:** È qui che la tecnologia si unisce all’esperienza umana. L’audioprotesista utilizzerà un software specifico per programmare l’apparecchio, calibrandolo in base al tuo audiogramma. Questa programmazione è un vero e proprio “vestito su misura” per le tue orecchie, garantendo che l’amplificazione sia precisa e naturale. 4. **Periodo di Adattamento:** Come per ogni novità, c’è un periodo di adattamento. Inizialmente, potresti sentire suoni che avevi dimenticato, e il tuo cervello avrà bisogno di tempo per riabituarsi. Per questo, sono fondamentali i follow-up regolari con il professionista per affinare le impostazioni e risolvere eventuali difficoltà. #### **Rompere la Barriera: È Arrivato il Momento di Agire** Molte persone ritardano la decisione di affrontare la perdita dell’udito per anni, pensando che si tratti di un problema “minore” o che gli apparecchi acustici siano scomodi o visibili. Questo ritardo ha un costo: l’udito non trattato può portare a un deterioramento della capacità di elaborare i suoni da parte del cervello. Affrontare la perdita uditiva significa riacquistare la tua autonomia e la tua libertà. Significa partecipare pienamente alle cene in famiglia, sentire le parole dei tuoi nipoti, goderti una passeggiata in campagna e sentirti al sicuro in ogni situazione. Gli apparecchi acustici sono una soluzione scientificamente provata per migliorare la tua qualità di vita. Non aspettare che il silenzio diventi la tua normalità. Fai il primo passo, informati e rivolgiti a professionisti qualificati per capire come gli apparecchi acustici possono riconnetterti con la sinfonia della vita. --- # Errori da evitare nella gestione dei dati > URL: https://www.ildomani.it/servizi/2025/11/12/errori-da-evitare-nella-gestione-dei-dati/ > Ultima modifica: 2025-11-12 Gestire correttamente i dati aziendali non è solo una questione di ordine, ma una vera e propria responsabilità strategica e legale. Ogni azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni, gestisce… **Gestire correttamente i dati aziendali** non è solo una questione di ordine, ma una vera e propria **responsabilità strategica e legale**. Ogni azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni, gestisce ogni giorno un’enorme quantità di informazioni: dai dati personali dei dipendenti e dei clienti, ai contratti, alle comunicazioni interne, fino ai documenti contabili e fiscali. Tutti questi elementi costituiscono un patrimonio informativo di valore incalcolabile, che va protetto con la massima attenzione. Ogni informazione raccolta, sia essa digitale o cartacea, deve essere **trattata in conformità alle normative sulla privacy**, come il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR), che impone regole precise in materia di raccolta, conservazione, accesso e distruzione dei dati. La **gestione corretta dei dati** non serve solo a rispettare la legge, ma rappresenta anche un**atto di trasparenza e serietà** nei confronti dei clienti, dei fornitori e dei partner commerciali. Errori nella gestione dei dati — come l’archiviazione disordinata, la conservazione di informazioni non più necessarie o la mancanza di procedure di sicurezza — possono tradursi in **multe salate**, **danni reputazionali** e **perdita di fiducia** da parte di chi interagisce con l’azienda. In un’epoca in cui la fiducia è uno dei beni più preziosi, una violazione di sicurezza o un uso improprio delle informazioni può compromettere anni di lavoro e minare la credibilità dell’intera organizzazione. Adottare buone pratiche di gestione documentale e implementare sistemi sicuri per l’archiviazione e l’eliminazione dei dati significa non solo tutelare la privacy, ma anche rafforzare l’efficienza interna e la reputazione aziendale nel lungo periodo. ## La fase critica: la distruzione dei documenti Uno degli errori più comuni nella gestione dei dati è trascurare la fase finale del loro ciclo di vita: la **distruzione dei documenti**. Molte aziende prestano grande attenzione all’archiviazione, alla sicurezza dei sistemi informatici e alla protezione degli accessi, ma dimenticano che anche i file e i documenti ormai obsoleti rappresentano un potenziale rischio. Vecchi fascicoli cartacei, hard disk non formattati, chiavette USB o backup non cancellati in modo sicuro possono contenere informazioni sensibili come dati anagrafici, coordinate bancarie o contratti aziendali. Se non vengono eliminati correttamente, possono diventare una minaccia concreta per la privacy e la sicurezza dell’impresa. Per questo motivo, ogni organizzazione dovrebbe adottare un protocollo di **smaltimento sicuro dei dati**, basato su procedure certificate, tracciabili e conformi alle direttive del GDPR. Affidarsi a professionisti del settore è la scelta più efficace per garantire la totale irreversibilità del processo di eliminazione. Le **ditte specializzate** nella [**distruzione documenti sensibili**](https://distruzionedocumentisensibili.it/)assicurano un**servizio completo e verificabile,** riducendo a zero il rischio di accessi non autorizzati o dispersione accidentale di informazioni. Clicca sul link per saperne di più. ## Errori più frequenti nella gestione dei dati La **corretta gestione dei dati è una responsabilità** che richiede **attenzione costante e un approccio strutturato.** Molte aziende, pur disponendo di strumenti avanzati, commettono errori che possono compromettere la sicurezza delle informazioni e la conformità al GDPR. Spesso questi sbagli derivano da abitudini consolidate o dalla mancanza di formazione interna, e possono avere conseguenze anche gravi, come la perdita di dati sensibili o la **diffusione non autorizzata di informazioni aziendali.** ![Servizio di distruzione documenti](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Servizio-distruzione-documenti-pubblica-amministrazione-300x163.png) Tra gli **errori più frequenti nella gestione dei dati**, si possono evidenziare: - **archiviare tutto senza criterio:** conservare ogni file “per sicurezza” aumenta il rischio di violazioni. È indispensabile stabilire una chiara politica di *data retention* che definisca cosa mantenere, per quanto tempo e come eliminare in modo sicuro ciò che non serve più. - **ignorare la formazione del personale:** la sicurezza dei dati inizia dalle persone. Senza un’adeguata formazione, anche i migliori sistemi informatici diventano vulnerabili. Ogni dipendente deve conoscere i protocolli aziendali, gestire con prudenza password e documenti e riconoscere potenziali minacce informatiche. - **non avere un piano di sicurezza digitale:** un’infrastruttura priva di strategia è esposta a rischi costanti. Occorrono backup regolari, controlli di accesso, crittografia e un *incident response plan* ben definito per reagire rapidamente a eventuali violazioni. - **trascurare la sicurezza dei supporti fisici:** la protezione dei dati non riguarda solo il digitale. Documenti stampati, moduli o archivi cartacei abbandonati possono diventare una miniera di informazioni per malintenzionati. È essenziale utilizzare contenitori sigillati, procedure di distruzione certificata e archivi con accesso controllato. - **non aggiornare le policy aziendali:** mantenere protocolli obsoleti è un errore strategico. Le normative cambiano, e le policy interne devono essere revisionate periodicamente per restare allineate ai requisiti del GDPR e alle nuove minacce informatiche. La prevenzione di questi errori non richiede solo tecnologia, ma soprattutto una cultura aziendale orientata alla sicurezza e alla responsabilità condivisa. Ogni collaboratore, indipendentemente dal ruolo, deve essere consapevole dell’importanza della protezione dei dati e dell’impatto che una semplice distrazione può avere sull’intera organizzazione. ### Errori da evitare nella gestione dei dati: l’importanza della prevenzione Una corretta politica di **distruzione documenti sensibili** rappresenta uno dei pilastri fondamentali di qualsiasi piano di sicurezza aziendale. Non basta proteggere i dati durante la loro vita operativa: è altrettanto cruciale gestirne in modo sicuro la fase finale. Ogni informazione, digitale o cartacea, deve seguire un ciclo di vita ben definito — dalla creazione all’archiviazione, fino alla sua eliminazione definitiva — per evitare che resti in circolazione materiale potenzialmente pericoloso. Eliminare in modo sicuro e **certificato i file cartacei o digitali non più necessari** consente di ridurre drasticamente il rischio di accessi non autorizzati, di furti di identità o di violazioni di dati che potrebbero compromettere la reputazione aziendale. Le normative sulla privacy, come il GDPR, stabiliscono chiaramente l’obbligo di trattare i dati solo per il tempo strettamente necessario e di distruggerli quando non servono più. La mancata applicazione di queste regole può tradursi in sanzioni economiche significative e in una perdita di fiducia da parte di clienti e partner. Per questo motivo, le imprese più attente integrano nel proprio flusso operativo **procedure di distruzione periodica dei documenti**, affidandosi esclusivamente a professionisti qualificati e a servizi certificati. Questi specialisti garantiscono non solo la cancellazione fisica o digitale dei dati, ma anche la tracciabilità dell’intero processo, rilasciando attestazioni che comprovano la conformità alle normative vigenti. La **prevenzione** è l’aspetto più importante di tutto il processo: investire in misure preventive è sempre meno oneroso rispetto alle conseguenze di una violazione. Implementare politiche chiare di gestione documentale, formare il personale e pianificare regolarmente la distruzione dei materiali obsoleti significa agire in modo proattivo, riducendo i rischi e aumentando l’efficienza operativa. **Adottare un approccio strutturato** alla sicurezza dei dati non è solo una questione di conformità, ma anche di immagine e affidabilità. Un’azienda che gestisce con attenzione la **distruzione dei documenti sensibili** dimostra responsabilità, professionalità e rispetto per la privacy di clienti e collaboratori — valori sempre più determinanti in un mercato dove la sicurezza delle informazioni è sinonimo di credibilità. ## Come migliorare la gestione dei dati in azienda Gestire in modo efficace le informazioni aziendali significa adottare una visione strategica che unisca **organizzazione, tecnologia e responsabilità**. La corretta gestione dei dati non si limita a conservare documenti o proteggere archivi, ma richiede un approccio sistematico in grado di garantire trasparenza, tracciabilità e sicurezza in ogni fase del ciclo di vita dei dati. Una gestione realmente efficace dei dati inizia da una solida **strategia di data governance**, ovvero un insieme di regole, ruoli e procedure che definiscono chi gestisce le informazioni, come vengono utilizzate e per quanto tempo vengono conservate. Ogni dato deve avere un responsabile chiaro, un processo di controllo e un ciclo di vita documentato: dalla creazione alla conservazione, fino alla sua distruzione finale. La tecnologia è oggi il principale alleato nella protezione dei dati aziendali. Strumenti come software di **gestione documentale**, sistemi di **crittografia automatica**, **backup cloud sicuri** e meccanismi di **autenticazione a più fattori** rappresentano barriere fondamentali contro la perdita o l’accesso non autorizzato alle informazioni. Tuttavia, non basta installare strumenti: è necessario integrarli in un ecosistema coerente e gestito da personale formato, capace di monitorare costantemente la sicurezza dei flussi informativi. Investire in tecnologie moderne non è un costo superfluo, ma una **garanzia di continuità operativa** e di credibilità aziendale. Evitare gli errori più comuni nella gestione dei dati è il primo passo per costruire un’azienda solida, affidabile e conforme alla legge. Dalla corretta archiviazione alla distruzione certificata, ogni dettaglio conta. Una gestione documentale efficace non è solo una misura di sicurezza, ma anche un vantaggio competitivo: dimostra professionalità, rispetto delle normative e impegno verso la tutela della privacy. Solo con un approccio strutturato e responsabile è possibile **garantire la protezione delle informazioni** e preservare nel tempo la reputazione e l’affidabilità del proprio brand. --- # Aziende sostenibili: come le imprese diventano più green > URL: https://www.ildomani.it/servizi/2025/10/24/aziende-sostenibili-come-le-imprese-diventano-piu-green/ > Ultima modifica: 2026-04-14 Il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali e la crescente consapevolezza dei consumatori stanno spingendo le aziende a ripensare il proprio modello di business, adottando pratiche più rispettose… Il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali e la crescente consapevolezza dei consumatori stanno spingendo le aziende a ripensare il proprio modello di business, adottando pratiche più rispettose dell’ambiente. Essere **sostenibili** non significa solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche costruire un futuro più resiliente, innovativo e competitivo. Le imprese che investono oggi in soluzioni green, infatti, non solo migliorano la propria reputazione, ma riducono costi e rischi operativi nel lungo periodo. Ecco alcune delle iniziative che le aziende stanno adottando per limitare il proprio impatto sull’ambiente. ## **Energia pulita e fornitori responsabili** Uno dei primi passi verso la sostenibilità aziendale riguarda la gestione dell’energia. Scegliere fornitori che garantiscano**energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate** è una scelta strategica e responsabile. Oltre a ridurre le emissioni di CO₂, questa decisione permette alle imprese di allinearsi agli obiettivi europei di decarbonizzazione. Inoltre, molti fornitori di energia, come **Acea Energia** ad esempio, offrono soluzioni studiate ad hoc per le aziende, [proponendo la miglior offerta luce e gas](https://www.aceaenergia.it/) in base alle specifiche esigenze dell’impresa. Questo non solo consente di stipulare contratti di fornitura con tariffe flessibili e adeguate ai propri processi produttivi, ma permette anche di ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi. ### **Digitalizzazione e riduzione della carta** Diventare un’azienda “*paperless*” non è solo una questione di tecnologia, ma di mentalità. La digitalizzazione dei processi amministrativi, delle comunicazioni interne e della gestione documentale è un punto cruciale per l’efficienza e la riduzione del proprio impatto ambientale. Ridurre l’uso della carta significa tagliare le spese legate alla stampa, al trasporto e allo smaltimento, ma anche contribuire alla salvaguardia delle foreste e alla riduzione delle emissioni collegate alla produzione di materiali cartacei. In molte imprese, l’introduzione di firme elettroniche, archivi digitali e programmi gestionali ha trasformato radicalmente il modo di lavorare, rendendolo più rapido, sostenibile e sicuro. ### **Mobilità sostenibile** Un altro fronte cruciale riguarda la mobilità e, in questo contesto, le aziende possono svolgere un ruolo chiave nel promuovere spostamenti più sostenibili tra i propri dipendenti. Infatti, incentivare l’uso dei mezzi pubblici, di servizi di *car sharing* o della bicicletta può contribuire in modo significativo a ridurre le emissioni legate al traffico urbano. Sempre più imprese stanno introducendo politiche di smart working e flessibilità oraria per limitare gli spostamenti giornalieri, migliorando al contempo il benessere dei lavoratori. Alcune realtà più innovative hanno installato colonnine per la ricarica di veicoli elettrici o organizzato programmi di “*bike to work*”, creando una cultura aziendale più attenta all’ambiente e alla salute dei dipendenti. #### **Gestione dei rifiuti e riciclo** La**riduzione dei rifiuti** è un’altra area chiave per le imprese che vogliono essere più sostenibili. Implementare sistemi di raccolta differenziata negli uffici e negli stabilimenti, ridurre l’uso della plastica monouso e favorire materiali riciclabili o compostabili sono azioni concrete che portano risultati immediati. Alcune aziende hanno adottato programmi di economia circolare, rimpiegando gli scarti di produzione come nuove risorse o collaborando con altre aziende che si occupano di trasformare i materiali di scarto in nuovi prodotti. Questo approccio non solo riduce i costi di smaltimento, ma contribuisce anche a creare un modello produttivo più etico e innovativo. ### **Forniture e catena di approvvigionamento responsabile** Essere green significa anche guardare oltre i confini dell’azienda e considerare l’intero ciclo di vita dei prodotti. Scegliere fornitori che rispettino standard ambientali e sociali, privilegiare materie prime a basso impatto e ridurre le distanze di trasporto sono elementi fondamentali per costruire una filiera realmente sostenibile. Alcune imprese hanno anche introdotto **criteri di sostenibilità nelle gare d’appalto e nei contratti di fornitura**, premiando chi dimostra impegni concreti in ambito ambientale. Questo non solo migliora la qualità complessiva del prodotto finale, ma rafforza la coerenza dell’identità aziendale e crea un impatto positivo lungo tutta la catena di produzione. --- # Il karma dell’impresa è la nuova etica del management > URL: https://www.ildomani.it/curiosita/2025/10/07/il-karma-dellimpresa-e-la-nuova-etica-del-management/ > Ultima modifica: 2025-10-07 C’è una legge che non troverete scritta in nessun codice civile o manuale di management, eppure governa ogni decisione aziendale. Si chiama karma dell’impresa. Non è misticismo, è… C’è una legge che non troverete scritta in nessun codice civile o manuale di management, eppure governa ogni decisione aziendale. **Si chiama karma dell’impresa.** Non è misticismo, è la logica inesorabile della responsabilità. Ogni scelta, ogni omissione, ogni risparmio ottenuto a scapito della sicurezza o della dignità dei lavoratori ritorna, prima o poi, a presentare il conto. Claudio Sensi ha coniato questa espressione partendo dalla sua esperienza diretta nella logistica e nella consulenza ADR. Non è un filosofo astratto, è un imprenditore che ha visto come le decisioni aziendali riverberano oltre i bilanci. **Un camion che parte senza adeguate procedure di sicurezza non trasporta soltanto merci pericolose. Trasporta un debito etico che, alla prima occasione, diventerà disastro sociale.** La logistica è il cuore invisibile dell’economia contemporanea. Ogni giorno, sostanze infiammabili, gas, prodotti chimici viaggiano sulle strade, entrando ed uscendo dalle nostre città. La maggioranza delle persone non ne è consapevole, ma quell’universo silenzioso è la spina dorsale del mercato. È proprio lì che [il karma dell’impresa](https://amzn.to/3FDnoBu) mostra il suo volto: **trascurare la sicurezza equivale a tradire il patto tra azienda e società.** Il punto non è solo giuridico. Le normative, come l’ADR, definiscono procedure rigorose, ma la vera questione è culturale. Perché le aziende falliscono nel rispettare quelle procedure? Non per mancanza di conoscenza tecnica, ma per cecità etica. La convinzione che la sicurezza sia un costo e non un investimento porta inevitabilmente alla miopia strategica. ![Karma Impresa Claudio Sensi](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Claudio-Sensi-1024x681.png) A metà di questo ragionamento, occorre cambiare prospettiva. **Il karma dell’impresa non è punizione. È equilibrio.** Non colpisce per vendetta, ma per ristabilire la proporzione tra ciò che l’azienda prende e ciò che restituisce. Ogni decisione manageriale ha un impatto che va oltre i numeri: influenza vite umane, territori, comunità. Il parallelo con la filosofia è inevitabile. Aristotele, nell’“Etica Nicomachea”, descriveva la virtù come il giusto mezzo tra eccesso e difetto. Applicato al management, significa evitare sia l’arroganza del profitto cieco, sia l’ingenuità di un’etica di facciata. Il karma dell’impresa è esattamente questo equilibrio dinamico: la consapevolezza che **non si può costruire prosperità ignorando la fragilità umana e ambientale che la rende possibile.** Il lettore potrebbe chiedersi: che cosa significa, in pratica, adottare questa prospettiva? Significa trasformare la sicurezza da obbligo normativo a valore aziendale. Significa riconoscere che un sistema di trasporto sicuro non è solo una protezione contro incidenti, ma un asset strategico. Significa comprendere che l’etica non è un capitolo dei bilanci di sostenibilità, ma la materia prima invisibile che sostiene l’impresa. Claudio Sensi lo sottolinea con decisione. “Il karma dell’impresa non è una scelta. È la realtà. Chi non lo accetta, sarà costretto a subirne le conseguenze.” Non si tratta di filosofia orientale applicata al business, ma di pragmatismo puro. Le imprese che trascurano il fattore etico perdono fiducia, mercato, continuità. Quelle che lo abbracciano creano resilienza, legittimità e prospettiva. Un’immagine chiarisce meglio di mille concetti. Un ponte costruito con materiali scadenti può reggere per un anno, forse due. Poi crolla. Quando crolla, non distrugge soltanto il ponte, ma interrompe i flussi, crea danni economici, genera dolore. **Così è il karma dell’impresa: invisibile all’inizio, inesorabile alla fine.** La lezione non riguarda solo il trasporto di merci pericolose. Vale per ogni settore. Dalla finanza alla tecnologia, dall’energia al retail, la logica è la stessa: ogni risparmio ottenuto violando la fiducia sociale si trasforma in costo futuro. È la legge non scritta del mercato globale. Alla fine, resta una verità semplice e dura. **Il manager che vede solo numeri governa un’azienda fragile. Quello che comprende il karma dell’impresa governa un’azienda destinata a durare.** La differenza non è spirituale, è strategica. Ecco la nuova etica del management: non più fondata sull’illusione di separare profitto e responsabilità, ma sull’accettazione che ogni scelta genera un ritorno. E il ritorno, positivo o negativo, sarà sempre proporzionato al valore o al danno che l’impresa ha consegnato al mondo. **Il libro è disponibile ora su:**[**https://amzn.to/3FDnoBu**](https://amzn.to/3FDnoBu) ![Karma Impresa Claudio Sensi](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Karma-Impresa-Claudio-Sensi-1024x702.png) --- # Noleggio auto: la soluzione smart per trasferte di lavoro e meeting autunnali > URL: https://www.ildomani.it/auto-e-motori/2025/09/25/noleggio-auto-la-soluzione-smart-per-trasferte-di-lavoro-e-meeting-autunnali/ > Ultima modifica: 2025-09-26 Con l’arrivo dell’autunno le agende dei professionisti tornano a riempirsi di appuntamenti, trasferte e meeting che richiedono puntualità ed efficienza. In questo scenario, il noleggio auto diventa un… Con l’arrivo dell’autunno le agende dei professionisti tornano a riempirsi di appuntamenti, trasferte e meeting che richiedono puntualità ed efficienza. In questo scenario, il [noleggio auto](https://www.italycarrent.com/) diventa un alleato strategico, dando modo di affrontare la mobilità lavorativa con flessibilità. Rispetto all’acquisto o alla gestione di un parco auto aziendale, si tratta di una soluzione che consente di **eliminare incombenze come manutenzione, assicurazioni e pratiche burocratiche**. Tutto questo scegliendo il veicolo più adatto in base alle esigenze del momento. Non stupisce perciò che sempre più aziende e professionisti optino per il noleggio auto, soprattutto in vista di periodi intensi come quello che va da settembre a dicembre. A fare la differenza è la possibilità di**ottenere costi chiari e pianificabili,** senza vincoli a lungo termine, con la certezza di **muoversi in totale sicurezza e comfort.** ## Noleggio auto a breve termine: come funziona e quando conviene Il **noleggio auto a breve termine** è una formula pensata per chi ha bisogno di un veicolo solo per un periodo limitato, che può variare da pochi giorni fino a circa un mese o persino di più: la disponibilità varia in base al veicolo e all’azienda che eroga il servizio. La **procedura** è sostanzialmente la seguente: - si prenota il modello desiderato; - lo si ritira presso la sede più comoda. In genere si tratta di aeroporti, stazioni o punti strategici in città; - si riconsegna il veicolo al termine dell’utilizzo. Nel **canone sono già inclusi servizi come assicurazione, manutenzione e assistenza**: qualcosa che consente alla persona di liberarsi da pensieri burocratici e spese impreviste, focalizzandosi solo sulla guida. Il pagamento è proporzionato rispetto al periodo effettivo di utilizzo. Questa formula di noleggio auto si rivela **interessante in diverse situazioni tipiche sia del lavoro che del tempo libero**: partecipare a una fiera in un’altra città, raggiungere un meeting fuori sede, organizzare una trasferta di più giorni o disporre di un mezzo sostitutivo mentre la propria auto è ferma per manutenzione. Il **noleggio auto a breve termine non va confuso con quello a lungo termine**, che presenta tempistiche maggiori. È da intendere come una “misura provvisoria”, efficace per i momenti in cui occasionalmente occorre disporre di un mezzo. ### I vantaggi del noleggio auto per aziende e professionisti Scegliere il noleggio auto per le proprie trasferte di lavoro significa puntare su una**soluzione che semplifica l’organizzazione e riduce i costi nascosti.** I motivi per cui sempre più aziende e liberi professionisti lo preferiscono sono diversi. Ecco quelli più rilevanti: - **Flessibilità nella scelta del veicolo**. Dalla city car agile per muoversi in centro alla berlina più confortevole per i viaggi lunghi, si ha modo di assicurarsi l’auto giusta per ogni spostamento. - **Costi chiari e pianificabili.** Il canone include assicurazione, manutenzione e assistenza: non ci sono spese impreviste e diventa più semplice gestire il budget del viaggio. - **Nessun onere burocratico**. Bollo, revisione e pratiche assicurative restano a carico della società di noleggio, liberando tempo prezioso da dedicare al lavoro. Inoltre, imprese e professionisti hanno accesso a **specifici vantaggi fiscali:**a seconda dell’uso e della tipologia di attività, è possibile dedurre una parte delle spese e detrarre l’IVA. Infine, **anche l’immagine professionale ne giova**. Presentarsi a un meeting con un’auto nuova, curata e adeguata all’occasione trasmette affidabilità e attenzione ai dettagli. Possiamo dunque concludere che **il noleggio auto si conferma una scelta smart**, nelle soluzioni a breve termine, affermandosi come un vero e proprio strumento strategico per aziende e professionisti. L’importante è affidarsi a una compagnia specializzata e che vanta una solida rete logistica sul territorio nazionale. Considerando che in autunno gli impegni si infittiscono, poter contare su canali digitali, oltre che telefonici, si rivela qualcosa capace di fare la differenza, permettendo di**risparmiare tempo ed energie.** --- # Donne vittime di violenza familiare: in Italia i casi sono in aumento, ecco come proteggersi > URL: https://www.ildomani.it/servizi/2025/09/10/donne-vittime-violenza-familiare-in-italia-come-proteggersi/ > Ultima modifica: 2025-09-08 Che si tratti di telegiornali o quotidiani ci si rende conto di una verità che brucia: la violenza domestica non è un fenomeno marginale né qualcosa di confinato… Che si tratti di telegiornali o quotidiani ci si rende conto di una verità che brucia: la **violenza domestica** non è un fenomeno marginale né qualcosa di confinato alla cronaca nera. È intorno a noi, spesso silenziosa e invisibile ma sicuramente devastante. Di fronte a questo scenario, l’unica arma che abbiamo è la **consapevolezza**: conoscere i dati, capire chi sono le donne più esposte, riconoscere i segnali e sapere come muoversi per tutelarsi o per proteggere qualcuno che conosciamo. Oltre a rivolgersi ad un **avvocato specializzato** come quelli presenti nello [studio legale Bocchi](https://www.studiolegalebocchi.it/lp/), ci si può informare e tutelare denunciando e chiedendo supporto alle numerose associazioni presenti su tutta la Penisola. ## Donne vittime di violenza: i dati Istat L’immagine stereotipata della**donna fragile e priva di risorse** non descrive più la realtà. **I dati Istat ci raccontano una fotografia diversa**: tra le vittime ci sono **donne separate o divorziate**, con un’incidenza del 51,4% di episodi di violenza fisica o sessuale, contro il 31,5% della media nazionale. Non solo: le più colpite risultano spesso le donne tra i 25 e i 44 anni, quelle con un titolo di studio elevato, occupate in ruoli professionali di responsabilità o in cerca di lavoro. Questo ci obbliga a riflettere: la **violenza non conosce confini sociali**. Colpisce studentesse, libere professioniste, dirigenti e imprenditrici. Se da un lato la cultura e l’indipendenza economica possono favorire la denuncia, dall’altro non costituiscono una protezione assoluta contro abusi e aggressioni. Tra le persone più esposte, come riportato nell’indagine Istat, ci sono quelle appartenenti alle fasce più giovani: le under 34, chi non è ancora sposata e le studentesse. Sorprende che siano proprio loro a registrare i tassi di violenza quasi doppi rispetto alla media nazionale. Una generazione fragile e coraggiosa allo stesso tempo, perché – ed è importante sottolinearlo – proprio dalle più giovani arriva un segnale di cambiamento. Rispetto al 2006, gli episodi di violenza fisica e sessuale sulle ragazze tra i 16 e i 24 anni sono calati dal 31,7% al 27,1%. Per le studentesse, il calo è ancora più netto: dal 33,5% al 25,9%. ### Focus sulla violenza psicologica da non trascurare Non dobbiamo considerare la violenza familiare come qualcosa fatto solo di lividi, urla e percosse. Le forme più subdole legate alla **violenza psicologica** non lasciano segni visibili ma mettono a repentaglio il benessere. Tutto ciò riguarda il 26,5% delle donne italiane con picchi più alti tra le più **giovani che raggiungono persino il 35%**. **Umiliazioni, silenzi punitivi, svalutazioni continue, minacce velate**: tutto questo logora lentamente. A risentirne è la salute mentale e non è un caso che ansia, depressione e dipendenza emotiva vadano a braccetto con questi quadri in cui gli aguzzini sono spesso soggetti narcisisti. Tutto ciò peggiora nel caso in cui si tratti di donne straniere che si ritrovano in una condizione di isolamento e rete sociale che amplifica la loro vulnerabilità. Accanto, aumenta il **fenomeno dello stalking** che, secondo l’Istat, colpisce oltre il 21% delle donne e le persecuzioni non terminano alla chiusura di una relazione ma anzi, spesso si intensificano trasformando la quotidianità in una gabbia di paura. ### I segnali d’allarme Spesso la **violenza** non esplode di colpo, ma**si insinua lentamente**. All’inizio si presenta sotto forma di gelosia, premura eccessiva, attenzioni che sembrano amore. Poi diventa **isolamento, controllo, svalutazione.** I segnali da osservare sono chiari: - L’allontanamento da amici e familiari; - Frasi denigratorie ripetute; - Minacce, anche velate; - Paura di parlare liberamente in casa. ### Come proteggersi: gli step da seguire Questi dati**non ci lasciano indifferenti** ma è altrettanto fondamentale avere chiaro come difendersi riconoscendo i primi segnali, tenendo traccia di messaggi e minacce e prove dei comportamenti vessatori. Non cancellate nulla: tutto può diventare un**supporto in un’aula di tribunale** come vi spiegheranno gli avvocati di riferimento, i carabinieri a cui vi rivolgerete e le associazioni. Il secondo passo è **chiedere aiuto**. Non dovete affrontare questa battaglia da sole. Rivolgetevi alle forze dell’ordine: i carabinieri hanno attivato percorsi specifici per accogliere le denunce. Numerosi centri antiviolenza in Italia offrono gratuitamente sostegno psicologico, consulenza legale e protezione. Ci sono**studi legali specializzati nel diritto di famiglia**, come lo Studio Legale Bocchi a Vicenza, che hanno attivato **servizi “codice rosso”** per garantire risposte immediate. Queste realtà rappresentano una rete preziosa di difesa. E poi c’è la **comunità**: amici, vicini, colleghi a cui chiedere aiuto. Con i giusti strumenti ci si può tutelare e proteggere chi abbiamo vicino ed è vittima di violenza domestica. --- # Sicurezza sul lavoro, normative e principi fondamentali > URL: https://www.ildomani.it/servizi/2025/08/29/sicurezza-sul-lavoro-normative-e-principi-fondamentali/ > Ultima modifica: 2025-08-29 La sicurezza sul lavoro è un aspetto imprescindibile per la tutela della salute fisica e mentale di chi opera in qualsiasi contesto produttivo. Un ambiente sicuro riduce incidenti,… La **sicurezza sul lavoro** è un aspetto imprescindibile per la tutela della salute fisica e mentale di chi opera in qualsiasi contesto produttivo. Un ambiente sicuro riduce incidenti, malattie professionali e inefficienze operative. Le **normative italiane definiscono obblighi**, procedure e responsabilità per garantire standard elevati di prevenzione. Approfondiamo meglio l’argomento. ## Quali sono i principi fondamentali per la sicurezza sul lavoro? I **principi fondamentali della sicurezza sul lavoro** fanno capo alla protezione individuale e collettiva, comprendendo misure tecniche, organizzative e formative. In quest’ottica, l’uso di [abiti da lavoro](https://www.clickufficio.it/abbigliamento-da-lavoro) e dispositivi di protezione individuale (DPI) è solo una parte di un sistema più ampio di prevenzione. Tra i pilastri da tenere in evidenza troviamo: - **valutazione preventiva dei rischi**: identificare, analizzare e stimare i rischi presenti in ogni fase lavorativa; - **riduzione del rischio alla fonte**: adottare soluzioni progettuali, tecnologiche e organizzative per eliminare o ridurre al minimo i pericoli; - **adozione di misure ergonomiche**: organizzare spazi, postazioni e processi secondo i principi ergonomici per prevenire disturbi muscoloscheletrici; - **formazione e informazione costante**: fornire ai lavoratori le conoscenze necessarie per operare in sicurezza e per utilizzare correttamente attrezzature e DPI; - **sorveglianza sanitaria**: monitorare lo stato di salute dei lavoratori attraverso controlli periodici in funzione dei rischi specifici. L’integrazione di questi principi garantisce la creazione di un ambiente di lavoro sicuro, efficiente e conforme alle disposizioni normative. ## Normative e obblighi In Italia, il **quadro legislativo principale** in materia di sicurezza sul lavoro è rappresentato dal **Decreto Legislativo 81/2008**, spesso indicato come Testo Unico sulla Sicurezza. Il provvedimento, articolato in oltre 300 articoli e più di 50 allegati, stabilisce **le regole per la prevenzione degli infortuni** e la tutela della salute dei lavoratori. Tra le misure cardine **previste dall’articolo 15** del decreto rientrano: - valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza; - eliminazione o riduzione dei rischi alla fonte; - rispetto dei principi ergonomici nella progettazione dei posti di lavoro; - sostituzione di sostanze pericolose con alternative meno nocive; - pianificazione di controlli sanitari periodici. ### Ambito di applicazione Il **D.Lgs. 81/08 si applica a tutti i lavoratori**, indipendentemente dalla tipologia contrattuale o dalla presenza di retribuzione. Sono inclusi soci lavoratori di cooperative, collaboratori, tirocinanti e studenti impegnati in attività pratiche o laboratoriali. L’obiettivo è garantire che chiunque operi in un contesto produttivo goda delle stesse tutele. ### Obblighi per le aziende Ogni datore di lavoro deve predisporre un **Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)**, aggiornato periodicamente, e mettere in atto le misure preventive necessarie. Il mancato rispetto delle norme comporta responsabilità civili e penali, con sanzioni severe. ## Qual è il ruolo del datore di lavoro? Il datore di lavoro è la **figura centrale nella gestione della sicurezza aziendale**. La sua responsabilità primaria è garantire che l’organizzazione sia conforme alle norme vigenti, adottando misure efficaci per prevenire infortuni e malattie professionali. Compiti principali del datore di lavoro: - **valutare i rischi** e redigere il DVR; - **garantire ambienti sicuri**, adeguati alle mansioni svolte; - **informare e formare** i lavoratori sui rischi specifici e sulle procedure di sicurezza; - **monitorare il rispetto delle norme** da parte di tutti i dipendenti; - **fornire DPI e abiti da lavoro** idonei alle mansioni. ## Abbigliamento di lavoro: come abbattere i costi? Per quanto riguarda nello specifico l’abbigliamento da lavoro, al giorno d’oggi è possibile abbattere i costi ordinandolo online su portali specifici come Clickufficio.it che offre un’ampia gamma di prodotti adatti ad un uso professionale. --- # Tra un tuffo e un tramonto, adotta una tartaruga: un gesto che difende la nidificazione sulle spiagge > URL: https://www.ildomani.it/ambiente-e-natura/2025/08/26/adotta-una-tartaruga-difendi-la-nidificazione-sulle-spiagge/ > Ultima modifica: 2025-08-26 Con l’arrivo dell’estate, le nostre coste si popolano di turisti in cerca di relax, tramonti indimenticabili ed acque cristalline. Dietro a questo scenografico paesaggio, tuttavia, si nasconde una… Con **l’arrivo dell’estate**, le nostre coste si popolano di **turisti in cerca di relax**, tramonti indimenticabili ed acque cristalline. **Dietro a questo scenografico paesaggio**, tuttavia, si nasconde **una realtà meno idilliaca**: il **turismo di massa** – e spesso incontrollato – può rendere le **spiagge un luogo ostile per le tartarughe** marine, che proprio in questi mesi estivi **risalgono** **la riva** per **deporre le uova**. Ogni anno, lungo il litorale italiano, i **volontari WWF individuano** già da giugno **decine di nidi**di “*Caretta caretta”*, la **tartaruga più comune nel Mediterraneo**. Ed il 2025 non è da meno: solo nella **prima metà di giugno** infatti, sono già state **protette 26 tracce di** **deposizione**, con il potenziale di **oltre 2.000 piccoli in arrivo** dalla schiusa. Tuttavia, la **presenza prolungata di bagnanti**, lettini, ombrelloni e **mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge**, costituisce una **grave minaccia per i nidi**e per le **piccole tartarughe**in uscita dal nido. Il calpestio della sabbia, l’illuminazione notturna dei litorali ed i rifiuti lasciati incustoditi per giorni **possono compromettere l’intero ciclo riproduttivo**. Proprio per questo – anche quando siamo in vacanza – diventa fondamentale **conoscere il problema ed agire con responsabilità**. In tal senso, il **WWF offre a chiunque** la possibilità di **adottare simbolicamente una tartaruga**, sostenendo i suoi**progetti di tutela** e **conservazione**della specie. **MINACCE PER CARETTA CARETTA E SPECIE AUTOCTONE** La **Caretta** **caretta**non è l’unica specie a **subire le pressioni estive** sui nostri litorali. Le più rare **tartarughe verdi** (Chelonia mydas) e le **tartarughe liuto** (Dermochelys coriacea) **subiscono anch’esse gravi minacce**, aggravate dal “*Bycatch*” (la cattura accidentale in reti da pesca) e dall’inquinamento luminoso, che **confonde le femmine** in cerca di**spiagge adatte per deporre**. Ogni anno, oltre 150.000 tartarughe vengono intrappolate in attrezzi da pesca, mentre **il cambiamento** **climatico altera le temperature** di incubazione, **determinando il sesso dei piccoli**: climi più freddi favoriscono i maschi e quelli più caldi le femmine. Proprio **per mitigare questi effetti**, il progetto europeo **LIFE ADAPTS** – avviato nel 2025 in Italia, Grecia e Cipro – studia**strategie per** **tutelare tartarughe** e **foche monache** in un ambiente sempre più ostile. **ADOTTA UNA TARTARUGA: UN GESTO CHE CONTA** **Adottare una tartaruga con****il** **WWF** significa **diventare parte attiva della conservazione**di questa specie. Con un contributo, si **finanziano le attività** di **protezione dei nidi, le attività** **CRAS (che ogni anno salvano migliaia di tartarughe marine ferite)** e **la ricerca scientifica**. Per ringraziarti della tua adozione, **riceverai un** **certificato di adozione personalizzato** e, nel caso scegliessi di ricevere il welcome kit con peluche, anche un tenere peluche della specie adottata. [**Adotta una tartaruga**](https://sostieni.wwf.it/adotta-tartaruga/) sul sito **WWF** ed **unisciti a centinaia di sostenitori** che, ogni estate, **scelgono di fare** **la differenza** per le nostre spiagge e le **creature che le abitano**. Tra un tuffo e un tramonto sul mare, **ricorda che ogni azione** – perfino la più banale – **può aiutare a garantire un futuro più sicuro** per questi straordinari animali. Anche in questo periodo di vacanze e di spensieratezza, **proteggere la** **tartaruga marina** significa **prendersi cura** **della biodiversità mediterranea** e del futuro del Pianeta. **Non essere** **soltanto uno spettatore**: diventa il **custode di un tesoro** **naturale**immenso che merita di prosperare. **LE INIZIATIVE WWF PER LA CONSERVAZIONE** Da oltre vent’anni, il **WWF Italia** **coordina attività di monitoraggio**, **recupero e protezione** **dei nidi**, coinvolgendo volontari, centri di recupero e comunità locali. Il “***Network tartarughe***” del **WWF copre regioni chiave**come *Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto*e *Toscana*, dove **vengono gestiti i nidi**individuati, **messi in sicurezza**e **condotte sessioni di formazione**per i volontari. I Centri di Recupero Tartarughe Marine invece – come quelli di *Molfetta* e *Policoro* – **curano ogni anno centinaia di tartarughe ferite** da reti o intrappolate nella plastica. La maggior parte degli esemplari dopo le cure **vengono poi liberati nel loro habitat.** **L’ABC DELLA TARTARUGA MARINA** La **Caretta caretta** – nota anche come **tartaruga marina comune** – è un rettile marino che **può** **raggiungere i 90 cm di lunghezza** ed un peso fino a 135 kg negli esemplari più grandi. Il **suo carapace** (di colore bruno-rossastro), **presenta placche ossee regolari** e **dà protezione alle** **costole e alla spina dorsale**. L’**alimentazione è onnivora**: mentre i giovani individui si cibano principalmente di crostacei, meduse e molluschi, gli adulti prediligono crostacei più grandi e ricci di mare. La **maturità sessuale si raggiunge** **intorno ai 20-30 anni**, dopo i quali **le femmine** **risalgono le spiagge** per **deporre da 80 a 120 uova**in buche scavate nel terreno, **ripetendo questo ciclo** di **deposizione 2/3 volte a stagione**. Dopo la deposizione, la femmina ricopre di terra le uova e attende la schiusa. Questo **momento vitale**così lento e complesso**,** rende **la specie** **particolarmente vulnerabile** a qualsiasi interferenza. **Ogni fase** – dalla ricerca della spiaggia all’emersione dei piccoli – **richiede condizioni ambientali ideali**: temperatura della sabbia, assenza di luci artificiali, quiete. **Qualsiasi disturbo** può **ridurre drasticamente** il**tasso di sopravvivenza** dei neonati, **sottraendo preziosi alleati dell’ecosistema** marino. --- # Gaia Bianchi e Luca More insieme in Costa Smeralda: flirt o semplice amicizia? > URL: https://www.ildomani.it/curiosita/2025/08/26/gaia-bianchi-e-luca-more-insieme-in-costa-smeralda-flirt-o-semplice-amicizia/ > Ultima modifica: 2025-08-26 Le estati italiane hanno sempre i loro protagonisti. Stavolta, sotto il sole della Costa Smeralda, a rubare la scena sono Gaia Bianchi, influencer e creator con milioni di… **Le estati italiane hanno sempre i loro protagonisti.** Stavolta, sotto il sole della Costa Smeralda, a rubare la scena sono **Gaia Bianchi**, influencer e creator con milioni di follower, e **Luca More**, astro nascente del digital con oltre 150mila follower su Instagram (profilo @luca.more.ofc). **Una nuova sintonia sembra affiorare dalle acque cristalline della Sardegna.** I due, secondo indiscrezioni insistenti, sarebbero stati avvistati insieme a bordo di un esclusivo yacht firmato Roberto Cavalli, un’imbarcazione dal valore milionario spesso crocevia di celebrities, influencer e imprenditori. La scena è di quelle che non passano inosservate. **Un’imbarcazione simbolo del lusso, due giovani volti seguitissimi, e un’estate pronta a trasformarsi in palcoscenico mediatico.** **I dettagli che fanno parlare** Il mega-yacht, vero gioiello del mare, ha ospitato diversi volti noti dello spettacolo e dei social. Tra questi, **Giulia Ottorini**, reduce da un successo musicale, **Martina Smeraldi**, influencer e modella, **Naomi de Crescenzo** e altri imprenditori internazionali legati al mondo del fashion tech e del digital marketing. **Eppure l’attenzione del pubblico non si è concentrata sui tanti ospiti illustri, ma sulla coppia inedita formata da Gaia e Luca.** Le stories pubblicate dai presenti, poi rapidamente eliminate o archiviate, hanno fatto scatenare il popolo del web. Stesse inquadrature del ponte dello yacht, dettagli di location identici, perfino la stessa musica in sottofondo: indizi che agli occhi dei follower più attenti hanno rappresentato una conferma implicita di una complicità crescente. **La rete non dimentica.** Anche se i contenuti spariscono, gli screenshot restano e alimentano il dibattito. ## **Una nuova fiamma o solo amicizia?** “**Scoppia la scintilla tra Gaia Bianchi e Luca More?”** si chiedono in molti. La domanda non è banale: il mondo dei social vive di simboli e segnali, e la sola vicinanza di due figure pubbliche diventa notizia. Secondo fonti vicine, **la giornata trascorsa insieme sarebbe stata all’insegna del relax, del lusso e – forse – di qualcosa di più.** I due avrebbero condiviso momenti lontani dagli occhi indiscreti della folla, ma non da quelli delle lenti degli smartphone. Eppure, allo stato attuale, **nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dai diretti interessati.** Silenzio da parte di Gaia, che continua a postare contenuti legati ai suoi progetti e ai brand con cui collabora. Silenzio anche da Luca, che prosegue con la sua linea editoriale tech e digital, senza cenni diretti all’episodio. ## **L’eco del gossip e il potere delle immagini** **Perché una semplice giornata in barca diventa un caso mediatico?** La risposta sta nel potere delle immagini e nella dinamica del gossip contemporaneo. Una story rimossa vale più di cento comunicati ufficiali. Un’inquadratura simile basta a creare un racconto parallelo, alimentato dai follower e amplificato dai magazine online. In un’epoca in cui le relazioni tra influencer diventano contenuti a loro volta, **la Costa Smeralda si conferma palcoscenico privilegiato del jet set digitale.** Ogni gesto, ogni dettaglio diventa traccia da decifrare, parte di un puzzle che il pubblico costruisce in tempo reale. **Il web si divide.** C’è chi parla già di “nuova coppia dell’estate” e chi ridimensiona la vicenda a semplice amicizia nata in vacanza. Nel mezzo, resta un dato: l’interesse generato è enorme e conferma quanto Gaia e Luca siano ormai percepiti come protagonisti di primo piano del panorama social italiano. ![Gaia Bianchi Luca More](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Gaia-Bianchi-Luca-More.jpg) ## **Un’estate ancora lunga** Il gossip corre veloce, ma l’estate è appena iniziata. **La vera domanda è: quanto durerà questa narrativa?** Sarà un fuoco di paglia o l’inizio di una storia destinata a occupare le pagine dei magazine e i feed dei social per mesi? In passato, altri flirt nati sotto il sole della Sardegna hanno acceso i riflettori per poi spegnersi in pochi giorni. Ma a volte, dal gioco di specchi del gossip, emergono relazioni destinate a lasciare il segno. Per ora, resta il fascino di un mistero non risolto. **Nuovo amore in vista o semplice amicizia?** Solo il tempo potrà dirlo. Una cosa è certa: **quando yacht di lusso, influencer seguitissimi e stories “scomode” si incontrano, il risultato è sempre lo stesso. Il web esplode.** --- # Cos’è e quali benefici offre la ventilazione meccanica controllata > URL: https://www.ildomani.it/casa/2025/07/30/cose-e-quali-benefici-offre-la-ventilazione-meccanica-controllata/ > Ultima modifica: 2025-07-30 La ventilazione meccanica controllata, spesso abbreviata con la sigla VMC, è un sistema che consente il ricambio costante e regolato dell’aria all’interno di un edificio, garantendo un flusso… La **ventilazione meccanica controllata**, spesso abbreviata con la sigla **VMC**, è un sistema che consente il ricambio costante e regolato dell’aria all’interno di un edificio, garantendo un flusso continuo di aria fresca e filtrata, a differenza della ventilazione naturale che dipende dall’apertura delle finestre. Particolarmente utile nelle abitazioni moderne, ben isolate e con alta tenuta dell’aria, la VMC risponde alla necessità di evitare accumuli di umidità e inquinanti, migliorando così la qualità dell’aria interna. Sempre più diffusa sia in case unifamiliari che in appartamenti, la VMC è disponibile in soluzioni centralizzate o decentralizzate e consente di mantenere un ambiente salubre ed efficiente dal punto di vista energetico, senza dover aprire le finestre, un vantaggio notevole soprattutto in contesti urbani rumorosi o particolarmente inquinati. **Come funziona la ventilazione meccanica controllata** Il funzionamento della ventilazione meccanica controllata si basa su un sistema di **ventilatori, scambiatori di calore e filtri.** L’aria viziata e umida presente all’interno dell’abitazione viene aspirata da ambienti come cucina, bagno e lavanderia, mentre contemporaneamente viene immessa aria nuova, prelevata dall’esterno e filtrata. Questo processo continuo garantisce un ricambio costante e bilanciato. Uno degli elementi fondamentali della VMC è lo scambiatore di calore, che permette di recuperare il calore contenuto nell’aria espulsa e trasferirlo all’aria in ingresso. In questo modo, soprattutto durante i mesi invernali, si evita una dispersione di energia termica, contribuendo al risparmio energetico. Alcuni sistemi avanzati includono anche sensori per regolare automaticamente i flussi d’aria in base all’umidità, alla presenza di CO₂ o ad altri parametri ambientali. Nei modelli più sofisticati, la VMC può essere integrata con impianti di riscaldamento o raffrescamento, aumentando ulteriormente il comfort abitativo. In estate, ad esempio, può essere usata per evitare il surriscaldamento degli ambienti, mentre in inverno contribuisce al mantenimento di una temperatura uniforme, riducendo la necessità di riscaldamento supplementare. **Come scegliere il sistema adatto alla propria casa** Per capire se la ventilazione meccanica controllata è adatta alla propria abitazione, è necessario valutare diversi fattori. In primo luogo, bisogna considerare il **livello di isolamento della casa**. In un’abitazione ben isolata, la VMC è altamente consigliata per evitare problemi legati alla condensa, alla muffa e alla scarsa qualità dell’aria. Anche in case situate in zone urbane molto trafficate o vicine a fonti di inquinamento, un sistema VMC può rappresentare una soluzione efficace per migliorare l’ambiente interno. Inoltre, un altro aspetto preliminare importante da considerare è la presenza di una **buona tariffa energetica** fornita da un operatore affidabile e di qualità, [come le offerte luce e gas VIVI energia ad esempio](https://www.vivienergia.it/prodotti). Sebbene i sistemi di ventilazione meccanica siano progettati per essere efficienti, funzionano comunque con l’energia elettrica, e avere un contratto vantaggioso può aiutare a contenere i costi di gestione nel lungo periodo, rendendo l’investimento ancora più sostenibile. La scelta del tipo di impianto dipende poi dalla configurazione della casa. Nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni importanti, si può optare per un sistema centralizzato, con canalizzazioni che collegano tutte le stanze. In abitazioni già esistenti dove non è possibile intervenire strutturalmente, i sistemi decentralizzati sono una valida alternativa: si installano in modo localizzato, stanza per stanza, e non richiedono opere murarie invasive. **I benefici della ventilazione meccanica controllata** Installare un sistema di ventilazione meccanica controllata offre numerosi vantaggi. Il più evidente è avere **l’aria sempre pulita, libera da polveri, pollini, allergeni e agenti inquinanti.** Questo è particolarmente benefico per chi soffre di allergie o problemi respiratori. Un altro vantaggio rilevante è il controllo dell’umidità, che previene la formazione di muffe e condensa, proteggendo le strutture murarie e migliorando il comfort abitativo. La VMC contribuisce inoltre a un notevole risparmio energetico, grazie al recupero di calore, riducendo i costi di riscaldamento e raffrescamento. A questo si aggiunge un miglioramento del comfort complessivo, poiché gli ambienti risultano più salubri, silenziosi e termicamente equilibrati. Infine, la VMC rappresenta anche un investimento a lungo termine, in quanto valorizza l’immobile, **aumentandone l’efficienza energetica** e, di conseguenza, il suo valore di mercato. Dunque, si può affermare che, in un contesto in cui la sostenibilità e il benessere abitativo sono sempre più centrali, dotarsi di un sistema di ventilazione meccanica controllata è una scelta intelligente e lungimirante. --- # Perché la sostenibilità aziendale non è più un’opzione > URL: https://www.ildomani.it/economia/2025/07/21/perche-la-sostenibilita-aziendale-non-e-piu-unopzione/ > Ultima modifica: 2025-07-21 Viviamo in un contesto globale sempre più complesso, segnato da cambiamenti climatici, crisi energetiche, scarsità di risorse naturali e crescente attenzione pubblica ai temi ambientali e sociali. In… Viviamo in un contesto globale sempre più complesso, segnato da cambiamenti climatici, crisi energetiche, scarsità di risorse naturali e crescente attenzione pubblica ai temi ambientali e sociali. In questo scenario, le imprese si trovano a essere non soltanto attori economici, ma anche soggetti con una forte responsabilità nei confronti del pianeta e delle comunità in cui operano. Il paradigma dell’economia lineare – prendere, produrre, scartare – sta lasciando spazio a modelli più circolari e rigenerativi. Clienti sempre più informati scelgono brand in base all’impegno etico e ambientale; **gli investitori valutano le performance ESG** (Environmental, Social, Governance) prima di allocare capitali; e i **partner commerciali selezionano fornitori che promettano conformità**, trasparenza e sostenibilità a lungo termine. In questo contesto, la sostenibilità aziendale non è più una scelta che si può rimandare, ma una condizione necessaria per continuità operativa, legittimità sociale e vantaggio competitivo. È una nuova normalità con cui tutte le aziende, grandi o piccole, devono fare i conti. ## L’evoluzione del concetto di sostenibilità in ambito business Il significato stesso di “sostenibilità” nel mondo imprenditoriale ha vissuto un’evoluzione significativa negli ultimi decenni. Inizialmente associata a tematiche esclusivamente ambientali, come la riduzione delle emissioni o la gestione dei rifiuti, oggi la sostenibilità abbraccia una **visione sistemica**, che include la responsabilità sociale, la governance aziendale, il benessere dei dipendenti e la relazione con il territorio. Le aziende moderne non sono più valutate solo in base ai risultati economici, ma anche rispetto al loro impatto complessivo. Questo ha portato alla nascita di strumenti come i bilanci di sostenibilità, gli standard internazionali (come il GRI o l’ISO 14001), le politiche di rendicontazione non finanziaria e le certificazioni ESG. In più, l’integrazione della sostenibilità nei modelli di business ha stimolato l’**innovazione**: nuovi prodotti ecocompatibili, packaging biodegradabili, filiere etiche e modelli di economia circolare sono oggi esempi concreti di come un approccio responsabile possa portare a una crescita. Le imprese che colgono questa evoluzione come un’opportunità, piuttosto che come un vincolo, sono quelle più predisposte a una **crescita duratura**. ## Perché anche le PMI devono adeguarsi Sebbene spesso si pensi che solo le grandi multinazionali possano permettersi investimenti in sostenibilità, la realtà dimostra che anche le piccole e medie imprese (PMI) hanno un ruolo decisivo in questo cambiamento. Le PMI costituiscono oltre il 90% del tessuto imprenditoriale italiano ed europeo, contribuendo in maniera sostanziale al PIL e all’occupazione. Il loro coinvolgimento è dunque necessario per una**transizione sostenibile** dell’intera economia. Però, molte di esse si trovano di fronte a ostacoli concreti: mancanza di risorse, competenze limitate, scarsa conoscenza delle normative e delle opportunità esistenti. È proprio per questo che servono **strumenti semplificati, incentivi mirati e un cambio di mentalità**: la sostenibilità non deve essere vissuta come un onere burocratico, ma come un incentivo per aumentare la qualità del lavoro, ridurre i costi operativi, accedere a nuove opportunità di business e rafforzare la resilienza dell’impresa. Per di più, la spinta alla sostenibilità arriva sempre più spesso dall’alto: le grandi aziende richiedono ai propri fornitori di allinearsi a standard ambientali e sociali, creando un effetto a catena che coinvolge anche le realtà più piccole. ## I vantaggi competitivi di un approccio sostenibile Un’impresa sostenibile è un’impresa più preparata ad affrontare le sfide del futuro. L’adozione di pratiche responsabili consente di ridurre i rischi legati all’instabilità normativa, alla volatilità dei prezzi delle materie prime o ai danni reputazionali legati a comportamenti non etici. Ma i benefici non sono solo difensivi: la sostenibilità può diventare un potente **vantaggio competitivo**. Le aziende che adottano processi più efficienti riducono gli sprechi e migliorano i margini; quelle che sviluppano prodotti eco-friendly riescono a intercettare nuovi segmenti di mercato; quelle che investono in governance trasparente e inclusiva attirano capitali e collaborazioni strategiche. Poi, **la reputazione aziendale oggi è sempre più legata all’impegno ambientale e sociale**: marchi percepiti come “green” e responsabili godono di maggiore fiducia, fedeltà e visibilità. La sostenibilità, infine, è anche un potente strumento di employer branding: i giovani talenti, più di tutti, ricercano aziende che offrono non soltanto un lavoro, ma anche un senso, un contributo al bene collettivo. In questo senso, investire in sostenibilità significa investire nel futuro stesso dell’organizzazione. ## La gestione dei rifiuti come uno dei primi ambiti di intervento Quando si inizia un percorso verso la sostenibilità, una delle aree più immediate e tangibili su cui intervenire è quella della gestione dei rifiuti. **Ridurre, riutilizzare e riciclare** non sono solo slogan, ma principi operativi che possono tradursi in risparmi concreti, maggiore efficienza e rispetto delle normative ambientali. Molte aziende producono ogni giorno quantità significative di rifiuti industriali, elettronici, organici o pericolosi la cui gestione impropria può comportare sanzioni, danni reputazionali o perdite economiche. In questo contesto, bisogna avvalersi di **competenze specifiche e soluzioni integrate** per ottimizzare ogni fase del ciclo dei rifiuti, dalla raccolta alla tracciabilità, dallo smaltimento al recupero. [Omnisyst, il tuo partner per una gestione dei rifiuti sostenibile](https://www.omnisyst.it/), supporta le imprese con un approccio personalizzato, che unisce tecnologie avanzate, conformità normativa e obiettivi ambientali misurabili. Collaborare con un partner esperto permette alle aziende non solamente di alleggerire i propri carichi gestionali, ma anche di trasformare la gestione dei rifiuti da centro di costo a strumento strategico per la sostenibilità. ## Il valore della trasparenza e della comunicazione ambientale Essere sostenibili non significa solo agire, ma anche saperlo raccontare in modo autentico, trasparente e verificabile. La **comunicazione ambientale** non è un esercizio di marketing, ma un processo di rendicontazione che rafforza la fiducia degli stakeholder e contribuisce a creare un’identità aziendale coerente. In un’epoca in cui la disinformazione e il greenwashing sono rischi reali, la trasparenza diventa un elemento distintivo. Pubblicare un bilancio di sostenibilità dettagliato, ottenere certificazioni riconosciute (come ISO 14001, EMAS o Ecolabel), partecipare a iniziative internazionali come il Global Compact o il Carbon Disclosure Project, sono strumenti concreti che dimostrano la responsabilità aziendale. Ma comunicare significa anche **saper coinvolgere**: clienti, dipendenti, comunità locali vogliono essere parte di un progetto più grande, sentirsi parte attiva di un cambiamento positivo. Raccontare la propria strategia ambientale con contenuti chiari, storie vere, dati verificabili e linguaggio accessibile è una delle chiavi per consolidare la reputazione, costruire relazioni durature e amplificare l’**impatto positivo dell’impresa** --- # Il mutuo: aspetti tecnici e fiscali importanti da conoscere > URL: https://www.ildomani.it/economia/2025/07/21/il-mutuo-aspetti-tecnici-fiscali-importanti-conoscere/ > Ultima modifica: 2025-07-16 Accendere un mutuo è un impegno a lungo termine che può durare decenni, influenzando stabilmente il bilancio familiare. È quindi essenziale comprenderne a fondo ogni aspetto: dai termini… **Accendere un mutuo** è un impegno a lungo termine che può durare decenni, influenzando stabilmente il bilancio familiare. È quindi essenziale comprenderne a fondo ogni aspetto: dai termini contrattuali alle implicazioni fiscali, dalle garanzie previste dalla legge fino alle agevolazioni dedicate a particolari categorie di cittadini. Le **modifiche legislative** introdotte negli ultimi anni hanno trasformato il mutuo in uno strumento molto più accessibile, soprattutto per chi acquista la prima casa. Ma orientarsi tra normative, tassi e detrazioni non è semplice. Da una parte, infatti, è utile **confrontare le offerte di mutuo** per capire quali offrono condizioni migliori, dall’altra è altrettanto importante conoscere a fondo le **misure di tutela**, come il Fondo di Garanzia, le agevolazioni fiscali e i nuovi limiti di copertura previsti dalla Legge di Bilancio 2025. ## Cos’è un mutuo e come funziona Il mutuo è un contratto disciplinato dall’art. **1813 del Codice Civile**, con il quale una banca o un intermediario concedono a un cliente una somma di denaro, che dovrà essere restituita nel tempo comprensiva di interessi. Generalmente, il mutuo è garantito da un’**ipoteca** sull’immobile acquistato, che offre una garanzia reale all’ente erogatore in caso di insolvenza. Tra gli elementi tecnici fondamentali da considerare ci sono: - ** Il tasso d’interesse**, che può essere fisso, variabile, misto o con tetto massimo (cap); - **La durata**, che va generalmente da 5 a 30 anni, ma alcune banche propongono piani fino a 40 anni; - **Il piano di ammortamento,** prevalentemente “alla francese”, con rate composte da una quota interesse decrescente e una quota capitale crescente; - **Le spese accessorie**, come l’imposta sostitutiva, la perizia, l’istruttoria e l’assicurazione obbligatoria. C’è anche la possibilità, per chi ha già un mutuo attivo, di accedere alla **surroga** (trasferimento gratuito del mutuo presso un altro istituto), introdotta dal Decreto Bersani nel 2007, che ha anche eliminato le penali per estinzione anticipata nei mutui per acquisto della prima casa. ## Agevolazioni fiscali e Fondo di Garanzia CONSAP Uno degli aspetti più significativi legati ai mutui è rappresentato dal **regime fiscale agevolato**, soprattutto per chi acquista la prima casa da destinare ad abitazione principale. In particolare, l’art. 15 del TUIR prevede la **detrazione IRPEF del 19%** sugli interessi passivi e su alcune spese accessorie (come oneri notarili e provvigioni di agenzia), fino a un massimo di 4.000 euro all’anno. Ciò permette un risparmio fiscale fino a **760 euro** annui per l’intera durata del finanziamento. Un ulteriore strumento a supporto delle famiglie e dei giovani è il **Fondo di Garanzia per la prima casa**, gestito da CONSAP e istituito presso il MEF. Questo fondo permette di ottenere mutui agevolati fino a 250.000 euro, con una garanzia pubblica fino al 50% del capitale residuo, estesa fino all’**80% per alcune categorie prioritarie**. Secondo quanto stabilito dalla **Legge di Bilancio 2025** (GU n. 305/2024), la garanzia elevata all’80% è prorogata fino al **31 dicembre 2027** per Giovani under 36 con ISEE ≤ 40.000 euro, nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi IACP e, infine, famiglie numerose con requisiti specifici. Il [Fondo è stato potenziato](https://www.fiscoetasse.com/new-rassegna-stampa/1186-mutui-prima-casa-cosa-prevede-la-legge-di-bilancio-2025.html) a fine 2024 con **130 milioni di euro per il 2025** e **270 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027**, segno dell’importanza crescente attribuita all’accesso al credito immobiliare come strumento di inclusione e crescita economica. ## Confrontare i mutui: tassi, condizioni e scenari futuri Considerando la volatilità dei tassi d’interesse e il continuo mutamento delle condizioni bancarie, **confrontare i mutui** con strumenti online come [**Facile.it**](https://www.facile.it/mutui.html) o altri comparatori diventa imprescindibile per chiunque voglia accedere a un finanziamento consapevole. Il documento informativo standardizzato**ESIS** (European Standardised Information Sheet), obbligatorio per le banche dal 2016, facilita ulteriormente il confronto tra le proposte, garantendo trasparenza e comparabilità tra le offerte. Contiene tutti gli elementi essenziali del contratto: tasso di interesse, costi accessori, clausole di estinzione e variazione. Da non trascurare anche la **possibilità di surroga**: se il mutuo sottoscritto in passato oggi risulta meno conveniente, il trasferimento gratuito presso un’altra banca permette di rinegoziare tassi e condizioni senza spese notarili o penali. Secondo i dati, oggi i mutui a tasso fisso rappresentano ancora la preferenza principale tra i nuovi mutuatari, in quanto garantiscono maggiore stabilità, mentre **il tasso variabile** è preferito da chi punta a risparmiare nel breve termine, confidando in un calo dei tassi di mercato nei prossimi anni. --- # West Nile Virus – Il Virus del Nilo Occidentale Torna in Italia > URL: https://www.ildomani.it/salute/2025/07/18/west-nile-virus-il-virus-del-nilo-occidentale-torna-in-italia/ > Ultima modifica: 2025-07-18 West Nile Virus: una minaccia silente ma concreta Il West Nile Virus (WNV) è un virus a RNA appartenente alla famiglia dei Flaviviridae, genere Flavivirus, la stessa famiglia… ## West Nile Virus: una minaccia silente ma concreta Il West Nile Virus (WNV) è un virus a RNA appartenente alla famiglia dei **Flaviviridae**, genere **Flavivirus**, la stessa famiglia cui appartengono patogeni noti come Dengue, Zika e la Febbre Gialla. Scoperto per la prima volta nel 1937 in Uganda, nella regione del Nilo Occidentale, ha progressivamente esteso la sua presenza in Nord America, Europa e Medio Oriente. In Italia, il virus è comparso nel 1998 tra i cavalli, ma è dal 2008 che è diventato un tema di sanità pubblica anche per la popolazione umana. ### Modalità di trasmissione e ciclo biologico del virus Il WNV si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare quelle del genere **Culex**, con *Culex pipiens* tra i vettori più diffusi nelle aree umide del Nord Italia. Il ciclo biologico del virus si articola in due fasi principali: - Un **ciclo enzootico** che coinvolge uccelli (serbatoio naturale) e zanzare: gli uccelli migratori sviluppano una viremia elevata, sufficiente a infettare le zanzare che si nutrono del loro sangue. - Un **ciclo epizootico** in cui zanzare infette pungono ospiti accidentali, tra cui l’uomo e il cavallo. Questi ultimi non sviluppano una viremia sufficiente per reinfettare nuove zanzare, per cui sono considerati ospiti terminali. Esistono inoltre, seppur rari, casi documentati di trasmissione tramite trasfusioni di sangue, trapianti d’organo, via verticale (madre-feto) o allattamento. L’influenza della temperatura sull’epidemiologia del virus è ben descritta dal seguente modello semplificato del numero di riproduzione di base (R0): **dove:** - *a* è il tasso di puntura delle zanzare, - *b* e *c* sono le probabilità di trasmissione del virus rispettivamente dall’uomo alla zanzara e viceversa, - *μ* è il tasso di mortalità giornaliera del vettore, - *τ(T)* è il tempo di incubazione extrinseco del virus, funzione della temperatura ambientale. ## Diffusione del virus in Italia Dal 2008, il virus del Nilo Occidentale è considerato endemico in Italia, in particolare nelle regioni del Nord. Le ondate epidemiche si verificano con regolarità tra i mesi di luglio e ottobre, periodo favorevole alla proliferazione delle zanzare vettore. Gli anni 2018 e 2022 sono stati particolarmente critici, con un numero record di casi registrati. ### Tabella comparativa dei casi umani in Italia | Anno | Casi confermati | Decessi | Tasso di mortalità WNND (%) | | --- | --- | --- | --- | | 2008 | 2 | 0 | ~0% | | 2012 | ~50 | ~5 | ~10% | | 2018 | 581 | 40 | ~6.9% | | 2022 | 599 | 28 | ~4.7% | Le regioni più colpite sono state il **Veneto**, l’**Emilia-Romagna**, la **Lombardia** e il **Piemonte**, con una maggiore incidenza lungo il bacino del Po, dove le condizioni climatiche e ambientali favoriscono la presenza della zanzara *Culex pipiens*. ## Sintomi e forme cliniche dell’infezione La maggior parte delle persone infette dal virus resta asintomatica (circa l’80%). Tuttavia, una percentuale pari a circa il 20% sviluppa la cosiddetta **West Nile Fever**, una forma simil-influenzale. In meno dell’1% dei casi si può manifestare la forma **neuroinvasiva** (WNND), che può avere esiti gravi o fatali. | Forma clinica | Frequenza | Sintomi principali | Mortalità | | --- | --- | --- | --- | | Asintomatica | ~80% | Nessuno | Nessuna | | West Nile Fever | ~20% | Febbre, cefalea, dolori muscolari, nausea, eruzioni cutanee | Bassa | | Malattia neuroinvasiva | <1% | Meningite, encefalite, paresi, convulsioni, coma | Fino al 10% | La forma neuroinvasiva è più frequente negli anziani, nei soggetti immunocompromessi e nei pazienti con comorbidità croniche. In questi casi, la prognosi può essere severa. ## Strumenti diagnostici e monitoraggio La diagnosi si basa su diverse metodologie: - **Test sierologici ELISA** per la ricerca di anticorpi IgM (indicativi di infezione recente) e IgG (indicativi di infezione pregressa). Tuttavia, possono esserci reazioni crociate con altri flavivirus. - **RT-PCR** per la rilevazione dell’RNA virale nel sangue o nel liquido cerebrospinale, utile nelle prime fasi dell’infezione. - **Test di neutralizzazione**: specifici ma complessi, usati in laboratori di riferimento. Durante i mesi estivi è attivo uno screening obbligatorio nei centri trasfusionali per evitare il rischio di trasmissione del virus tramite donazione di sangue. ## Trattamento: una gestione esclusivamente sintomatica Non esiste, ad oggi, un trattamento antivirale specifico contro il WNV. Il supporto terapeutico si basa su: - Somministrazione di antipiretici (es. paracetamolo) per gestire la febbre. - Reidratazione e riposo. - Nei casi gravi, assistenza ospedaliera, inclusi supporti neurologici e respiratori. Il trattamento della forma neuroinvasiva può richiedere il ricovero in unità di terapia intensiva. ## Misure di prevenzione e contenimento La prevenzione del WNV si articola su tre livelli principali: ### Protezione personale - Utilizzo di repellenti contenenti DEET, icaridina o PMD. - Indossare abiti lunghi e di colore chiaro. - Installare zanzariere alle finestre e utilizzare ventilatori per scoraggiare la presenza di zanzare. ### Controllo ambientale - Eliminazione dei ristagni d’acqua da tombini, sottovasi, contenitori e bidoni. - Trattamenti larvicidi nei focolai individuati con Bacillus thuringiensis israelensis. - Bonifica delle aree umide ad alto rischio nei periodi critici (luglio-ottobre). ### Sorveglianza integrata - Monitoraggio degli uccelli migratori e dei cavalli come sentinelle ambientali. - Screening dei donatori di sangue e organi. - Rete di segnalazione veterinaria e umana coordinata a livello regionale e nazionale. ## Il ruolo del clima nella diffusione del WNV I cambiamenti climatici stanno favorendo la diffusione del WNV in Europa. Temperature più alte e stagioni estive prolungate permettono un’accelerazione del [ciclo vitale delle zanzare](https://disinfestazionezanzare.it/ciclo-di-vita-zanzare/) e una maggiore efficienza nella trasmissione del virus. In particolare: - Il tempo di incubazione extrinseco si riduce con l’aumento della temperatura. - Il tasso di replicazione virale cresce esponenzialmente. - Le zanzare sopravvivono più a lungo e aumentano il numero di punture per ciclo vitale. Queste dinamiche rendono fondamentale integrare i modelli climatici nella programmazione della sorveglianza entomologica e sanitaria. ## Approccio One Health: la risposta sistemica Il WNV è un tipico esempio di zoonosi che richiede una risposta **interdisciplinare**. L’approccio **One Health** prevede la collaborazione sinergica tra: - **Sanità pubblica**: gestione dei casi umani, prevenzione e informazione della popolazione. - **Veterinaria**: monitoraggio degli animali sentinella e gestione degli allevamenti. - **Entomologia**: studio delle popolazioni di zanzare, prevenzione e disinfestazioni mirate. - **Ecologia e ambiente**: gestione del territorio e contenimento dei focolai naturali. Solo un’azione coordinata tra enti sanitari, ambientali e cittadini può ridurre efficacemente il rischio di trasmissione del virus. > Il West Nile Virus non è più una minaccia sporadica ma una realtà consolidata nel contesto sanitario italiano. > In assenza di un vaccino per l’uomo, la strategia vincente resta la **prevenzione multilivello**, fondata su informazione, controllo ambientale, protezione individuale e sorveglianza epidemiologica. > Con l’aggravarsi dei cambiamenti climatici, si prevede un’ulteriore espansione geografica e stagionale del virus. Investire in ricerca, prevenzione e cooperazione intersettoriale è oggi più urgente che mai. --- # Guido DeCarli decostruisce l’economia della prestazione e propone una leadership fondata sulla stabilità emotiva come infrastruttura del futuro > URL: https://www.ildomani.it/economia/2025/07/16/guido-decarli-decostruisce-leconomia-della-prestazione/ > Ultima modifica: 2025-07-16 I numeri non bastano più. O forse non sono mai bastati. In un mondo che corre dietro a trimestri finanziari, indici di volatilità e flussi di capitale, Guido… I numeri non bastano più. O forse non sono mai bastati. **In un mondo che corre dietro a trimestri finanziari, indici di volatilità e flussi di capitale, Guido DeCarli lancia un messaggio controcorrente: “La vera ricchezza è la stabilità emotiva. Il resto è solo oscillazione.”** **Sembra una provocazione. È un principio sistemico. Perché, come spiega nel suo libro *[Leadership oltre le barriere](https://www.guidodecarli.coach/libri/)*, l’economia è fatta di persone, e le persone sono sistemi emotivi prima ancora che produttivi.** Questa frase potrebbe bastare per capovolgere decenni di managerialismo tecnocratico. Ma DeCarli non si ferma alla diagnosi. Costruisce una teoria coerente, fondata su osservazione empirica, esperienza sul campo e una profonda riflessione antropologica. **“Le organizzazioni che si reggono solo sulla pressione del risultato sono come palazzi costruiti sul vuoto: prima o poi crollano.”** **E infatti crollano. Lo vediamo ogni giorno: talenti in fuga, burnout normalizzati, reputazioni aziendali erose da culture tossiche. A tutto questo DeCarli risponde con un concetto nuovo: l’economia emotiva della leadership.** ![Leadership decarli e1752667653960](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/leadership-decarli-e1752667653960.png) Non si tratta di soft skill o benefit aziendali. Si tratta di fondare l’impresa su una**infrastruttura invisibile fatta di coerenza, fiducia, risonanza, autocontrollo**. Valori che non entrano nel budget, ma lo sostengono. **“Lo so, è fastidioso sentirlo. Ma è proprio qui che si gioca tutto.”** La vera innovazione non sta nell’ultimo tool gestionale. Sta nel modo in cui i leader regolano le proprie emozioni e impattano quelle dei loro team. È una rivoluzione silenziosa, ma profonda. Che sposta il focus da *quanto produco a cosa generano le mie azioni sul sistema umano che coordino.* **DeCarli introduce sei meta-attitudini: integrità, energia, autocontrollo, presenza, intelligenza realizzativa e autoevoluzione. Sembrano parole da manuale etico. Ma sono, nella sua visione, gli unici anticorpi efficaci contro l’instabilità sistemica che minaccia le aziende dall’interno.** L’analogia è potente: “Gestire un’azienda senza meta-attitudini è come cercare di costruire un ponte su un terreno franoso. Ogni sforzo strutturale sarà vano se manca la solidità profonda.” Questa logica cambia tutto. Perché mette in discussione non solo i modelli organizzativi, ma anche le metriche di successo. Non è più sufficiente far crescere i numeri. Bisogna **far fiorire i contesti.** Bisogna generare economie relazionali, climi emotivi sani, leadership che producono sicurezza, non ansia. **Chi legge *Il Domani* sa bene che i problemi di oggi non si risolvono con le soluzioni di ieri. E che i paradigmi fondati su pressione, controllo e prestazione lineare stanno collassando. L’unico modo per pensare il futuro è iniziare a coltivare stati interiori stabili nei decisori.** “Un’organizzazione non potrà mai essere più stabile del suo vertice. E se il leader è instabile, tutto il sistema entra in risonanza con quella instabilità.” **La cultura aziendale diventa così una funzione diretta del clima emotivo generato da chi guida. Ed è proprio qui che *Leadership oltre le barriere* diventa un libro essenziale: non perché dia risposte facili, ma perché pone le domande giuste.** **Per esempio: qual è il costo emotivo del profitto instabile? Quante decisioni vengono prese in stato di iperattivazione nervosa? Quanto pesa, sul bilancio aziendale, la perdita di fiducia interna?** Domande che suonano fuori contesto in un CDA. Eppure sono quelle che determineranno la longevità reale delle organizzazioni del futuro. **“Abbiamo imparato a leggere il mercato. Ma non abbiamo ancora imparato a leggere l’essere umano.”** DeCarli non si limita a criticare. Offre strumenti. Approcci. Mappe interiori. Il suo libro è una guida per chi vuole costruire non solo imprese di successo, ma**sistemi vitali sostenibili.** Dove la cultura della performance non uccide quella del sentire. E dove la leadership non è più dominio, ma relazione. In tempi in cui l’intelligenza artificiale promette di ottimizzare tutto, DeCarli rilancia sull’unico ambito non automatizzabile: **la stabilità emotiva di chi prende decisioni.** È questa la vera intelligenza strategica. Quella che non si misura in bit, ma in impatto umano. **Per questo, *Leadership oltre le barriere* non è solo un libro per manager. È un testo per chiunque abbia a che fare con il potere: CEO, dirigenti, amministratori, ma anche educatori, formatori, genitori. Perché il potere è ovunque, e ovunque deve essere risanato.** L’economia che verrà non avrà più bisogno di leader carismatici. Avrà bisogno di leader coerenti. Presenti. Emotivamente competenti. È questo il paradigma che Il Domani ha il dovere di raccontare. Il libro è disponibile su: [https://www.guidodecarli.coach/libri/](https://www.guidodecarli.coach/libri/) --- # Addio burocrazia: le carte con IBAN senza conto corrente, la soluzione innovativa > URL: https://www.ildomani.it/economia/2025/07/11/addio-burocrazia-le-carte-con-iban-senza-conto-corrente-la-soluzione-innovativa/ > Ultima modifica: 2025-07-08 La carta con IBAN senza conto corrente è una soluzione innovativa grazie alla quale è possibile effettuare varie tipologie di transazioni finanziarie. È nota anche come “carta conto”… La **carta con IBAN** **senza conto corrente** è una soluzione innovativa grazie alla quale è possibile effettuare varie tipologie di transazioni finanziarie. È nota anche come “carta conto” o “carta con IBAN”. Tecnicamente è inquadrabile tra le **carte prepagate**, ma a differenza di una carta prepagata classica, la carta conto è associata a un IBAN, il codice alfanumerico composto da un massimo di 34 caratteri (27 in Italia) accettato a livello internazionale che identifica i singoli conti correnti bancari. Ciò che caratterizza le [carte senza conto corrente con IBAN](http://www.bper.it/privati/carte/carte-iban) è il fatto che uniscono la **praticità** di una carta ricaricabile alla **versatilità** di un conto corrente (anche se quest’ultimo ha maggiori funzionalità). ## Carta con IBAN: addio burocrazia Oggi è piuttosto facile aprire un conto corrente, tant’è che lo si può fare anche online. Detto ciò, anche se negli anni gli aspetti burocratici si sono snelliti, l’apertura di un conto corrente richiede verifiche sul reddito e sul merito creditizio del richiedente e alla banca devono essere forniti anche i documenti reddituali. Possono inoltre essere necessari ulteriori accertamenti se il cliente richiede lo scoperto di conto. Nel caso delle**carte con IBAN gli aspetti burocratici sono ridotti al minimo** poiché, trattandosi di una carta prepagata (che cioè opera solo se vi si carica un certo importo) non sono necessarie verifiche sulla solvibilità. Una carta con IBAN può essere richiesta **online** o recandosi in una **filiale** della banca. Si tratta di uno strumento che può affiancare il conto corrente, ma può anche essere un’alternativa a esso. È per esempio una soluzione adatta ai **giovani** o a coloro che n**on possono o non vogliono aprire un conto corrente**. ## Carta con IBAN: il principio del prepagamento La carta con IBAN senza conto corrente si basa sul **principio del prepagamento**, vale a dire che il titolare, per poterla utilizzare, deve prima caricare sulla carta un determinato importo che costituirà il suo **limite massimo di spesa**; se sulla carta vengono caricati 1.000 euro, non è possibile effettuare transazioni il cui totale superi tale importo. Per questi prodotti, infatti, **non è previsto il fido**. Di fatto, si può spendere solo quello che si ha, aspetto che differenzia sostanzialmente la carta con IBAN dalla carta di credito. Peraltro, non essendo collegate a un conto corrente, il **rischio di frode è limitato** **al valore presente** sulla carta. Ogni banca ha i suoi specifici prodotti, che possono differenziarsi per **limite di deposito** (che non è mai illimitato) e **limite di ricarica**. ## Quali operazioni permette la carta con IBAN senza conto corrente? Le carte con IBAN consentono di **effettuare numerose transazioni**. Si possono per esempio effettuare acquisti nei negozi fisici e online (si usano come le normali carte di debito o credito e le più moderne hanno la funzionalità contactless), fare bonifici in Italia e all’estero, addebitare utenze domestiche, ricaricare telefoni o altre carte prepagate, ricevere bonifici, domiciliare lo stipendio o la pensione e prelevare denaro contante agli sportelli ATM. Tramite Internet Banking o Mobile Banking è possibile**visualizzare il saldo e le varie transazioni effettuate**. Per quanto riguarda le spese, si tratta di un prodotto che, tipicamente, risulta meno costoso di un conto corrente. Le ricariche possono essere effettuate con varie modalità: da ATM, presso i punti vendita convenzionati, in una filiale della banca emittente, tramite bonifico e online. Come si può notare, si tratta di un**prodotto estremamente pratico e versatile** che può risultare utile nella maggior parte delle transazioni finanziarie che caratterizzano la quotidianità. --- # “Il manager potenziato è l’evoluzione naturale della specie aziendale” – Giovanni Giamminola > URL: https://www.ildomani.it/economia/2025/07/11/il-manager-potenziato-e-levoluzione-naturale-della-specie-aziendale-giovanni-giamminola/ > Ultima modifica: 2025-07-08 Quando Charles Darwin salpò sul Beagle, non sapeva che stava scrivendo la nuova grammatica della vita. Giovanni Giamminola, oggi, compie un gesto analogo: affronta la traversata della trasformazione… **Quando Charles Darwin salpò sul Beagle, non sapeva che stava scrivendo la nuova grammatica della vita.** Giovanni Giamminola, oggi, compie un gesto analogo: affronta la traversata della trasformazione aziendale armato non di mappe nautiche, ma di intuizioni neurocognitive e visione sistemica. Il suo nuovo libro, [*Il Manager Potenziato*](http://www.giamminola.ai/), non è un saggio sull’intelligenza artificiale. È un trattato sulla leadership, sul linguaggio e sull’evoluzione. **Perché il manager è il nuovo homo sapiens sotto pressione evolutiva.** Ma pochi sembrano rendersene conto. **La vera rivoluzione non è tecnologica, è cognitiva.** Giamminola lo dice chiaramente: “L’AI non è un software, è un’estensione del cervello”. È una frase semplice, eppure cambia tutto. Perché implica che la trasformazione non avviene installando uno strumento, ma ricablando il pensiero strategico, il processo decisionale, l’identità manageriale. **System Zero.** È così che l’autore chiama la dimensione mentale in cui l’umano e l’AI si fondono in modo lucido. Non è un’integrazione tecnica. È un’estensione cognitiva. Il punto di partenza? La neuroscienza. Il riferimento al dualismo Sistema 1/Sistema 2 teorizzato da Kahneman viene superato da un nuovo livello: il Sistema Zero. Una mente aumentata, capace di accedere a insight che superano sia l’intuizione che la logica lineare, come dimostrano gli studi dell’Università cattolica di Milano, dove Giovanni insegna al master di AI-Driven Business model. **“L’intelligenza artificiale sarà il nuovo cervello esterno.** Ma per accedervi, serve un reset profondo.” **Il manager potenziato non è chi usa l’AI. È chi cambia se stesso ed evolve le proprie capacità cognitive.** È una sottigliezza semantica, ma decisiva. Nel libro, Giamminola distingue tra l’imprenditore che “installa un tool” e quello che **si riconfigura mentalmente** per orientare la propria azienda a un nuovo paradigma. La differenza? Uno sopravvive. L’altro si estingue. E qui entra la selezione naturale. **Darwin ritorna come metafora strutturale.** Le aziende, come le specie, si adattano o muoiono. Solo che oggi non basta cambiare prodotto o approccio al marketing. Serve **cambiare modello mentale**. “L’AI è come la scrittura all’epoca di Platone: ci fa paura perché ci cambia,” dice Giamminola, “ma chi non la integra, verrà riscritto dal mercato.” ![Manager Potenziato](https://www.ildomani.it/wp-content/uploads/Manager-Potenziato-1024x634.png) **Lo so. È fastidioso sentirlo. Ma è proprio qui che si decide chi guiderà e chi verrà guidato.** **Il potere è sempre stato un fenomeno linguistico. Ora è anche semantico.** E questo è uno dei punti più profondi dell’opera. L’autore insiste su un fatto apparentemente tecnico: **non serve imparare l’inglese. Serve padroneggiare l’italiano.** Non per nostalgia identitaria, ma perché l’AI funziona con la precisione del linguaggio. Il manager potenziato non si limita a parlare. **Progetta le sue istruzioni come si scrive una Costituzione.** L’azienda che comunica male con i propri agenti AI fallirà. Perché l’agente esegue. Ma se il comando è confuso, sarà letale. **Qui la scrittura torna ad essere potere puro.** **C’è una frase nel libro che funziona come un colpo di gong: “Un CEO che non si trasforma, non può trasformare la sua azienda.”** Per chiunque abbia guidato un’impresa, è un pugno allo stomaco. Perché chi dirige, spesso pensa che la trasformazione debba avvenire “sotto”. Invece, Giamminola rovescia la logica: **è la testa che va formattata, non solo i processi.** Serve, in altre parole, un darwinismo aziendale etico, ma spietato. Chi evolve, guida. Chi resta, viene guidato. **Non ci sono zone grigie.** **Il paradosso è che, mentre la tecnologia accelera, il pensiero rallenta.** Le aziende investono milioni in licenze software, ma nulla in riconfigurazione mentale. È come costruire razzi senza insegnare a pilotarli. E questo – nel linguaggio secco di Giamminola – è il motivo per cui “l’80% dei progetti AI fallisce”. Non per limiti tecnici, ma per **analfabetismo cognitivo**. **Il vero cambiamento non lo fa chi implementa l’AI. Lo fa chi si lascia cambiare da lei.** *Il Manager Potenziato* non è un libro comodo. È un libro necessario. Si legge come un saggio, si imprime come un avvertimento. Ma soprattutto: **funziona come una mappa mentale per chi ha ancora il coraggio di guidare l’evoluzione, invece che subirla.** Chi aspetta di “capire l’AI” prima di muoversi, ha già perso. Chi si muove per capire, è già dentro. **Il futuro non aspetta i curiosi. Segue chi è ambizioso di trasformazione.** *Scopri il libro di Giovanni Giamminola: Il Manager Potenziato –*[*www.giamminola.ai*](http://www.giamminola.ai/)