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Giovedì 17 Maggio 2012

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L’Ue: si rischia un’altra recessione Gli impegni dell’Italia sono lacunosi

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FRANCOFORTE  – Come stanno le cose e, soprattutto, cosa ci aspetta nel prossimo futuro, ce lo dice la Commissione Ue nel bollettino che contiene le previsioni economiche relative al nostro Pese e all’Eurozona. «Sulle prospettive di crescita dell’Italia pesa il fattore spread, che dall’estate ha subito un rapido aumento». Questo, si legge nel documento, causerà  ripercussioni sul «funding delle banche» e «una stretta al credito per l’economia». In altre parole: per le banche sarà più costoso finanziarsi e prestiti e, di conseguenza, mutui saranno più cari per famiglie e imprese. Gurdando ai numeri, per Bruxelles «un nuovo rallentamento economico è in corso in Italia, tra una crescente incertezza». Con un prodotto interno lordo che si assesterà allo 0,5% nel 2011, allo 0,1% nel 2012 e in rialzo dello 0,7% nel 2013. Non va tanto meglio se lo sguardo si allarga all’Eurozona. «La crescita dell’economia si è bloccata e c’è il rischio di una nuova recessione», ha dichiarato il commissario agli Afari economici dell’Ue Olli Rehn, presentando le previsioni economiche 2011 - 2013. La crescita del Pil della zona euro sarà limitata allo 0,5% nel 2012 (+0,6 Ue-27), con un ritorno alla ripresa nel 2013 all’1,3% (1,5% Ue-27). Nel rapporto si legge anche che «un brusco deterioramento della fiducia sta danneggiando gli investimenti e i consumi, una crescita indebolita sta bloccando le esportazioni e l’urgenza di consolidare le finanze pubbliche pesa sulla domanda interna».  Nessun reale miglioramento è previsto, inoltre, per il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è previsto al 10% nella zona dell’euro fino al 2013 e poco sotto (attorno al 9,7%) nella Ue-27. L’inflazione è attesa sotto il 2% dal prossimo anno. Tornando all’Italia, Rehn, giudica ancora lacunosi gli impegni presi finora dal governo. L’Italia, ha detto il commissario Ue, deve fare di più, a cominciare dalle pensioni, «un’area dove si può fare molto di più». «Il rialzo degli spread in Italia, se nel breve termine non avrà un impatto drammatico, relativamente presto avrà conseguenze sull’economia reale e sulla crescita», ha aggiunto. Nella famosa lettera di impegni mandata dall’Italia al G20, osserva Rehn, «mancano alcuni elementi importanti come la necessità di rivedere la tassazione sul lavoro». La missiva, inoltre, non va abbastanza lontano sulla concorrenza e non propone nuove riforme, «non è sostenuta da un calendario e non indica azioni concrete, quindi, presenta seri rischi circa l’attuazione degli impegni, a meno che non vi siano chiarimenti» sufficienti, quelli che ha chiesto con le 39 domande a cui le autorità italiane dovranno rispondere «molto presto». Mette fretta anche il Fondo monetario internazionale, preoccupato per le incognite politiche nei Paesi a rischio. «La chiarezza politica è la prima cosa necessaria per Italia e Grecia», ha precisato la direttrice dell’Fmi, Christine Lagarde. «Non sappiamo chi guiderà questi Paesi e questo non contribuisce alla stabilità. Una maggiore chiarezza porterà ad una maggiore stabilità politica, e questo è quello che mi aspetto come consulente e potenziale fornitore di prestiti e questo è quello che si aspettano anche tanti investitori», ha spiegato la Lagarde. Intanto in Borsa è stata un’altra giornata altalenante, vissuta nell’attesa di novità dal Quirinale e della definizione di un esecutivo a firma Mario Monti, rintenuto "molto probabile". Piazza Affari, partita con il segno meno, riesce a recuperare le perdite di mercoledì chiudendo con la performance migliore d’Europa a +0,97%. Il differenziale Btp-Bund, calato fino a sotto i 500 punti nel corso della giornata, si è poi stabilitp a 510.


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