Il metodo Golfera, come memorizzare in maniera rapida ed efficace

Gianni Golfera foto

Sapere come migliorare la memoria è importantissimo per fare carriera, superare concorsi ed esami, ottenere la competenza necessaria per realizzare un determinato obiettivo. A scuola nessuno ci ha insegnato un metodo di studio efficace, anzi spesso ci hanno condizionato negativamente con sistemi lenti e dannosi per la memoria, come leggere e ripetere, sottolineare e fare schemi. Dal cinquecento avanti Cristo, eppure, esistono delle strategie concrete e utilizzabili da chiunque per migliorare la memoria e aiutarci a memorizzare in un’ora ciò che prima avrebbe richiesto una giornata intera.

Per capire come migliorare la memoria è indispensabile una premessa importantissima: la memoria si attiva attraverso il coinvolgimento emotivo e non attraverso noiose ripetizioni. Infatti il luogo comune più sbagliato riguardo alla memoria è proprio quello di pensare che sia necessario molto tempo per memorizzare quando invece un’emozione di un solo istante ci permette di ricordare per tutta la vita. Da qui parte il metodo Golfera, un’affascinante teoria in grado di aiutarci a ricordare meglio e più a lungo.

Come spiega lo stesso Gianni Golfera, autore di numerosi testi sulla memoria, probabilmente uno dei luoghi comuni più errati in relazione a come migliorare la memoria è quello di pensare che per riuscire ad apprendere qualcosa sia necessario molto tempo per studiarla. In realtà è vero il contrario ed è la natura stessa ad insegnarcelo attraverso le esperienze di memorizzazione istantanea di esperienze particolarmente significative come un bacio, la nascita di un figlio e molte altre correlate ad eventi ed emozioni particolarmente piacevoli.

Poste che sono queste premesse ci addentriamo ora nelle tecniche che spiegano come migliorare la memoria. Le principali sono: il coinvolgimento emotivo durante il processo di memorizzazione, le associazioni ad immagini e l’ordine dei luoghi. “Per memorizzare un nome possiamo associare la persona a una persona cara e conosciuta in precedenza, così posso ricordare Ines, pensando a mia nonna Ines, in questo caso l’emozione ha generato il ricordo”, spiega Golfera.

“Per quanto riguarda il mio cognome, Golfera, potresti immaginare una mazza da golf di un’altra era in tal modo l’immagine visiva attiva una maggiore area cerebrale durante il processo di memorizzazione”.

Se invece si ha la necessità di ricordare i contenuti di un testo “la cosa più conveniente è certamente quella di immaginare un percorso conosciuto, come ad esempio le stanze di casa tua, e collocare all’interno di queste stanze secondo il loro ordine le cose da ricordare”.

Le nozioni e i concetti da memorizzare possono essere visualizzati sotto forma di attori che compiono azioni all’interno delle stanze. “Dopo avere utilizzato – continua Golfera – per la prima volta le immagini nei luoghi per ricordare ti renderai conto che ricorderai con sicurezza senza la necessità delle immagini. Infatti le immagini non sono il fine, ma il mezzo, ovvero lo strumento per acquisire il ricordo”.