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Giovedì 17 Maggio 2012

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Giustizia, emergenza carceri Lupo: bisogna depenalizzare

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ROMA - È iniziata puntualmente, alle 11, la cerimonia, trasmessa anche in diretta tv, di inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 con l’intervento del primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo. Ad ascoltarlo nell’aula magna della Suprema Corte il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e, tra i più attesi, il premier Mario Monti. Tra i primi ad arrivare il presidente dell’Amn Luca Palamara e il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi. Tra le personalità presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, oltre al ministro della Giustizia, Paola Severino. I preparativi si sono svolti in un clima disteso, in contrasto con la protesta degli avvocati di questi giorni contro le riforme portate avanti dal governo e l’annunciata contro-inaugurazione dei Radicali. Un «particolare saluto» al ministro della giustizia Paola Severino è stato rivolto dal Primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo, attento alle differenze di genere e a cogliere i passi avanti della presenza delle donne nella società e nelle istituzioni. Lupo ha sottolineato che Severino è la «prima donna nella storia del Paese chiamata a ricoprire la prestigiosa carica di Guardasigilli» e ha ricordato che, per la prima volta nel 2011, è stata nominata una donna - Gabriella Luccioli - come presidente titolare di sezione. Tra i «segni più importanti del mutamento intervenuto» nel passaggio dal governo Berlusconi al governo Monti, il Primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo ha salutato con favore le «priorità» d’azione individuate - dal Consiglio dei ministri - nella giustizia civile, nell’attuazione della legge delega di revisione della geografica giudiziaria e nella depenalizzazione. «L’individuazione di queste priorità è indice - ha sottolineato Lupo - della consapevolezza che la giurisdizione è una risorsa limitata, delicata, costosa e preziosa, e perciò da non sprecare disperdendola in mille rivoli sul territorio o impegnandola a tutela indiscriminata e inefficace di una miriade di beni mentre, invece, va riservata per meglio garantire beni fondamentali, affidando altri legittimi interessi a valide e diverse alternative di tutela». «La drammatica situazione carceraria, una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana, fino all’impulso a togliersi la vita, di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo» ha detto Ernesto Lupo, secondo cui «costringere 68 mila detenuti in condizioni logistiche adeguate a 45mila, è palesemente incompatibile con i principi della Costituzione e della Convenzione per i diritti dell’uomo». «I magistrati italiani, pur lavorando schiacciati dalla montagna di quasi 9 milioni di cause pendenti, continuano a detenere primati di produttività in Europa». Così il Primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo - nel suo intervento all’apertura dell’anno giudiziario - ha ricordato l’enorme cifra di cause arretrate che giacciono nei tribunali sottolineando anche che «vi è poi un’altra anomalia italiana, quella della quantità di avvocati: quasi 240.000, di cui oltre 50.000 abilitati all’esercizio dinanzi alla giurisdizioni superiori». «Questi numeri continuano a crescere ogni anno. Essi, se non costituiscono un diretto fattore di incentivazione del contenzioso, certamente non contribuiscono a deflazionarlo».


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