Di Pietro attacca il Governatore: «Scopelliti è come Berlusconi»
LAMEZIA TERME - «L’Italia dei Valori si è impegnata come e più di molti altri partiti nella liberazione dell’Italia dal governo Berlusconi, così l’abbiamo chiamata e ne siamo orgogliosi: oggi vogliamo mettere dietro le spalle questa esperienza umiliante per il Paese e le istituzioni e il compito dell’Italia dei Valori deve essere quello di partecipare alla ricostruzione, come è successo per i nostri padri quando in modo tragico vi fu una riduzione degli spazi di
democrazia e di benessere nel nostro Paese». E’ quanto ha detto il presidente di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme. «E’ questa la ragione per cui abbiamo dato la fiducia al governo Monti - ha aggiunto Di Pietro - intesa come necessità di dare al Paese un governo con un corpo che ha bisogno di una testa. Oggi sono due le emergenze fondamentali che ci aspettano: un’emergenza economica e finanziaria che abbiamo affidato al governo del Presidente Napolitano, ma della cui maggioranza politica parlamentare che si sta sviluppando e un po’ avviluppando in questi giorni non vogliamo far parte, tant’è che noi non partecipiamo alla spartizione alla conta dei sottosegretari, e la seconda sono le elezioni. Noi abbiamo assicurato al governo Monti il nostro appoggio - ha sottolineato il leader di Idv - valutando di volta in volta i provvedimenti che si porteranno in aula; di lui e del suo Governo rispettiamo e stimiamo la competenza tecnica e professionale, la storia personale. Con Monti il nostro Paese ha trovato la dignità e può andare Europa e incontrare i massimi rappresentanti delle istituzioni con la stessa dignità : questo ci ha ridato un pò di orgoglio italiano». Però, ha aggiunto Di Pietro, «partiamo dal presupposto che la coltellata se te la dovesse dare un amico oun nemico sempre una coltellata e’, per cui aspettiamo di vedere nel merito cosa vuol fare Monti, impegnandoci a far rimanere un governo tecnico, anche per questo non abbiamo proposto e ne ci sediamo al tavolo della distribuzione dei seggi o degli accordi politici al di fuori delle commissioni parlamentari». «Abbiamo preso atto che ci sarebbe stata una riunione in cui una nuova e inedita maggioranza parlamentare, formata da Pd, Pdl, Udc e Terzo Polo si è riunita con il presidente del Consiglio per individuare le priorità politiche e la distribuzione dei sottosegretari: noi non abbiamo partecipato, abbiamo spento il telefono. La seconda emergenza che dobbiamo affrontare - ha aggiunto Di Pietro - che questo governo, così come il Parlamento e lo stesso capo dello Stato possono far finta che non esista, sono le elezioni: questa è un’emergenza democratica, perchè questo Governo non ha una legittimazione popolare, anzi è l’esatto opposto dello spirito del sistema bipolare su cui si basa la legittimazione popolare e la democrazia». Governi del genere, ha detto ancora il leader di Idv, «hanno non solo il diritto, ma il dovere di esistere nell’emergenza e nell’urgenza, quindi poi bisogna ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti del Parlamento e nel proprio Governo». ieri però il leader dell’Itali dei Valori è anche intervenuto suquestioni strettamente calabresi. Il primo attocco è stato contro il Govenatore. «Abbiamo sempre ritenuto che Berlusconi sta all’Italia come Scopelliti sta alla Calabria. Il modello Reggio è basato sul clientelismo e soprattutto sull’utilizzo del denaro pubblico per sperperarlo e non utilizzarlo come, invece, dovrebbe fare un buon padre di famiglia. E’ troppo facile governare spendendo i soldi dei nostri figli. Noi contestiamo la mancata identificazione delle priorità ed evidenziamo che c’é un continuo travaso di voti di scambio politico». Durante la conferenza stampa il leader dell’Italia dei Valori si è espresso anche sulla vicenda della Fondazione Campanella. «Chiediamo al resto dell’opposizione di assumersi le proprie responsabilità su questa vicenda in quanto fanno sempre in tempo a rimediare a ciò che hanno fatto». Sull’argomento è intervenuto anche Giordano che ha ricordato che Italia dei Valori «é stato l’unico partito a dire no alla Fondazione Campanella ed a denunciare anche quel sistema di connivenza di questa situazione che è un autentico verminaio della sanità calabrese». Di Pietro si è espresso infine sulla questione dei trasporti sostenendo che «in Calabria resta e permane una incapacità tecnica, politica e finanziaria ed io ricordo bene le vicende delle infrastrutture calabresi».


















